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Il mito di Pegaso
La leggenda narra che Perseo, figlio di Zeus e Danae, con l'aiuto di Hermes ed Atena, provvisto di un elmo che rendeva invisibili, di una magica sacca e di un paio di calzari alati, riuscì a recidere la testa della Gòrgone Medusa dal cui tronco sorse Pegaso. L'unione di un corpo terrestre, esteticamente puro, come quello di un cavallo e di ali, attributi celesti legati nell'immaginario agli angeli, hanno dato vita ad un'indimenticabile ed eterna figura.
Appena generato Pegaso vola sul monte Elicona e con un secco colpo di zoccolo fa scaturire una cristallina sorgente, "Ippocrene", alla quale le Muse vanno per dissetarsi e nutrire la loro ispirazione, per poi volare alla volta dell'Olimpo cantando con voce melodica e sublime. Da ciò Pegaso, avendo dato vita alla sorgente ispiratrice delle Muse, divenne anche il simbolo dell'immaginazione creatrice, dell'estro poetico.
Omero e Pindaro ci raccontano del mito di Bellerofonte che volle domare e cavalcare il bellissimo e indomito destriero alato. Molti avevano tentato prima di lui l'impresa ma senza successo. Solo l'eroe grazie all'aurea briglia d'oro donatagli da Atena riusci ad avvicinarlo e alfine a montarlo. Cavalcando Pegaso Bellerofonte vinse e uccise un pauroso mostro alato e triforme, la Chimera, in parte leone, capra e drago. Egli  la trafisse con le frecce e le conficcò tra le mascelle con la punta della lancia un grosso pezzo di piombo che, fuso dal suo alito, le scese in gola bruciando gli organi vitali. Nel combattimento di Bellerofonte, a cavallo di Pegaso, con la Chimera, appare anche il motivo del contrasto tra il cavaliere celeste ed i terribili mostri delle grandi perturbazioni del cielo.
Pegaso è indubbiamente un simbolo di positività, di bellezza, di energia, di potenza; simboleggia l'acqua celeste, le grosse nubi che salgono rapidamente dal mare al cielo spazzando via il cattivo tempo; la Chimera, invece, rappresenta le furie temporalesche prodotte dalle perturbazioni atmosferiche. Pegaso è dunque il bene che sconfigge il male.
La leggenda narra ancora che Bellerofonte si sarebbe attirato alfine l'odio di Zeus per aver osato, cavalcando il suo Pegaso, dare la scalata al cielo, credendosi, forte dei suoi numerosi successi, immortale: Zeus mandò allora un insetto che punse e fece infuriare Pegaso, che disarcionò e determinò la caduta dell'eroe in un roveto.
E mentre Bellerofonte, ferito e solitario vagava tristemente per la terra, punito per la sua ambizione, Pegaso venne da Zeus alloggiato nelle antiche stalle del monte Olimpo e fu da allora utilizzato per trasportare le folgori forgiate dai Ciclopi. Infine, Zeus volle donargli l'immortalità ponendolo, per l'eternità, nel firmamento.
IL CAVALLO NEL MITO
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Pegaso
Centauri
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A cura di Emilia Gitto
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