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paese del "Cristo" ]
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Vincitore "Sezione
Poesia in lingua italiana"
Gli angeli non sanno quello che si prova a vedere i tetti rossi delle città assonnate sparire in uno sguardo lontano che vola per tornare alle terre che ci videro partire.
Senza grido dentro, aduliamo anche le lusinghe per sentirci risorgere toccati da una traccia di buccia d’arancia, sedendo al focolare tra voci amiche cresciute ai fiati caldi.
Io so di questa voglia perché io sono della tua stessa terra, di quella dove gli angoli spogliati diventano aria che scolpisce le cime delle fronde di querce centenarie.
Sono ormai trent’anni che più nessuno soffia al cuore da quelle siepi dove guardavi le lepri rientrare prima di giorno, sulla stessa stradella dove ora cammina l’uomo solitario che se ne va verso il mercato o verso l’infinito.
Intanto il vento continua a portare basilico e ginestre ai davanzali dell’estate di maggio, nei cortili dei fanciulli scalzi che si rincorrono sbirciando i contadini dalle teste grosse bere vino nei tazzoni colmi fino all’orlo.
Ma ora tu va’, agli odori del mare e delle spezie che bruciano imbronciati anche le voglie, va’ su quella lingua di rena che ti vide ogni volta quietare il lamento dei cani con le nenie.
Chi non è ancora caduto nella strada sa che in quelle terre si nasce aggrappati a un sorriso di solidale indifferenza; sa che di sera, il tempo legge l’altra vita di noi.
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