Heidegger
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Edith Stein e il problema della filosofia cristiana
di Mario Filippa

Biografia di Edith Stein

3. Friburgo (1916-1918)

3.2. Heidegger

A Friburgo Edith Stein ebbe anche occasione di conoscere Martin Heidegger[1]. Cos� ricorda il loro primo incontro, nell’estate del 1916, in casa di Husserl:

�Quella sera Heidegger mi piacque molto. Era silenzioso e chiuso in se stesso per tutto il tempo in cui non si parlava di filosofia. Ma appena emergeva un argomento filosofico, si mostrava pieno di vita�[2].

Ma questa prima impressione positiva venne presto affiancata da vari motivi di perplessit�, quando non di aperto disaccordo.

Appena persa la sua collaboratrice, Husserl si rivolse a Heidegger perch� ne prendesse il posto. Questa volta, per�, con un vero stipendio pagato dall’universit�, pi� consistente di quanto riceveva Edith Stein. Ma ci� che faceva indignare la fenomenologa era la maggiore fiducia che Husserl accordava al suo nuovo assistente, e la poca lealt� intellettuale dimostrata da quest’ultimo in contraccambio. Infatti Heidegger manteneva un atteggiamento distaccato nei confronti della fenomenologia husserliana, della quale si serviva a modo suo, e non senza criticarla. Cos�, mentre insegnava in qualit� di assistente di Husserl, in realt� stava presentando il suo pensiero molto pi� di quello del “maestro”[3].

La fedele discepola registra:

�Heidegger gode della fiducia assoluta di Husserl e la usa per indirizzare la studentesca, sulla quale ha pi� influenza di Husserl stesso, in una direzione abbastanza lontana da lui. Tranne il buon maestro, lo sanno tutti�[4].

Intanto fra i “vecchi” fenomenologi ci si interroga sulla opportunit� di organizzare delle conferenze per chiarire il vero contenuto della fenomenologia contro le deformazioni heideggeriane.

Edith Stein ammirer� sempre la genialit� di Heidegger[5], ma cri�ti�can�done le idee. Quando, nel 1931, cercava appoggi per l’abilitazione uni�ver�sitaria, escluse a priori l’ipotesi di lavorare per lui, perch� in tal caso si sarebbe sentita in dovere di assecondare la sua linea di pensiero, cosa che non era in grado di fare[6]. Anche la sua opera principale, Essere finito e Essere eterno, mostra gi� nella scelta del titolo la sua posizione polemica rispetto ad Essere e tempo di Heidegger[7], oltre a presentare in appendice[8] una dettagliata analisi del pensiero di questo autore.

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NOTE


    [1]    Per i rapporti di Edith Stein con Martin Heidegger, si veda Hanna-Barbara GerlEdith Stein. Vita — Filosofia — Mistica, Morcelliana, Brescia 1998, 135-150.

    [2]    Storia di una famiglia ebrea, 369s.

    [3]    Gaboriau riferisce di un’occasione in cui, alla richiesta di uno studente di chiarire alcuni riferimenti alla fenomenologia emersi nella sua lezione, Heidegger gli avrebbe risposto che per lui la parola “fenomenologia” non aveva alcun significato e che si trattava solo di un po’ di Papperlapapp (= “bla bla bla”) inserito qua e l� per far contento Husserl (cfr. Florent GaboriauEdith Stein philosophe, FAC, Paris 1989, 33 nota 77).

    [4]    Lettera 15/10/1921, in Briefe an Roman Ingarden, n. 78GerlEdith Stein: �Heidegger genie�t Husserls absolutes Vertrauen und benutzt es, um die Studentenschaft, auf die er st�rkeren Einflu� hat als Husserl selbst, in einer Richtung zu f�hren, die von Husserl ziemlich weit abliegt. Au�er dem guten Meister wei� das jedermann�.

    [5]    �Che Heidegger sia qualcosa di grande e che possa mettersi in tasca tutti noi, lo credo anche sulla base del suo libro� (Lettera 2/10/1927, in Selbstbildnis in Briefen (2a ed.), n. N6: �Da� Heidegger etwas Gro�es ist und uns alle in die Tasche stecken kann, glaube ich auf Grund seines Buches auch�). E, all’inizio del suo saggio su Heidegger: �Non � possibile in poche pagine dare un’immagine della ricchezza e della forza delle analisi, spesso veramente illuminanti, che sono contenute nell’importante volume di Heidegger Essere e Tempo. Forse nessun altro libro, negli ultimi dieci anni, ha influenzato cos� intensamente il pensiero filosofico contemporaneo� (La filosofia esistenziale di Martin Heidegger, in RV, 153).

    [6]    Cfr. Lettera 26/1/1931, SB 85. Heidegger mostr� di vedere la questione negli stessi termini, dichiarandosi disposto ad appoggiarla presso altri, ma non ad accettarla come sua collaboratrice, se avesse voluto continuare a trattare tematiche “cattoliche”.

    [7]    Cfr. John NotaEdith Stein and Martin Heidegger, in John Sullivan (a cura di), Edith Stein Symposium (21-22/9/1984), ICS Publications, Washington DC 1987, 50-73, alla pagina 54.

    [8]    Nel progetto dell’Autrice Essere finito e Essere eterno doveva avere due appendici, una su santa Teresa, e l’altra su Heidegger, e cos� appare nelle bozze di stampa della edizione che non vide la luce a causa delle restrizioni contro gli ebrei. Le due appendici vennero omesse dall’edizione postuma e pubblicate separatamente pi� tardi; ora si trovano in Welt und Person (Mondo e persona) (ESW 6), Nauwelaerts, Louvain — Herder, Freiburg 1962. Le traduzioni italiane sono: Il Castello interiore, in Natura, persona, mistica. Per una ricerca cristiana della verit�, Citt� Nuova, Roma 1997, 115-118; La filosofia esistenziale di Martin Heidegger, in RV, 153-226.

 

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