Obiettivi

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Obiettivi:

stimolare la fantasia e la discussione

tra i giovani,

giochiamo studiando la fauna del nostro giardino

e le acque dei nostri scarichi

Il primo obiettivo è la formazione di giovani in grado di attuare sul territorio i principi della sostenibilità, che altrimenti rischiano di rimanere un decalogo di comportamento che non trova attuazioni pratiche nei comportamenti della società, e in modo particolare tra coloro che sulla terra ci lavorano tutti i giorni.

Considerato che tutti gli studi evidenziano l'importanza dei miglioramenti ambientali del territorio, con questo studio:

- si vuole fornire un primo orientamento ai giovani che potranno diffondere sul territorio le tecniche di corretta gestione della biodiversità sperimentando a scuola, nel giardino di casa la valorizzazione faunistica e la tutela delle risorse idriche

- si vuole aumentare la consapevolezza e dare maggiore informazione sulla corretta gestione agro-faunistica della selvaggina, anche al fine di aumentare il "valore" prodotto dalle Aziende agricole, non ai soli fini venatori, ma prendendo in considerazione le riduzioni del danno alla biodiversità come finalità produttive

- si vuole sviluppare progettualità e innovazione nei settori dell'area di progetto, miglioramenti ambientali e fitodepurazione cercando di riprodurre il progetto anche in altre realtà didattico-educative

- si vogliono incentivare le conoscenze faunistiche al fine di limitare le pratiche dei ripopolamenti con specie alloctone; sui sistemi di fitodepurazione per un uso razionale della risorsa idrica

- si vuole realizzare un percorso didattico dimostrativo per l'osservazione dei sistemi adottati e della fauna selvatica autoctona nel suo ambiente

- si vuole preparare lo studente capire e a prevenire i problemi sanitari per l'uomo e per gli animali anche attraverso la comprensione del danno derivante dall'inquinamento delle razze e delle acque

- si vogliono recuperare popolazioni selvatiche attraverso lo studio e la promozione di interventi di miglioramento ambientale

- si vogliono studiare sistemi atti a limitare le perdite attraverso la prevenzione dei problemi sanitari, il corretto uso della meccanizzazione agricola e dei diserbanti, la razionalizazione della sorveglianza del territorio e quant'altro emergerà nel corso dello studio

- si vuole istituire una borsa di studio per gli alunni o le classi, che presenteranno alla fine dell'anno scolastico uno studio sugli argomenti trattati fornendoci il materiale prodotto

- si vogliono coinvolgere le Aziende agricole e non solo nel reperimento di fondi per costituire un premio di incentivazione che sarà assegnato, tramite una graduatoria di merito stilata dagli stessi studenti, all'Azienda agricola che avrà meglio condotto una gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali

A sostegno citiamo

[.......] "Considerato che, a livello Europeo, l’ecosistema che ospita la maggior parte di specie minacciate è quello agricolo, negli agroecosistemi occorre quindi favorire la diffusione delle pratiche di miglioramento ambientale a fini faunistici (ad esempio il ripristino delle siepi, l’adozione o il ripristino delle rotazioni colturali, il ricorso a tecniche di agricoltura biologica, il set-aside, l’eliminazione della pratica di bruciatura delle stoppie, l’adozione di misure per la tutela delle nidificazioni durante le operazioni di raccolta e di sfalcio, ecc.). Tali pratiche sono previste dalla legge 157/92 nell’ambito della programmazione faunistico-venatoria del territorio agro-silvo-pastorale nonché dal Regolamento 2078/92) della Politica Agraria Comunitaria (relativo a metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze di protezione dell’ambiente e con la cura dello spazio naturale)."[...........]

Tratto da: DOCUMENTO CONCLUSIVO della 3a Conferenza sullo stato dell’ambiente in Toscana Giunta Regionale - 12 GIUGNO 1998 Intero documento http://www.regione.toscana.it/ita/uff/ambiente/contabil/3Confe.doc

Che ne dite ? può essere sufficente?

