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| 4//6/2009 Oggi a mezzogiorno lo storico discorso di Barack Obama al mondo islamico, all'Universit� del Cairo. Il presidente americano parler� di rapporti col mondo arabo, aprendo una pagina nuova di storia. Ma Al Qaeda lo attacca. Accolto con tutti gli onori dal re saudita Abdullah, il presidente americano Barack Obama ha avviato ieri il suo tour tra Medio Oriente ed Europa, che lo porter� in Egitto, Germania e Francia. Con l'alleato Abdullah, che Obama ha ringraziato in arabo, il presidente americano ha parlato di petrolio, rapporti con l'Iran e -soprattutto- della ripresa del negoziato israelo-palestinese. Sulle prime due questioni Washington e Riad sono meno in sintonia rispetto al passato, mentre sul terzo punto l'Arabia Saudita pu� giocare un ruolo di mediazione importante. Oggi Obama parler� poco dopo mezzogiorno all'universit� del Cairo, in Egitto, dopo aver incontrato il presidente Hosni Mubarak. L'attesa per il discorso � altissima: in circa tre quarti d'ora il presidente americano prover� a riannodare i rapporti tra Stati Uniti e mondo musulmano. Comincer� parlando delle percezioni sbagliate che ostacolano il dialogo tra le due culture, per soffermarsi poi sul tormentato cammino di pace israelo-palestinese. Senza imporre soluzioni, illustrer� il suo punto di vista, per far ripartire i negoziati su binari pi� stabili. La visita di Obama non � intanto passata sottotraccia. Il numero 1 di Al Qaeda, Osama bin Laden, ha fatto pervenire un messaggio audio, poche ore dopo il suo vice Al Zawahiri. Bin Laden ha accusato Obama di piantare i semi dell'odio e della vendetta contro gli Stati uniti, esattamente come George Bush. E' evidente come i terroristi temano la nuova fase di dialogo verso il mondo arabo, intrapresa da Washington. 3/6/2009 Non � stato solo l'inno americano ad accogliere, come nelle migliori occasioni, il presidente americano Barack Obama a Ryad, prima tappa della sua visita in Medio Oriente e in Europa. Puntuale � arrivato anche il messaggio di Bin Laden, il numero uno di Al Qaeda. Un messaggio vecchio e datato, afferma un esperto egiziano, anche perch� fa riferimenti espliciti alle operazioni delle forze pachistane nella regione dello Swat, per eliminare le basi talebane. Bin Laden attacca Obama, accusandolo di adottare la stessa politica estera di George Bush, una politica che getta altri semi per incrementare l'odio e la vendetta contro gli Stati Uniti. Bin Laden ha minacciato vendette contro il popolo americano. L'episodio non pare intaccare pi� di tanto il piano d'azione di Obama, che oggi � stato accolto da Re Abdullah. "La nostra � una partnership strategica", ha detto il presidente americano, in uno scambio di cortesie con il monarca saudita che ha incluso un ringraziamento in arabo: Abdullah � uno degli attori principali, insieme all'Egitto, nel delicato scenario israelo-palestinese. Intanto tutta l'attenzione si sposta su domani, quando Obama terr� l'attesissimo discorso all'Universit� del Cairo. Un discorso che per molti analisti potrebbe passare alla storia come uno dei pi� importanti di tutta la presidenza. L'intenzione dichiarata � quella di riportare israeliani e palestinesi al tavolo negoziale, per fornire una soluzione di pace durevole al Medio Oriente. 21/5/2009 Il presidente americano Barack Obama terr� oggi un importante discorso sulla sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo. Un tema sul quale sembra per� aver smarrito recentemente il feeling col suo partito. Il problema ha un nome: Guantanamo. E' il primo vero scontro di Barack Obama con un Congresso che -nei numeri- � dominato dal suo stesso partito, quello Democratico. Nonostante ci�, la linea � chiara: su Guantanamo nessuna concessione, almeno per ora. Ben 90 senatori contro 6 hanno votato ieri per bocciare gli 80 milioni di dollari chiesti dal Presidente per i trasferimenti dei 240 detenuti ancora reclusi nella prigione di massima sicurezza. Ufficialmente la motivazione � semplice: nessun congressista vuole individui ritenuti pericolosi all'interno del suo collegio elettorale. E molti rimproverano alla Casa Bianca la poca chiarezza sul futuro di questi detenuti. N� -a dirla tutta- il Senato poteva fare diversamente, dopo che gi� la Camera aveva stralciato la somma destinata ai trasferimenti dei prigionieri. Anche per questo l'atteso discorso di Barack Obama oggi ai National Archives, in cui il presidente statunitense annuncer� la propria strategia per rendere pi� sicuro il Paese, e nel corso del quale dedicher� quasi certamente un passaggio proprio al futuro di Guantanamo, si annuncia come cruciale. In ballo c'� pure l'annunciata chiusura del campo di detenzione entro il 22 gennaio 2010: una scadenza che il Pentagono ritiene di poter rispettare. Ma prima occorre risolvere la questione dei circa 100 detenuti che dovrebbero giungere su suolo americano. Dove andranno? Come saranno trasferiti? Ci� metter� a rischio la sicurezza americana? A queste domande dovr� rispondere Barack Obama. |
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