SETI
Italia: una rivoluzione chiamata KLT di Bruno Moretti Turri
IK2WQA
membro: TeamSETI
del SETI Institute, IARA, SETI ITALIA Cocconi, SdR Radioastronomia UAI
Le ricerche Radio SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence,
ricerca di intelligenza extraterrestre)
consistono nell'intercettare un eventuale segnale radio artificiale
molto debole discriminandolo ed estraendolo
dal noise (rumore cosmico di fondo). Quando
SETI nacque nel 1959[1],
era ovvio tentare questa estrazione
in virtù dell'unico algoritmo conosciuto all'epoca [2]: la FT, Fourier
Transform, trasformata di Fourier).
I radioastronomi SETI avevano adottato a priori il punto di vista
pregiudiziale che un segnale candidato
extraterrestre sarebbe necessariamente sinusoidale e a banda stretta.
Su tale segnale a banda stretta,
il rumore di fondo è necessariamente bianco. E
così, l'assunzione matematica di base dietro alla FT che il
rumore di fondo "deve" essere bianco fu "perfettamente adeguato" a SETI
per i prossimi cinquanta anni!
In aggiunta nell'aprile del 1965 gli statunitensi James W. Cooley e
John W. Tukey scoprirono che tutti
i calcoli della FT potevano essere velocizzati di un fattore N/ln(N)
(ove N è il numero dei numeri da
calcolare) e sostituirono la vecchia FT con il loro nuovo
algoritmo FFT (Fast Fourier Transform,
trasformata rapida di Fourier).
Così i radioastronomi SETI di tutto il mondo volentieri e
senza approfondire adottarono la nuova FFT.
Ma nel 1982 il radioastronomo francese François Biraud ha
osato sfidare questo ristretto punto di vista.
Egli argomentò che noi possiamo fare solamente supposizioni
sui sistemi extraterrestri di
telecomunicazione e che la tendenza sulla Terra era all'evoluzione da
banda stretta a banda larga,
(NB: tendenza che continua ancora oggi) e, quindi, c'era bisogno di una
nuova trasformata che potesse
scoprire sia segnali a banda stretta che a banda larga. Fortunatamente
tale trasformata era già stata
messa a punto nel 1946 da due matematici, il finlandese Kari Karhunen e
il francese Maurice Loève,
e appropriatamente denominata KLT (Karhunen-Loève Transform,
trasformata di Karhunen-Loève).
In conclusione François Biraud proponeva di "cercare
l'ignoto in SETI" adottando la KLT al posto della FFT.
Indipendentemente da Biraud, il radioastronomo statunitense Robert S.
Dixon dell'Ohio State University
arrivò anch'esso alle stesse conclusioni, ma
pubblicò i suoi risultati solamente molto più
tardi.
Indipendentemente da Biraud e da Dixon, anche il fisico-matematico
italiano Claudio
Maccone è arrivato
alle stesse conclusioni e ha iniziato a “predicare la KLT in
SETI” nel 1987, prima al SETI Institute, poi al SETI Italia di
Medicina (Bologna). Ma mentre François Biraud e
Robert S. Dixon si erano fermati davanti
al problema della difficoltà elaborativa di trovare gli
autovalori e gli autovettori di enormi matrici simmetriche
di autocorrelazione nella KLT, questo problema è stato
risolto in Italia dove Claudio Maccone ha trovato la
collaborazione del direttore dei radiotelescopi di Medicina, Stelio
Montebugnoli e dei suoi “ragazzi di
SETI Italia” e nel 2000, per la prima volta nella
storia, l’implementazione della KLT in SETI è
diventata realtà.
Ai
fini SETI quali sono le differenze fra FFT e KLT?
Affrontiamo qui il problema in termini divulgativi, ergo molto
semplificati, rimandando per la lunga e
complicata dimostrazione matematica al libro "Telecommunications, KLT and
Relativity" di Maccone [3]
1) La FFT si
serve solo di segnali sinusoidali per "scomporre" un segnale qualunque.