P.S. per gli scettici: si pensi che il costo delle operazioni di reintroduzione di lepre, determinato anche dalla vulnerabilità degli individui rilasciati, evidenzia un rapporto tra costi/benefici fortemente negativo per la collettività, infatti il costo medio per lepre reintrodotta, può oscillare da £.165.000 a £. 994.000; e senza nessuna garanzia igienico-sanitaria. Per non cadere nel catastrofismo non citiamo i costi della depurazione.

Vi abbiamo fornito interessanti infomazioni?

Ci aiuterete a raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell'intervento?

 

 

sono sempre graditi commenti e suggerimenti

sono sempre graditi contributi e finanziamenti...

 

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CONCLUSIONI

Da area in crisi a settore trainante le opportunità non mancano...

Il modello di sviluppo sostenibile, considerato oggi ineludibile per il conseguimento di un rapporto equilibrato tra attività antropiche ed ecosistema, sollecita le attività produttive a considerare la tutela dell'ambiente un parametro del processo produttivo. Sono pertanto rilevanti gli investimenti operati dalle aziende per ridurre l'impatto ambientale dei cicli di produzione. E' però concreta la possibilità di non subire i costi di produzione ambientali come costi passivi, infatti la presenza di una crescente sensibilità ambientale nei consumatori, negli investitori, nelle singole unità economiche di scelta, determina una ben indetificabile domanda di qualità ambientale dei prodotti e della produzione, quindi un mercato della qualità ambientale. Perciò risulta strategico per le imprese agricole pianificare efficaci programmi di sviluppo sostenibile e di comunicazione che siano in grado di qualificare e quantificare i risultati ottenuti rigorosamente su basi scientifiche e individuare "nuovi" settori produttivi sempre più appetiti dal mercato.

 

 

Infine riportiamo un estratto del

Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Siena

Gestione della fauna omeoterma e dell’attività venatoria: Le motivazioni e contenuti della disciplina di piano

Le rilevanti trasformazioni ecologiche indotte, a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, dal contemporaneo processo di diffusione dell’agricoltura meccanizzata e di abbandono del bosco, hanno indotto radicali modificazioni negli assetti faunistici del territorio della provincia di Siena. Di conseguenza, mentre alcune specie di piccola fauna sono andate progressivamente rarefacendosi (fino a giungere, nei casi più estremi, alla estinzione) altre specie, in particolare gli Ungulati, hanno conosciuto uno sviluppo numerico particolarmente consistente che ha permesso loro di ampliare notevolmente le originali aree di presenza, entrando sovente in contrasto con le attività agricole presenti sul territorio. Da qui l’esigenza di procedere, per quanto possibile, ad un’opera di riequilibrio faunistico basata da una parte sul contenimento conservativo degli Ungulati e d’altra sul potenziamento qualitativo e quantitativo della piccola fauna, compresa la reintroduzione pianificata delle specie estinte.

Anche l’attività venatoria, in conseguenza delle trasformazioni faunistiche e sociali intervenute nella seconda metà di questo secolo, ha subito radicali cambiamenti di carattere culturale. L’esodo dalle campagne ed il conseguente inurbamento di rilevanti quote di popolazione, il generale miglioramento delle condizioni socioeconomiche ed il processo di motorizzazione di massa, hanno comportato la progressiva trasformazione della tradizionale figura del "cacciatore-agricoltore" (fortemente legato al proprio territorio, buon conoscitore delle singole specie e, in una qualche misura, anche capace di realizzare, al fine di conservare nel tempo un’importante risorsa alimentare quale la selvaggina, un prelievo venatorio contenuto), nella moderna figura del "cacciatore-cittadino" (con debole legame con il territorio, minore conoscenza della fauna selvatica, protagonista tendenzialmente di un prelievo non limitato a danno di una risorsa naturale, viceversa, limitata). Da qui il rischio di un esercizio venatorio deresponsabilizzato basato prevalentemente su soggetti allevati in cattività e la diffusione degli Ungulati, ed in particolare del cinghiale, anche in aree non idonee per questa specie.

