LA SUA STORIA
Barcellona è una
città settentrionale del sud, cioè progressista, laboriosa,
borghese ed europea, ma anche tradizionalista, popolare,
mediterranea e dal clima gradevole. La tensione esistente fra
tradizione e progresso caratterizza sia la città che i suoi
quasi due milioni di abitanti.
Barcellona si trova in una pianura che scende dolcemente dalla
sierra de Collserola (con il suo monte più alto, il Tibidabo, di
512 metri) fino al mare. Il suo centro politico e geografico è
Piazza Sant Jaume, dove si trovano i palazzi Municipale e della
Generalitat. Dal poderoso comune non dipende solo la gestione
della città ma anche la direzione della Comunità Metropolitana
di Barcellona che comprende ventisette municipi situati attorno
al Tibidabo dando vita alla Gran Barcellona con tre milioni di
abitanti. L'altro palazzo è la sede della Generalitat, o
amministrazione della Comunità Autonoma Catalana. La Catalogna,
dove vivono attualmente quasi ai sei milioni di abitanti, nacque
come "marca" carolingia nel secolo IX, quando la
regione stava già abbandonando un lungo passato preistorico
fatto di tribù iberiche e poi di colonizzazioni fenice e greche,
di dominazione romana, di invasioni gote e, in seguito,
maomettane che furono quelle che costrinsero i franche a
stabilire una zona difensiva di frontiera. In questo modo nacque
lentamente, da una parte e dall'altra della zona orientale dei
Pirenei, un nuovo paese formato da contadiche, con il tempo, e
grazie a Barcellona, diedero vita ad un paese indipendente prima,
e, dopo, al momento della fusione della Catalogna con L'Aragona,
ad un regno del quale Barcellona era la capitale.
Verso la fine del secolo XV il regno di Catalogna-Aragona si unì
a quello di Castiglia e, agli inizi del secolo XVIII, fu annesso
alla Spagna borbonica, perdendo così la sua indipendenza. Era il
momento in cui Barcellona, grazie alla spinta
commercial-manufatturiera, diventava la città più moderna del
paese. Il suo passato indipendente ed il suo carattere moderno
definirono, sin da allora, il carattere ambiguo di questa città
mediterranea.
Barcellona conserva monumenti e vestigia appartenenti a tutte le
sue tappe storiche, ragion per cui è una città molto antica e
dai ricordi vivi e svariati. Ciò ne rafforza il tradizionalismo,
che si esprime attraverso la religione, fondamentalmente
cristiana e dalle forti componenti pagane; attraverso la
società, dalle relazioni dirette molto radicate, con un gran
peso della famiglia e con individualità fantasiose ed
intelligenti; attraverso l'economia fatta di aziende piccole ed
agili; attraverso le feste, conservate con naturalezza e gelosia,
Attraverso la lingua, il catalano, che si è conservata in città
grazie al fatto che vi si sono riversati continuamente gli
emigranti provenienti dalla campagna; attraverso la gastronomia,
ed in altri campi della cultura di massa e non. Ma Barcellona ha
quasi sempre usato la carte del "modernismo",
soprattutto per conservare la sua tradizione che può vedersi
chiaramente nel periodo medioevale, con un feudalesimo alla
francese in tutta la Catalogna ed un Forte sentimento di città
libera a Barcellona; nella sua dedicazione, da sempre, al
commercio ed alla manifattura tessile (secolo XIV);
nell'industrializzazione agli inizi del secolo XIX; nel gran
movimento di recupero culturale e politico detto
"Renaixença" (rinascita) nella seconda metà del
secolo scorso, seguito dal non meno vitalista e poderoso
"Modernisme" (modernismo in catalano), e nei movimenti
d'avanguardia del secolo XX. Lo scrittore Vargas Llosa disse che
non c'era al mondo nessun'altra città così snob, eccetto
Milano. La caccia e cattura della "novità"
caratterizza un settore della popolazione e permeabilizza tutta
la città. Non c'è, per tanto, da meravigliarsi se parlando
della Catalogna e, soprattutto, di Barcellona, ci sia stato
qualcuna che abbia parlato di "schizofrenia" dovuta a
questa tensione provocata dallo scontro fra tradizionale e nuovo.
Barcellona è adesso una città "chiusa", che non vuole
e non può espandersi di più e, per questo , stà restaurando le
sue strade e palazzi, stà migliorando i servizi sociali e le
condizioni di vita, e stà sostituendo in definitiva la quantità
con la qualità. Le sue piazze, rifatte, stanno attirando
l'attenzione del mondo. I mesi estivi, prima praticamente
inattivi, offrono adesso avvenimenti sportivi, commerciali e
culturali in numero e qualità crescenti. I Giochi Olimpici
del 1992 fanno si che Barcellona sia ancor più settentrionale e
meridionale.