Narra il mito che i centauri, barbari e violenti, dediti al bere e alla lussuria, seguaci di Dionisio, o Bacco, Dio del vino, ispiratore di un culto licenzioso e orgiastico, furono cacciati dalla Tessaglia quando, nella frenesia dell'ubriachezza, alla festa di nozze del re dei Lapiti tentarono di rapirne la sposa. Eccezione positiva fu il famoso centauro Chirone, figlio di Saturno e Filira (figlia di Oceano), noto invece per la bont�, la sapienza e la saggezza. Assai benevolo verso gli uomini, viveva in una grotta del monte Pelio, in Tessaglia. Medico, astronomo e musico, fu educatore di vari eroi greci tra cui Achille, Esculapio e Giasone. A lui Giove aveva originariamente concesso il dono dell'immortalit� ma egli stesso lo scongiur� di togliergliela allorch� una freccia, bagnata nel sangue avvelenato dell'Idra di Lerna, lanciata da Ercole nella lotta che questi intraprese contro i centauri, gli procur� una dolorosissima e inguaribile ferita al ginocchio. Giove, commosso e addolorato per la sua sofferenza lo lasci� morire ma volle comunque che almeno il ricordo divenisse immortale e lo trasform� nella costellazione del Sagittario. Nella Divina Commedia, e specificamente nel primo girone del settimo cerchio dell'Inferno, i centauri sono posti a guardia dei violenti contro il prossimo, ed hano il compito d'impedire alle ombre, immerse in un fiume di sangue bollente, di emergere pi� di quanto la loro pena consenta. Secondo antichi commentatori, quali Boccaccio o Benvenuto da Imola, i centauri rappresenterebbero, per la legge del contrappasso, gli "armigeri" di cui i tiranni, eternamente immersi nel sangue bollente, si sarebbero serviti in vita per vessare i propri sudditi. Figura di spicco � proprio Chirone, il "gran centauro" che, prima di colloquiare con Dante, in atteggiamento pacato e riflessivo, si pettina la lunga barba con la cocca di una freccia. I centauri, agili e potenti, visti da Dante "pi� solenni che selvaggi fanno pensare alla primitiva umanit� eroica" (Momigliano), in cui l'uomo gradatamente emergeva dalla barbarie e della cui evoluzione Chirone � il simbolo. "E quel di mezzo, ch'al petto si mira � il gran Chirone, il qual nodr� Achille". |