Pinocchio e il culto degli alberi
30 Sett. 2003
Supplemento al saggio Pinocchio. Il rito iniziatico di un burattino.
I miti e le fiabe si servono dei simboli che sono rappresentazioni sintetiche
e condensate cariche di energie. Da qui il grande sforzo che dobbiamo investire
per decodificarne i significati.
Non è un caso che sia Giuseppe, il padre di Gesù, che
Geppetto fossero falegnami, e Geppetto crei luomo da un albero.
Nel Deuteronomio leggiamo:
Nel libro dei Giudici: Il Natale si festeggia con un albero = pino- cchio.
Ma la condensazione non finisce qui. Dioniso era allinizio il capro
sacro, il padre Totem delle tribù greche, equivalente al capro Jahveh,
totem delle tribù ebraiche, e ancora nelle monete elleniste Dioniso
bambino appare con lo stesso volto di Zeus.
Che lalbero fosse allinizio il corpo - genitale del dio-Padre è
stato sufficentemente provato da Theodor Reik in Myth and Guilt (G. Braziller, New York 1957). Il peccato originale, cibarsi dell'albero della conoscenza, corrisponde, quindi, all'atto di aggressione cannibalistico primordiale verso il pene paterno.
In Israele, quando i bambini vogliono dire che parlare con una determinata
persona è inutile, dicono: E come parlare con gli alberi e con
le pietre.
La verità è praticamente indistruttibile. Anche sotto
infiniti strati di sovrapposizioni e razionalizzazioni, soffusioni, archetipi
e mitologemi il cui unico scopo è creare un isolamento dei contenuti
originali e resistere la loro essenza pulsionale e concreta, alla fine
il gatto viene sempre fuori dal sacco.
i loro sacerdoti e i loro profeti.
Dicono a un albero: Tu sei mio padre,
e a una pietra: Tu mi hai generato (Geremia, 2:27)
Karl Abraham ha definito il mito un sogno collettivo ("Psicoanalisi ed etnologia" in Opere, B.Boringhieri, Torino 1975 e 1997, Vol.II, pp.509 sgg.).
Come nei sogni, a ogni livello se ne condensa un altro, fino a che la tensione non trova un suo equilibrio nella rappresentazione finale che ne emerge. E energia che diventa materia. Analizzare un sogno significa scomporre nuovamente la sintesi della materia in energie.
Quando il mito ci dice che Giuseppe era un falegname, allude al fatto
che anche lui aveva fatto luomo da un albero.
Abbiamo visto come Gesù fu impiccato alla croce che è
lalbero della vita, per aver profanato lalbero della conoscenza, che
è il corpo genitale del dio.
A proposito, il Talmud non parla di crocifissione. Menzionando Gesù
dice: Impiccarono Gesù alla vigilia di Pasqua (Sinhedrin
43a).
Non crocifissero, bensì impiccarono, come Pinocchio che fu impiccato
alla Quercia Grande.
Quando cingerai dassedio una città per lungo tempo, per espugnarla
e conquistarla, non ne distruggerai gli alberi colpendoli con la scure,
ne mangerai il frutto, ma non li taglierai, perché lalbero della
campagna è forse un uomo, per essere coinvolto nellassedio ? (20,19)
Apparentemente la domanda è retorica, ma lassociazione è
chiara, uomo = albero.
In Ezchiele:
Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore,
che umilio lalbero alto e innalzo lalbero basso; faccio segare lalbero
verde e germogliare lalbero secco, Io, il Signore, ho parlato e lo farò.
(17,24)
Ovvero, il Signore crea luomo, che è un albero, e ne fa quello
che vuole.
"Si misero in cammino gli alberi
per crearsi un re" (9,8)
Dalle citazioni menzionate impariamo che un albero = dio = uomo. Dall'albero - dio viene l'uomo -
albero, come è scritto: "Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio" (Gen., 5,2).
Quando il Profeta si lamenta: "e con il clamore delle sue prostituzioni ha contaminato il paese; ha
commesso adulterio davanti alla pietra e davanti agli alberi" (Geremia, 3,9) intende dire che
Israele ha commesso peccato, idolatrando le pietre e gli alberi con la prostituzione sacra che era il
culto principale degli antichi ebrei, come lo era dei cananei.
I Profeti fecero del culto degli alberi, molto diffuso tra gli Israeliti,
un culto idolatra a posteriori, ma questa era la loro religione originale, e non una saltuaria prevaricazione.
Ed ecco che Pinocchio è un pino- cchio, ovvero, un albero di
pino.
Il culto dei pini e degli abeti era legato a Dioniso, e nella Siria
ellenista durante il solstizio dinverno, che corrisponde al Natale, festeggiavano
la risurrezione di Dioniso, il bambino sbranato dai Titani e ricomposto
da Demetra, con grandi fiaccolate (le candeline sullalbero di Natale)
nelle foreste di abeti sacri a Dioniso.
Nel mito orfico, Dioniso nasce da Persefone con le corna. Nella rappresentazione
del Presepe le corna sono apparentemente sparite, ma la tensione energetica
si scarica spostandole sul bue vicino al Bambino Gesù.
Quando un elemento viene rimosso, continua a premere per un riconoscimento
e riesce a emergere nelle maniere più strane.
Vediamo che come Dioniso, Capro e Padre, si condensa con Dioniso bambino
sbranato dai Titani, così lalbero che era il corpo del dio - Padre,
si condensa nel corpo del dio Figlio. Geppetto albero e falegname diventa
Pino cchio.
Reik ha parlato dell'albero della conoscenza. Ma vi erano nel Giardino dell'Eden due alberi: L'albero della conoscenza e l'albero della vita.
Il primo è il Padre, il secondo è la Madre. Infatti, il Signore teme che l'uomo prenda dell'albero della vita solo dopo essersi impadronito della conoscenza genitale paterna, non prima ( Gen. 3,22).
Linversione è bellissima, poiché i nostri avi parlavano
proprio con gli alberi e con le pietre (unaltra rappresentazione del dio,
vedi Theodor Reik, "Il Mosè del Michelangelo e gli avvenimenti nel Sinai", supplemento a "Lo Shofar" in Il rito religioso, Bollati Boringhieri, Torino 1969 e 1977) per essere ascoltati ed esauditi.
Nessuno ha mai pensato che l'espressione "albero genealogico", che indica la linea di discendenza dagli avi, non rappresenta una formula astratta, ma tradisce la concezione inconscia arcaica e concreta che noi tutti veniamo da un albero, il nostro primo avo e dio, e che ne facciamo parte, siamo i suoi rami. Nel nostro inconscio non esistono astrazioni, ma solo concetti concreti, che poi vengono interpretati come se fossero astratti ed allegorie, come parte del processo di sovrapposizione e resistenza. Quello che Freud ha chiamato "resistenza" alla decodificazione dei contenuti inconsci, la quale si serve dell'isolamento dell'affetto dalle sue radici concrete.
(A proposito di gatti e di volpi e il loro pene nascosto, che alla
fine viene sempre fuori dal sacco)
P.S.: Sembra che Benedetto Croce abbia detto che "il legno da cui è stato intagliato Pinocchio è l'umanità stessa".
Associazione illuminante. Non è forse così?
Links
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