ELEZIONI USA - UPDATES
31/3/2009

La reazione pi� importante � arrivata pochi minuti dopo la fine del discorso di Barack Obama.

Il quale era stato esplicito nell'indicare l'alleanza tra Fiat e Chrysler come "conditio sine qua non" per erogare altri sei miliardi di aiuti alla casa automobilisitca americana. Poco dopo un comunicato di Chrysler, pur non ufficializzando l'alleanza, ne definiva il quadro strategico. Entro trenta giorni la partnership dovr� essere operativa: questa la scadenza indicata dalla Casa Bianca. Obama ha parlato a lungo anche dell'altra grande malata, General Motors: dopo aver imposto l'uscita di scena di Richard Wagoner, la Casa Bianca ha dato ieri due mesi di tempo per sottoporre un nuovo piano di ristrutturazione e taglio dei costi. Fino a quel momento, garantir� il capitale necessario per mantenere la societ� operativa. Tra le altre misure presentate da Obama, la nomina di Edward Montgomery a supervisore dell'operazione di ristrutturazione del settore auto, insieme a sgravi fiscali per chi acquista vetture e incentivi a chi rottama quelle a maggiori emissioni inquinanti. L'obiettivo � arrivare a vendere 100mila nuove auto. Quello di ieri � parso un vero e proprio ultimatum al settore: una tregua di pochi giorni per ristrutturarsi o affrontare la bancarotta, pilotata e controllata dal Governo. Un'opzione che l'attuale amministrazione non esclude, per accelerare i processi di ristrutturazione in atto e liberarsi dei vecchi debiti, anche se -precisa Obama- "non possiamo permettere che la nostra industria automobilistica sparisca".

27/3/2009

L'amministrazione Obama ha presentato ieri al Congresso le sue proposte per rafforzare il controllo del sistema finanziario. Si apre ora un nuovo percorso negoziale tra Casa Bianca e deputati per vararle a breve termine.

Rafforzare l'autorit� di Governo in materia di regolamentazione del sistema finanziario americano. Ma, soprattutto, imporre nuove regole del gioco, con l'obiettivo di attuare controlli pi� stringenti sui maggiori istituti. Il segretario al Tesoro Timothy Geithner, lasciati alle spalle i maxipiani di stimolo, punta ora sul secondo asse di intervento, quello prediletto dall'Europa. Che fa perno sulle nuove regole per la finanza, dopo gli anni allegri dell'amministrazione Bush. Geithner, che ha parlato alla Commissione Servizi Finanziari della Camera, intende disegnare una diversa struttura e dare nuove regole al controllo sulla finanza. Quattro gli assi prioritari: l'istituzione di un'unica entit� responsabile della stabilit� sistemica delle maggiori istituzioni; norme di capitale pi� forti per le societ� che possono rappresentare un rischio potenziale alla stabilit� del sistema finanziario; maggiore trasparenza nel mercato dei derivati; strumenti adeguati al Governo per proteggere il sistema finanziario e l'economia dal fallimento delle istituzioni finanziarie. L'obiettivo � quello di tirar fuori il Paese dalla peggiore crisi da 70 anni a questa parte, riparando un sistema che si � dimostrato "instabile e fragile". Ma, soprattutto, l'idea � quella di portare i colpevoli dell'attuale crisi, gli hedge funds, i titoli derivati e le aziende di private equity sotto la supervisione federale. Per la prima volta nella storia.

24/3/2009

Le borse occidentali hanno festeggiato ieri con forti rialzi il lancio del "piano Geithner" per ripulire i bilanci delle banche dai titoli tossici.


E' un piano che punta a sanare il male originale dell'attuale crisi economico-finanziaria, ripulendo i bilanci delle banche dalle bombe ad orologeria degli assets tossici, che finora hanno strozzato il meccanismo del credito. Per ora un primo risultato l'ha raggiunto: le borse europee e quella americana ieri hanno fatto segnare forti rialzi, sull'onda dell'ottimismo. Il segretario al Tesoro Tim Geithner, intervenuto nella notte italiana a una conferenza a Washington, Geithner ha per� accolto con prudenza la reazione dei mercati ai dettagli del piano per l'acquisto di asset tossici. Geithner ha aggiunto di vedere segni positivi nel settore della disponibilit� finanziaria delle imprese. Il piano si baser� su di una partnership tra pubblico e privato. Il Tesoro metter� sul tavolo tra i 75 e i 100 miliardi di dollari, prelevandoli dal programma di recupero degli assets problematici. Il progetto � acquistare assets tossici, il cui valore potrebbe raggiungere i mille miliardi di dollari: il meccanismo prevede una partecipazione del Tesoro pari al 50% del capitale di ogni fondo che acquister� gli assets tossici. I privati ne assumeranno la gestione. Le banche identificheranno quali assets intendono vendere: per esempio, per ogni 100 dollari in mutui acquistati da una banca, Governo e privati metteranno sei dollari ciascuno. Il resto sar� coperto grazie a un prestito. Il presidente Obama ha sottolineato come questo non sbloccher� il credito in una notte, ma l'amministrazione ripone molta fiducia nel progetto. Due i grandi interrogativi che aleggiano: i privati investiranno denaro? E, quale incentivo avranno le banche a vendere?
M
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L'
INCHIESTA
DI
SERGIO
NAVA
SUI
TEMI
DELLA
PRESIDENZA
IL MAXI
PIANO
ANTI
CRISI:
INTERVISTA
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JOHN
TALBOTT

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