L’Amministrazione Provinciale di Siena ha cercato di opporsi, non senza qualche difficoltà, al rischio di una degenerazione consumistica della caccia favorendo negli anni la nascita e la diffusione di un consistente numero di istituti faunistici e faunistico venatori, pubblici e privati, che hanno consentito la salvaguardia di un rilevante patrimonio faunistico naturale, nonché adottando strumenti innovativi di gestione e contenimento degli Ungulati. Tutto ciò è stato reso possibile, in primo luogo, grazie all’impegno volontario prestato dai cacciatori e dalle loro Associazioni ma anche ad un qualificato impegno di molti soggetti privati che (fatto non frequente in campo nazionale e regionale) hanno saputo conservare una tradizione gestionale improntata ad oculati criteri faunistici piuttosto che venatori, ed infine ad una costante ricerca di collaborazione tra la provincia stessa e tutti i soggetti interessati.

Il cospicuo patrimonio faunistico naturale che caratterizza oggi il territorio provinciale rappresenta anche per la comunità senese nel suo complesso una risorsa economica di non trascurabile rilevanza. Ciò in virtù non solo del suo indubbio e rilevante valore naturalistico ma anche per l’attività venatoria a cui da luogo. Quest’ultima infatti alimenta a sua volta una rilevante attività turistica, soprattutto nei mesi autunnali ed invernali, dalla quale derivano indubbi benefici per tutte le attività agrituristiche.

 


Una breve lettura dedicata a tutti gli studenti, al loro mondo e alla società del 2000

Quando si ha bisogno di un cambiamento esteriore

significa che non esiste progresso interiore.

Chi progredisce interiormente

può vivere nelle stesse condizioni esteriori

che sempre gli riveleranno nuove verità.

Il cambiamento esteriore dev'essere

l'espressione spontanea ed inevitabile

della trasformazione interiore.

Normalmente i miglioramenti

delle condizioni della vita fisica

dovrebbero rappresentare

lo sbocciare in superfice

di un progresso realizzato interiormente.

Mere

Tratto da: albero albero cresci - Edizioni Macro

 

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bibliografia di riferimento

abbiamo scelto di citare gli autori nelle pagine del sito

qui trovate l'elenco di alcuni titoli di riferimento

Si ringrazia in modo particolare il Direttore del Mensile di Gestione Faunistica Habitat

Dr. Franco Nobile per l’autorizzazione concessa alla riproduzione dei dati rielaborati e pubblicati nel presente editing.

Si coglie l’occasione per ringraziare tutti i componenti del Comitato Scientifico Editoriale la Segreteria, la Redazione e il Direttore di Habitat per il loro impegno nella divulgazione delle corrette metodologie di gestione della fauna, infine si ringraziano tutti coloro che anche se non citati hanno consentito questa realizzazione didattica con il lavoro, l'impegno e la passione che li lega alla Natura.

 

di Fabio Caporali

Edizioni UTET Libreria 1991

Amministrazione provinciale di Firenze 1996

Sintesi Coordinata dal Prof. Francesco Dessì-Fulgeri et al.

a cura di: Lucia Burrini - Amm.Prov.le di Siena

Francesco Matteucci - Centro Cellule Germinali C.N.R. Siena

Roberto Mazzoni della Stella - Amm.Prov.le di Siena Servizio Risorse Faunistiche

Valter Trocchi - Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.-Ozzano dell'Emilia) 1997

a cura di Domitilla Nonis e Beatrice Zagarese per A.R.S Monticiano

a cura di M. Genghini (INFS)

a cura d J. Simonetta

a cura di Francesco Petretti. Edagricole 1996

a cura di Giorgio Celli per la COOP 1994

a cura di Riccardo Carradori e Andrea Raso Ed.Centro di Documentazione di Pistoia

a cura di Riccardo Russu - 1997

Ed. Tascabili economici Newton

a cura di Enrico Malizia

Ed. Giunta Regionale della Toscana e ARPAT

a cura di Daniele Verdesca - Ambiente Italia Coordinatore e Responsabile Scientifico

Daniela Rossi - ARPAT Settore tecnico SIRA Coordinatore

Roberto Pagni, Giuseppe Pozzana - IRPET Coordinatori

La maggior parte delle fotografie sono di Andrea Marinello, Marco Montini, Antonio Guerrini e Luca Robustelli

Per le parti estratte dalla rete internet, tutti i riferimenti URL sono inseriti nel documento.

Ci scusiamo nuovamente con tutti coloro che inavvertitamente non sono citati.

 

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