ELEZIONI USA - UPDATES
23/7/2009

Varo della riforma sanitaria entro il 2009, come priorit� delle priorit� per il primo anno alla Casa Bianca.


Cos� Barack Obama ha lanciato -nella notte italiana e in pieno prime time televisivo americano- il guanto della sfida ai sondaggi e ai critici all'interno e all'esterno del proprio partito, puntando tutto su uno dei temi che pi� gli stanno a cuore. "Gli americani non possono aspettare pi� a lungo una riforma: contano su di noi, guardano a noi per una leadership. Vareremo una riforma che abbassi i costi, promuova la scelta, e fornisca una copertura su cui ogni americano potr� contare. E lo faremo quest'anno", ha promesso il presidente americano. A scontrarsi -in questa partita- sono due visioni: quella dei repubblicani e dei democratici pi� conservatori, che temono un costo troppo elevato della riforma del sistema sanitario -che alcuni stimano in un miliardo di dollari- e quella di Obama, che intende costruire un programma di assicurazione medica federale in grado di competere con quello privato, estendendo la copertura alla maggior parte dei 47 milioni di cittadini statunitensi che non hanno alcuna rete di protezione. Per Obama questo progetto non rappresenta solo un'iniziativa di rilevanza sociale, ma anche economica, centrale anzi per il risanamento del Paese dopo la grande crisi. Con la conferenza stampa serale, il presidente americano ha sfidato non solo l'opposizione politica, ma gli stessi sondaggi, per la prima volta in calo dopo la luna di miele seguita alla campagna elettorale e ai primi mesi di Governo.

12/7/2009

E' stata una visita carica di simbolismi quella del presidente americano Barack Obama in Ghana, ultima tappa del tour che lo ha visto impegnato anche in Russia e al G8 de L'Aquila.

Il futuro dell'Africa appartiene agli africani: Barack Obama ha riportato a casa il messaggio di speranza e di cambiamento che l'ha portato fino al vertice della superpotenza americana. "Ho sangue africano nelle vene e la storia della mia famiglia racchiude sia le tragedie che i trionfi della storia africana", ha detto Obama al parlamento ghanese, dove � stato accolto trionfalmente. Mai immagine � stata pi� di impatto: il primo presidente afroamericano che parla di fronte all'assemblea del Paese africano simbolo della democrazia. Obama non ha offerto compassione e pacche sulle spalle, ma ha portato un richiamo alla responsabilit�: "l'Africa non ha bisogno di uomini forti, ma di istituzioni forti", ha detto, mentre i deputati gli rispondevano al ritmo di "yes, we can". Ha teso la mano al sud pi� povero e dimenticato del pianeta, in un'ulteriore apertura al dialogo. Dopo il mondo arabo, � toccato al continente che � stato patria del padre. Ma non ha fatto sconti: l'America � pronta ad offrire aiuti, ma solo a quei Paesi che se lo meritano. In questo rientra la filosofia della partnership da 20 miliardi di dollari per un'agricoltura sostenibile approvata al G8, e per questo Obama ha ricordato gli errori coloniali del passato, addossando per� all'attuale leadership africana la colpa delle tragedie contemporanee. Nel pomeriggio, prima di ripartire, il presidente americano ha visitato il castello di Cape Coast, nei secoli scorsi l'ultima tappa per gli schiavi destinati alle navi dei negrieri.
M
O
R
E
U
P
D
A
T
E
S
L'
INCHIESTA
DI
SERGIO
NAVA
SUI
TEMI
DELLA
PRESIDENZA
IL MAXI
PIANO
ANTI
CRISI:
INTERVISTA
A
JOHN
TALBOTT

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