Invece la KLT effettua
una scomposizione molto più accurata di qualunque
segnale+rumore calcolando di volta in volta quei
segnali "elementari" che sono più consoni alla scomposizione
del caso studiato. Il risultato è che la KLT
riesce a rivelare segnali assai più deboli di quelli che la
FFT può rilevare come dimostrato dai test effettuati
da SETI Italia.
2) La FFT
rileva solo segnali a banda stretta, mentre la KLT rileva i segnali
indipendentemente dalla
larghezza di banda
3)
Nell'elaborazione la FFT è molto rapida, mentre la KLT (non
esistendo una Fast KLT) richiede tempi
molto più lunghi.
Quindi la FFT rileva solo segnali presunti sinusoidali e presunti a
banda stretta, ma noi non sappiamo
che tipo di segnali usa ET e se ET impiega segnali non sinusoidali a
banda larga la FFT non li
intercetterà MAI! La superiorità
della KLT sulla FFT in SETI è fuori discussione.
Il grosso scoglio è rappresentato dal punto 3
cioè dalla "pesantezza computazionale" della KLT che
fino ad ora ha portato all'esclusione del suo impiego.
Importanza
del calcolo scientifico distribuito (distributed computing) per la KLT
in SETI
Ora è giusto riproporre la questione perché
l’espansione enorme delle capacità di calcolo
fornite dal
distributed computing, dall’evoluzione
dell’hardware, dall’ottimizzazione della
piattaforma informatica
(BOINC,
Berkeley Open Infrastructure for Network Computing) e dei
programmi (distributed computing
software client) prodotta dalla partecipazione di decine di migliaia di
volontari alpha-beta tester e
programmatori di tutto il mondo (noi boy-scout del “volontariato
informatico”[4] al servizio
della ricerca
scientifica[5])
permettono oggi di fornire la potenza di calcolo necessaria per passare
alla KLT.
Un solo esempio che riteniamo assai illuminante: la prima
unità di lavoro (work unit) che l’Autore ha
elaborato da beta tester di SETI@home
nel 1999 ha richiesto 80 (ottanta!) estenuanti ore/computer.
Oggi, anno 2006, lo stesso lavoro si fa in meno di 2 ore.
Poiché grazie a Stelio Montebugnoli e ai suoi meravigliosi
“ragazzi dei radiotelescopi di Medicina”
la KLT è già stata implementata nel SETI Italia,
è ora che tale algoritmo venga universalmente
adottato in SETI. Il passaggio dalla FFT
(“l’età della pietra”) alla
KLT si configura come una evoluzione
matematico-“darwiniana” del SETI particolarmente
necessaria soprattutto in vista dell’entrata in funzione
di ATA,
Allen Telescope Array[6]
che il SETI Institute sta costruendo nel nord della California,
primo strumento espressamente progettato per SETI e che con 350
parabole da 6,1 metri di diametro
avrà una capacità di ricezione di segnali
candidati SETI dieci volte superiore al radiotelescopio
di Arecibo (1.000 anni luce contro 100).
Sarebbe un vero spreco utilizzare la “Ferrari ATA”
con la “carbonella” della FFT invece che con
il “motore matematico-positronico” della KLT!
Per questi scientificamente documentati motivi il SETI
ITALIA Team G. Cocconi e gli oltre 160.000
volontari del calcolo scientifico distribuito italiano chiedono con
forza al SETI Institute e
all’Università della California a Berkeley
l’urgente implementazione della KLT in Allen Telescope Array
e in tutti i progetti Radio SETI.
Riferimenti:
[1] Giuseppe
Cocconi and Philip Morrison, Searching for Interstellar Communications,
Nature, Vol. 184,
Number 4690, pp. 844-846, September 19, 1959 (in
italiano “Cercando comunicazioni interstellari”)
[2] Frank
Drake, Project Ozma, Physics Today, 14 (1961), pp. 40 sgg.
[3] Claudio
Maccone, Telecommunications, KLT and Relativity, IPI Press, ISBN
1-880930-04-8, 1994