Piccolo Dizionario
ARABO-ITALIANO e ITALIANO-ARABO
Gestazione e parto del Dizionario elettronico
Piccola premessa di "Computer Sience"
Durante gli anni della mia gioventù mi dilettavo di enigmistica;
i computers, negli anni 70, mi interessavano come surrogati della Settimana
Enigmistica, ma non ho mai avuto abbastanza contante per comperarmi una
Amiga o il glorioso Commodore 64 che, anche oggi, sono per me solo nomi
fascinosi ma praticamente ignoti.
In seguito, orientato verso la tecnologia e il progresso, sono riuscito
ad ottenere in regalo per l'Istituto per cui lavoravo un Apple II, con cui
volevo automatizzare la gestione dell'Archivio dei pazienti. Già
questo documenta la mia ingenuità e la mia assoluta ignoranza sui
computers e le loro capacità operative. Non solo, andai anche a Torino,
per avere spiegazioni, da un collega espertissimo, che aveva completamente
computerizzato il suo Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria. Mi ha
parlato per 5 ore, dalle 9 alle 14, senza che io capissi una sola parola
di quello che mi andava dicendo. Computers, argomento chiuso.
Nel 1987 ero in Pakistan e dovevo gestire la fornitura di medicinali
antitubercolari per 2 milioni di rifugiati Afghani suddivisi in 200 campi
nella Provincia di Frontiera del Nord Ovest (NWFP) del Pakistan e raccogliere
e valutare i risultati delle terapie di oltre 10 mila ammalati di Tubercolosi
che il nostro Programma stava curando. Fare tutto questo da solo e a mano,
con carta e matita, era impossibile e un computer diventava indispensabile.
Siccome il Ministero degli Esteri, finanziatore del Programma, non aveva
intenzione di sprecare quattrini per diavolerie elettroniche, su consiglio
del CapoProgramma, che di computers si intendeva, per una barcata di Dollari
ho comperato a mie spese un Mac SE 20, una macchina eccezionale con ben
512 k di RAM e un Hard Disk interno di ben 20 MB!!! Ma con quella macchinetta
sono riuscito a fare tutto, dato che l'unica competenza tecnica richiesta
era di fare "click" col Mouse e battere sulla tastiera, mentre
per usare un PC dell'epoca bisognava essere degli esperti di DOS (?). Da
allora le mie conoscenze di "Computer Sience" non sono aumentate
di molto, anche se ho sempre dovuto usare computers, dapprima sempre Macintosh
della Apple, anche se mi costava un sacco di soldi, poi, dopo la comparsa
di Windows (brutta copia dell'interfaccia Apple, copiata dalla Microsoft),
saltuariamente anche PCs.
Gestazione e parto del Dizionario
La premessa dimostra che non sono un Guru di Computers, ma ugualmente mi
sono buttato nell'impresa.
Il primo problema era quello di scrivere in Arabo e quindi di avere un font
di caratteri arabi. Ottenere il font non basta, bisogna installarlo sul
Sistema Operativo, altrimenti i Programmi di Videoscrittura non lo trovano.
Per fortuna Apple, nella sua infinita saggezza, ha dotato il suo Sistema
Operativo di un ottimo font di caratteri Arabi, il Geeza Pro.
Il secondo problema era trovare un programma che gestisse la scrittura da
destra a sinistra. Il primo pensiero corre a Word, che dovrebbe poter fare
tutto tranne servire il caffè (ma pare che ci stiano già lavorando).
Però Microsoft, nella sua infinita spocchia, si è dimenticata
di legare i caratteri arabi tra di loro, cosa che il piccolo TextEdit (la
scarna Videoscrittura inserita nel Sistema Operativo Apple) riesce a fare
perfettamente.
Il terzo problema era gestire un elenco di qualche migliaio di voci con
una capacità di ricerca rapida. Forse meglio di Word poteva essere
Excel, ma anche qui Microsoft, nella sua infinita supponenza, si è
dimenticata la legatura delle lettere nelle parole Arabe. Miracolo! Invece
di scrivere direttamente su Excel, è possibile scrivere la parola
su TextEdit e copiarla nella relativa cella di Excel e la connessione tra
le lettere all'interno della parola rimane intatta!
Il quarto e ultimo problema (per il momento) era la tastiera: dove mai sarà
la âin? e la Hamza? Senza bisogno di acquistare una tastiera Araba,
ma usando il layout arabo QWERTY (che non è una parola araba nè
una parola magica, ma solo la sequenza dei primi sei caratteri di una tastiera
standard) e con un po' di sperimentazione, si riesce a scrivere perfettamente
e rapidamente in Arabo con una tastiera normale.
A questo punto ho cominciato a preparare il mio vocabolario per imbattermi
subito in un nuovo problema: la ricerca. Se il comando "trova"
funzionava perfettamente per l'Italiano, per l'Arabo era un dramma. A parte
che si doveva passare dal layout di tastiera normale (da sinistra) a quello
Arabo (da destra), i caratteri nel box di ricerca erano microscopici, praticamente
illeggibili e senza possibilità di ingrandimento. Che fare? La soluzione
escogitata è stata una colonna "Pronuncia" tra la colonna
dei vocaboli in Italiano e la corrispondente colonna dei vocaboli Arabi.
Risultato: invece di cercare "كَتَب"
basta cercare "kataba" e il gioco è fatto. Nella pagina
di "istruzioni per l'uso" ci sono tutte le spiegazioni necessarie
per la ricerca e tutte le corrispondenze che ho usato tra caratteri latini
e caratteri arabi.
Questa, in sintesi, è la descrizione di come sono riuscito, alla
fine, a partorire, non senza difficoltà, questo piccolo Dizionario.
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