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SETI@home ITALIA NEWSletter scientifica # 09 del 29.08.2001
Segnali persistenti
di Eric Person & Steve Fulton
Titolo originale: "Persistent Signals"
Traduzione in italiano di Antonio Gerli & Bruno Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di SETI ITALIA G. Cocconi
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Alla data del 29 Agosto 2001 gli utenti di SETI@home hanno rilevato miliardi di spikes
e centinaia di milioni di gaussiane, impulsi e triplette.

Chiaramente l'identificazione di questi segnali è solo un primo passo nella ricerca di comunicazioni
extraterrestri. Prima di tutto, questi segnali devono essere verificati, come detto nella Newsletter # 08.
In secundis, i segnali causati da interferenza da radiofrequenza (RFI) devono essere rimossi.
Inoltre, ricerchiamo dei segnali che siano "persistenti" - che si mantengano costanti in posizione
e frequenza rispetto al tempo. Lo scopo di questa newsletter è spiegare la procedura attuale
di SETI@home per identificare segnali persistenti e dare specifici esempi per illustrare il processo.

Perché la persistenza è importante?

Ci aspettiamo che molti (se non addirittura tutti) i segnali radio rilevati si originino da trasmettitori
sulla Terra, da satelliti, da rumore galattico e da altri fenomeni astronomici naturali.
Se capita che il nostro radiotelescopio punti verso Alfa Centauri mentre rileviamo segnali radio
da una emittente televisiva che ci passa sopra, tutto ciò che sappiamo e che abbiamo ricevuto
un segnale mentre guardavamo Alfa Centauri. Mentre invece, se continuiamo a ricevere un segnale
in diverse occasioni mentre puntiamo verso Alfa Centauri, diventa sempre meno probabile
che un segnale dalla Terra sia il responsabile e sempre più probabile che stiamo realmente
ricevendo un segnale da quella regione dello spazio.
Di conseguenza, è un compito cruciale identificare segnali che vengano rilevati in diversi
momenti dalla stessa ubicazione celeste.

Corrispondenza dei segnali

Per trovare delle persistenze, mettiamo in corrispondenza segnali che siano stati rilevati
in momenti differenti entro un raggio di 2,5 arcominuti delle stesse coordinate celesti
di Ascensione Retta (RA) e Declinazione (Dec), e che abbiano la stessa banda di frequenza
(entro 50Hz). Per una spiegazione di RA e DEC, guarda la nostra
pagina sulle caratteristiche delle mappe del cielo.  
 
Più corrispondenze troviamo in una particolare ubicazione celeste, più ci sentiamo sicuri
di trovarci di fronte ad un segnale persistente da quella regione del cielo.


Il grafico a barre sopra fornisce una vista (del 29 agosto 2001) di un processo di corrispondenza
in corso per i segnali gaussiani. Riporta il numero di gaussiane persistenti trovate, con barre
separate per 1, 2, 3 e 4 (o più) corrispondenze in una data ubicazione celeste.
Più corrispondenze vogliono dire miglior persistenza.

Un esempio

Diamo un'occhiata più da vicino ad una gaussiana con corrispondenze di persistenza.

Cliccando sull'immagine sopra si otterrà un insieme di quattro grafici di persistenza.
(Per imparare di più su questi grafici vai alla pagina "Grafici di persistenza".)
Lo scopo principale di questi grafici è controllare il contesto attorno ad un segnale persistente
per avere indizi sulla fonte del segnale.

Alcuni grafici sono cliccabili, permettendo di vedere tracciati divisi per tempo, intensità, o risultato,
così come di vedere tracciati delle gaussiane, spikes, impulsi o triplette vicine.
Come si può notare, c'è parecchia roba da esplorare per un singolo grafico di persistenza.

Alcuni grafici di questo insieme suddividono le distribuzioni del segnale per gaussiane, spikes,
triplette e impulsi che avvengono molto vicini in funzione del tempo e della frequenza
ai segnali persistenti corrispondenti.

Ad esempio, questo grafico

mostra un tracciato di segnali che avvengono nella stessa banda verticale del segnale bersaglio.
Questo tracciato suggerisce che una sorgente di RFI venga continuamente rilevata
(ad una specifica frequenza ed intensità) anche mentre il radiotelescopio si muove attraverso il cielo.

Trovando segnali persistenti e togliendo dal numero i segnali correlati a RFI, possiamo
significativamente ridurre il numero di possibili candidati che richiedano ulteriori analisi dettagliate.
Continueremo a tenervi aggiornati mentre prosegue questo processo.



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