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La pista ciclabile Riaccio-Risaie si trova in una zona di confine tra l'ambiente del Monte Pisano di Buti e quello della pianura coltivata che s'estende fino a Bientina. Qui passava la vecchia via per Lucca, accostata al Monte per evitare le zone paludose originate dagli antichi percorsi dell'Arno e del Serchio. A poca distanza si trovava il Lago di Sesto (o Lago di Bientina), oggi bonificato e arricchito dalla presenza delle oasi di Tanali e del Bottaccio. La torre che s'intravede sullo sfondo della foto appartiene all'abitato di Vicopisano, un tempo chiamato Vico Auserissola e porto fluviale alla confluenza di Arno e Serchio (anticamente Auser). | ||
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La piana tra il Monte e Bientina � spiccatamente umida, tanto che nel '500 fu introdotta la coltivazione del riso e costruito un brillatoio nei pressi di Vicopisano. Di queste vecchie colture oggi non rimane che il nome: la zona � conosciuta come Le Risaie. Le caratteristiche del terreno lo rendono particolarmente adatto per la coltivazione estensiva del mais e del girasole. |
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Le colline che sovrastano la pista ciclabile riflettono i caratteri tipici del Monte Pisano. La fascia più bassa è occupata dagli uliveti, piuttosto fitti e sostenuti da muri a secco in pietra. Più in alto dominano i boschi di pino marittimo e, verso la sommità, i castagneti. Si tratta di un paesaggio totalmente ridisegnato dall'uomo nel corso dei secoli: la lecceta e la macchia mediterranea originale furono sostituite dalle coltivazioni arboree e sopravvivono solo in pochi lembi del Monte. Interessante la presenza delle querce da sughero e di molte specie d'orchidea selvatica. |
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La vegetazione spontanea della pianura comprende salici, ontani, diverse varietà di pioppi. Lungo i fossi e intorno a piccoli specchi d'acqua prosperano carici, iris gialli e salicaria ed equiseti. Robinia pseudacacia e canna di bambù sono stati invece introdotti dall'uomo e si sono adattati perfettamente all'ambiente. |
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La fauna comprende animali tipici della collina e delle zone umide. Possiamo così osservare, a stretto contatto, poiane e falchi di palude, volpi e nutrie, gallinelle d'acqua e upupe, cannaiole e usignoli, barbagianni e martin pescatori. Negli ultimi anni la zona è frequentata da un numero sempre maggiore di Ardeidi ( aironi cinerini, garzette e nitticore) e Corvidi (gazza, cornacchia, taccola). Anfibi e rettili sono presenti in abbondanza. In particolare il rospo ha qui una zona di riproduzione molto importante. È proprio durante gli spostamenti notturni della stagione degli amori che avvengono i peggiori massacri: i rospi sono travolti e uccisi dalle automobili in decine, centinaia di esemplari per notte. |
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