Consigli
In questa sezione ho concentrato 5 anni di esperienza, vorrei proporre un valido supporto a chi si avvicina alla specialità del Drag Racing, in modo da ottenere risultati incoraggianti nel più breve tempo possibile, e nel contempo evitare frustrazioni.
Troverete dei consigli di ordine generale, per quelli specifici come la messa a punto di un modello in particolare vi indirizzo alla pagina costruzione e messa a punto.
Questo tipo di gare richiede meno spese e manutenzione rispetto alle altre categorie del modellismo, ma è assai importante la conoscenza tecnica nonché la preparazione del modello e del tracciato.
Prima di tutto fissiamo un concetto: un dragster che non scarica l'accelerazione fino dal primo centimetro, difficilmente potrà avere prestazioni esaltanti.
Tanto per darvi l'idea, pensate che tra un modello le cui gomme fanno presa sull'asfalto e uno che patina a vuoto c'è la differenza che passa tra il giorno e la notte.
Il
modello che vedete nelle foto e nei filmati scatta da fermo con un'accelerazione di oltre tre volte la forza di gravità, cioè una volta e mezzo più rapidamente della migliore macchina da pista con motore a scoppio. I modelli professionali superano i cinque g, come un dragster vero!
IL TRACCIATO
Innanzitutto trovatevi un posto dove potete effettuare le vostre prove, un asfalto il più uniforme possibile faciliterà le prestazioni del modello, ridurrà l'usura delle gomme e i rischi di sbandate dovute ad improvvise variazioni nell'aderenza.
Il
tracciato stando ai regolamenti dovrebbe misurare 40,2 metri ovvero 132 piedi, all'americana. La larghezza di 3 metri per corsia è senz'altro ottimale per le competizioni, ma se siete soli o provate uno alla volta anche un "corridoio" di un paio di metri va bene. Se si può e meglio utilizzare spazi più ampi, almeno all'inizio, così avete la possibilità di far correre il modello in tutta sicurezza, e essere più rilassati alla guida.L'ideale sarebbe un pezzo di strada rettilinea di una settantina di metri, con una larghezza di sei metri se siete in due; che magari alla domenica mattina potete utilizzare indisturbati, un parcheggio o un grosso piazzale sarebbero già più che adeguati. Anche il rettilineo di una pista di macchinine on road può andare, ma dubito che sia possibile la convivenza con chi vuole utilizzare la pista per ciò che è stata fatta…
Ad ogni modo se non vi è possibile reperire un posto con un rettilineo cosi lungo potete accontentarvi di accelerazioni sulla mezza distanza, i venti metri sono comunque divertenti e considerando una frenata di altri venti ve la cavate con una lunghezza totale che sicuramente non vi sarà troppo difficile da trovare nelle vostre vicinanze. Tenete conto che per i test di messa a punto i venti metri sono essenziali e rappresentano il vero banco prova per avere riscontro dei settaggi fatti sul modello. Se ai venti siete rapidi e la velocità di uscita è buona, la maggior parte del lavoro è fatto, dato che è proprio nella prima metà della gara che si costruisce la prestazione di un dragster; nei secondi venti metri l'incremento di velocità è molto ridotto, dato che anche nelle categorie più potenti non eccede i 30 Kmh, questo è ancor più vero per i modelli elettrici, che vedono diminuire in maniera consistente la coppia del motore in proporzione al crescere dei giri.
Se l'aderenza dell'asfalto non è come a Monza non preoccupatevi troppo, l'acqua zuccherata e i liquidi sulle gomme sono i peggiori nemici delle sgommate…e se non bastassero, uno o due denti in più di pignone risolveranno il problema, ma non esagerate, pena la perdita di spunto del modello e la salute del vostro motore che dovrà spingere un rapporto che non gli consente di sfogare tutti i suoi giri.
LA PREPARAZIONE DEL TRACCIATO
Innanzitutto armatevi di una scopa, quelle di paglia sono ottime per ripulire il tracciato dalla polvere e eventuali pietrine che altrimenti rovinerebbero rapidamente gli ingranaggi della trasmissione costringendovi a sostituirli proprio mentre stavate ottenendo un buon risultato, in ogni caso un paio di corone di scorta sono obbligatorie, dato che questo è il pezzo del modello che sostituirete più spesso.
Il trattamento della superficie asfaltata è fondamentale, io uso uno spruzzatore per giardinaggio, di quelli con la pompa per mandare in pressione il liquido, si porta sulla schiena e ha una capienza di una ventina di litri, ma anche più piccolo va bene, l'importante che eroghi una buona pressione e che lo spruzzo sia ben nebulizzato, così asciuga prima. Tenete il getto ad una altezza di almeno mezzo metro dal terreno, e cercate di irrorare il tracciato il più uniformemente possibile, così l'aderenza sarà costante dall'inizio alla fine della corsa. Una larghezza di un metro è sufficiente, ma attenzione, se il modello devia dalla traiettoria rettilinea, non appena le gomme toccano la superficie senza l'acqua zuccherata, potreste perdere il controllo molto rapidamente se la velocità è elevata. Nel caso la giornata fosse particolarmente umida è meglio dare due passate leggere lasciando asciugare la superficie tra una spruzzata e l'altra. Se il tempo è particolarmente secco, dovrete forse dare una seconda passata prima della fine dei test, dato che la durata del trattamento sarà inferiore rispetto a quella con un clima più umido. La soluzione che io ritengo ottimale è composta dal 20% di zucchero e il resto è acqua di rubinetto (1kg zucchero e 4 litri acqua), meglio tiepida, così da favorirne lo scioglimento, potete preparala anche giorni prima, ma al momento dell'uso agitate bene lo spruzzatore. Per un tracciato di quaranta metri di due corsie, una ventina di litri sono sufficienti considerando che dovete spruzzare anche una decina di metri nella parte di frenata, altrimenti le ruote possono inchiodarsi e fare sbandare il modello proprio quando la corsa è ormai finita.
Se il tempo a vostra disposizione è limitato, o non avete modo di trattare la superficie dell'asfalto, una buona spazzata può essere sufficiente, almeno per iniziare a capire qual' è il senso di ciò che state facendo, cioè arrivare il più rapidamente possibile in fondo al tracciato; ma non aspettatevi risultati di rilievo, almeno sul piano dell'accelerazione, inoltre il modello difficilmente manterrà una traiettoria rettilinea, con i rischi del caso. Anche la velocità non potrà essere alta, almeno sulle distanze brevi, con il rischio di spingere il modello ad elevate velocità in prossimità della zona di frenata, questo lo porterà ad essere instabile proprio quando è più veloce, e lo spazio per fermarlo è più ridotto del necessario. Aggiungete anche che non può contare sull'aderenza offerta dall'acqua zuccherata; e che le gomme raccoglieranno polvere durante il tragitto facendo perdere l'efficacia del liquido di trazione e avete il quadro completo: guai in vista.
Trattate almeno i primi venti metri, in questo modo ottenete dei risultati attendibili per l'accelerazione di base; è in caso contrario assai improbabile stabilire se il modello ha una buona messa a punto. Cercate di mantenere uno standard nelle vostre prove, provare in condizioni di aderenza differente non consente di fare paragoni sui setup e i vari materiali usati.
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