Fino a pochi anni fa, due strade sterrate correvano parallele tra Vicopisano e Cascine di Buti. Una delle due costeggiava il Monte, l'altra seguiva il percorso di un grosso canale della bonifica. Queste strade bianche manifestavano chiaramente la carenza di manutenzione ed erano perciò percorse abitualmente soltanto dai residenti, dagli appassionati di mountain-bike, dai pedoni che amavano passeggiare in questo ambiente.
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Nel 1999 il Comune di Buti progettò e realizzò quella che avrebbe dovuto essere una pista ciclabile. Le due strade bianche furono allargate, asfaltate e unite tra loro con due ponti, in modo da formare un percorso ad anello di circa 2 km. Non fu posto invece nessun divieto di transito per i veicoli a motore: i guai cominciarono proprio di lì. È noto il paradosso per cui l'allargamento della rete viaria produce un aumento del traffico: l'asfaltatura della sedicente pista ciclabile e, in un secondo tempo, del tratto che la collega a Cascine, provocarono esattamente questo effetto.
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Di fronte ai danni per l'ambiente e al rischio che ciclisti e pedoni fossero di fatto espulsi dal percorso, nasce il comitato le strade bianche. Il primo atto è la raccolta di circa 150 firme a favore del divieto di transito per le automobili all'interno del percorso. Dopo circa un anno di incontri con le amministrazioni di Buti e Vicopisano, nel maggio 2003 il Comune di Buti vieta il transito degli autoveicoli in un tratto d'accesso alla pista ciclabile.
La storia continua...
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