ELEZIONI USA - UPDATES
20/5/2009

Il presidente americano Barack Obama lancia la sua nuova sfida ecologica. Che questa volta, come annunciato, riguarda le auto.


"Un momento storico": cos� Barack Obama ha definito l'annuncio dei nuovi standard federali per le emissioni di gas inquinanti dalle auovetture. Un piano, articolato in cinque anni, che entrer� in vigore nel 2012 e che porter� -una volta completato- a un taglio delle emissioni di biossido di carbonio pari al 30% e a un limite ai consumi equivalente a 35 miglia e mezzo per gallone di benzina, poco pi� di 15 km. al litro. Il piano, nelle intenzioni, dovrebbe contribuire a far risparmiare quasi due miliardi di barili di petrolio entro il 2016. Come mettere fuori circolazione 177 milioni di auto. Gli effetti si faranno sentire anche sul costo delle automobili, che dovrebbe lievitare di 1300 dollari. "Lo status quo non � pi� accettabile", ha precisato Obama, riferendosi a un sistema dove la dipendenza del Paese dall'import petrolifero pesa molto sulla bilancia commerciale e geopolitica. L'obiettivo di lungo periodo resta quello dell'indipendenza energetica. La misura introduce infine un unico standard nazionale, superando la giungla di regole imposte dai vari Stati e dalle agenzie federali. La mossa di Obama, l'ennesima in controtendenza rispetto all'era Bush, non sar� osteggiata dalle case automobilistiche, molte delle quali dipendono ormai dagli aiuti statali per poter sopravvivere.

19/5/2009

Stati Uniti e Israele accelerano sui negoziati di pace per il Medio Oriente, ma restano divisioni importanti sull'obiettivo finale. Cos� nel primo vertice Obama-Netanyahu, svoltosi ieri alla Casa Bianca. Il colloquio � stato dominato anche dalla questione iraniana.


Barack Obama accelera sulla "soluzione a due Stati", coesistenti fianco a fianco, per mettere la parola fine al conflitto israelo-palestinese.L'interlocutore, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a Washington per la sua prima visita dopo l'elezione, risponde dicendosi pronto ad avviare negoziati di pace immediatamente con l'Anp, ma non cita mai l'ipotesi della creazione di uno Stato palestinese, limitandosi ad affermare che Gerusalemme "non intende governare i palestinesi". E chiede anzi a Ramallah il riconoscimento dello Stato ebraico. Finisce cos� con la sensazione di una visione comune, segnata per� da importanti differenze, l'incontro tra Obama e Nethanyahu, con il presidente americano a sottolineare come la richiesta di pace da parte di Israele non possa prescindere dal blocco di qualsiasi espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Mentre l'Autorit� Nazionale Palestinese apre alle dichiarazioni proprio di Obama, ma boccia come "deludenti" quelle di Nethanyahu. Ma in attesa dei prossimi incontri alla Casa Bianca, dove giungeranno a breve il presidente palestinese Abu Mazen e quello egiziano Hosni Mubarak, a tenere banco nell'incontro di ieri � stata anche la questione del nucleare iraniano: Obama si � detto contrario a "scadenze artificiali" per Teheran, ma gradisce progressi entro l'anno, altrimenti Washington non esclude nuove sanzioni. Netanyahu, che vede in un Iran nucleare la minaccia all'esistenza stessa di Israele, ha lasciato intendere una minore propensione al dialogo.

16/5/2009

Dietrofront di Barack Obama sui tribunali militari, che riapriranno fra quattro mesi. Protestano le Ong attive nel settore dei diritti umani, che parlano di "errore fondamentale".

La notizia, annunciata poche ore prima dalla stampa, ha segnato un imprevisto voltafaccia, gi� bacchettato dalle Ong umanitarie. Un voltafaccia ritenuto per� inevitabile dalla nuova Amministrazione americana. Tornano ad operare le Commissioni militari istituite da George Bush per processare i detenuti di Guantanamo, sospettati di terrorismo. Barack Obama, appena insediato a gennaio, aveva ordinato il congelamento di questi processi, annunciando la chiusura della "prigione delle prigioni" entro l'anno. Poi per� l'infruttuosa ricerca di alternative giudiziarie per processare i 240 "duri e puri" rimasti nel campo di detenzione, tra i quali Khalid Sheikh Mohammed, lo stratega reo confesso dell'11 settemebre, ha spinto il pragmatico Obama a optare per un ritorno al passato. Ma a condizioni diverse, per�: per Obama occorre infatti riportare questi processi nell'alveo dello stato di diritto, modificando le modalit� imposte dalla gestione Bush. Nulla contro le commissioni militari, dunque, ma paletti ben precisi al loro operato: no a prove ottenute con interrogatori crudeli o torture, ridimensionamento della possibilita' di usare dichiarazioni di terzi no avvalorate da indizi, infine ampia possibilita' di scelta degli avvocati difensori.  Poco prima dell'annuncio di Obama, un detenuto algerino arrestato otto anni fa in Bosnia era stato liberato da Guantanamo: � gi� partito per la Francia, che ha accettato di accoglierlo.
M
O
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U
P
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A
T
E
S
L'
INCHIESTA
DI
SERGIO
NAVA
SUI
TEMI
DELLA
PRESIDENZA
IL MAXI
PIANO
ANTI
CRISI:
INTERVISTA
A
JOHN
TALBOTT

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