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Assistente di Husserl
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Edith Stein e il problema della filosofia cristiana Biografia di Edith Stein3. Friburgo (1916-1918)3.1. Assistente di HusserlA Friburgo Husserl si trovava relativamente solo, sia per il cambio di citt�, sia per la guerra che tratteneva al fronte la maggior parte dei suoi discepoli. Intanto il nuovo incarico gli dava diritto ad avere un assistente, ed in realt� ne sentiva bisogno: la mole di appunti accumulati negli anni era diventata per lui ingovernabile, e in molti casi non pi� leggibile per le peggiorate condizioni della sua vista[1], e non riusciva ad estrarne del materiale adeguato per una pubblicazione. Nellagosto del 1916 Edith Stein, che gi� da tempo rifletteva sulle difficolt� del maestro, incoraggiata dal giudizio positivo sulla sua tesi[2], si propose per il posto. Husserl non solo accett�, ma
Lo stipendio offerto era modesto, ma lei era in grado di mantenersi con laiuto della famiglia[4]. Si pu� seguire abbastanza da vicino la breve storia del lavoro di Edith Stein con Husserl grazie ad una quindicina di lettere conservate da Roman Ingarden e Fritz Kaufmann. Ne emergono i fatti di un rapporto difficile, caratterizzato da una grande venerazione per il professore contrastata dallim�pos�sibilit� quasi assoluta di stabilire con lui una vera relazione di collaborazione. Il primo incarico sar� di lavorare al manoscritto delle Ideen, e condizione previa lo studio del metodo di stenografia che Husserl usava per scrivere i suoi appunti. Cos� spiega il suo lavoro a Roman Ingarden:
A gennaio la giovane assistente ha gi� iniziato a prendere contatto con i problemi legati agli �umori improvvisi e variabili del caro maestro�[6], come quando era riuscita a convincerlo della necessit� di �ripensare lintera dottrina della costituzione e a quello scopo riprendere in mano la prima parte delle Ideen. Cos� si fece per due giorni, poi ritorn� ad essere troppo noioso�[7]. Nello stesso periodo scrive:
Naturalmente � impensabile che Husserl riveda la tesi dottorale della sua allieva per la pubblicazione: arriver� alle stampe senza il suo intervento[9]. Ma la Stein non si lascia scoraggiare: la muove la certezza di avere fra le mani del materiale di grande valore e la conseguente determinazione a fare tutto il possibile perch� anche altri possano beneficiarne. Il suo obiettivo � pertanto quello di organizzare gli appunti secondo una struttura logica, evidenziando le lacune e le parti incomplete, per preparare cos� una trascrizione chiara da presentare a Husserl e sulla base di essa lavorare con lui per riempire le restanti lacune. Se le difficolt� di collaborazione fossero continuate, avrebbe lasciato il materiale pronto per la stampa cos� comera, oppure cercando lei stessa di integrarlo, affidandosi alla sua buona conoscenza del pensiero del maestro[10]. Gi� a fine mese, per�, soffre per questo modo di procedere, senza quasi potergli rivolgere la parola[11], ma qualche rara chiacchierata le restituisce la speranza di non dover fare tutto da sola[12]. Intanto lo sforzo per penetrare nel pensiero di Husserl la porta a maturare alcune considerazioni personali in disaccordo con le idee di lui:
La confessione arriva poco tempo dopo:
A marzo si prende una vacanza, non senza che Husserl le affidi un altro manoscritto per riordinarlo, come contributo al suo svago[15]. I fogli sono �in un tale disordine, da far pensare che il maestro un bel giorno si sia stancato e li abbia cacciati cos� comerano in un cassetto�[16]. Intanto riflette sulle difficolt� che lattendono al suo ritorno (�Se solo ora fosse disponibile ad un po di collaborazione!�[17]; �non ho nessuna voglia di continuare ad accatastare pacchi di carta che lui non guarda nemmeno�[18]), mentre inizia a sentire il desiderio di dedicarsi anche ad un po di lavoro autonomo[19]. Al rientro la situazione non � cambiata: alcune parti delle Ideen sarebbero pronte per la pubblicazione, ma nemmeno con questa prospettiva si riesce a convincere il maestro ad esaminarle. Intanto lui ha divagato, producendo del nuovo materiale molto interessante, ma che richieder� laiuto dellassistente perch� si trasformi in qualcosa di utilizzabile, e anche il manoscritto esaminato durante le vacanze meriterebbe attenzione[20]. Ancora una volta la filosofa tiene duro:
Qualche mese dopo, il lavoro sulle Ideen era completo ed il tempo passava senza che Husserl si decidesse a leggerlo. Edith Stein stava gi� pensando di presentare le sue dimissioni per ottobre, quando trova altri appunti del maestro (sulla coscienza del tempo Zeitbewusstsein) e torna a prevalere in lei lidea della missione da compiere[22]. In estate, per costringere il maestro a lavorare un po con lei, deve andarlo a trovare in villeggiatura, ottenendo cos� ben tre giorni della sua attenzione[23]. La crisi arriva a febbraio del 1918, in occasione di una comunicazione del maestro, con la quale ancora una volta le chiede un poco gratificante lavoro da segretaria. Scrive al maestro una lettera di contenuto equivalente ad una richiesta di dimissioni, che egli accetta senza drammatizzare, solo con un leggero tono di rimprovero[24]. Cos� spiega la sua decisione a Fritz Kaufmann:
Dopo meno di due anni di lavoro, Edith Stein lasciava due importanti opere praticamente pronte per la pubblicazione: la seconda parte delle Ideen e la sesta ricerca, oltre ad una grande quantit� di appunti di Husserl rimessi in ordine, di cui beneficeranno gli assistenti e studiosi che le succederanno. Cos� riferisce Ludwig Landgrebe, che fu assistente di Husserl dal 1923:
Anche in lei questa esperienza lasciava un segno profondo: aveva potuto lavorare su del materiale cui pochi altri avrebbero avuto accesso per molto tempo, e ne ottenne una comprensione del pensiero di Husserl che poche persone forse nessuno in quel momento potevano vantare. I rapporti con Husserl rimasero buoni: lanno seguente la Stein si impegnava a promuovere un numero speciale dello Jahrbuch per celebrare il sessantesimo compleanno del maestro e cercava un modo per avviare una qualche forma di collaborazione stabile con lui[27]. In una lettera allamico Kaufmann (tornato a Friburgo dopo la guerra) ricambia i saluti affettuosi del maestro e scherza scrivendo:
Lamicizia e venerazione per Husserl non le impedivano, per�, di considerarne lucidamente i difetti. �Non avrei mai considerato gli errori di una persona come motivo per togliergli la mia amicizia�, scrisse di s� nella Storia di una famiglia ebrea[29], e giudicava le persone con tanta pi� esigenza quanto pi� le erano care. Cos� si esprime senza reticenze riguardo alle difficolt� che tutti incontravano nei rapporti con Husserl, scrivendo che a casa Husserl ci si scontra con lingiustizia ad ogni passo[30], ma bisogna ricordarsi che �lui [Husserl] � quello che soffre di pi�, perch� ha sacrificato la sua umanit� per la sua scienza�[31]. E in una lettera successiva:
Continuer� a mantenere buoni rapporti anche dopo la conversione. Quando, nel 1931, sembrano aprirsi per lei buone prospettive per linsegnamento universitario, la famiglia Husserl vuole festeggiare con lei levento[33], e negli ultimi anni parteciper� vivamente alla preoccupazione per la salute del maestro, chiedendo e diffondendo frequenti notizie[34]. Locchio critico, per�, rimane sempre presente, ora aperto alla prospettiva della grazia, e la Stein si preoccupa per la fede del maestro. In una conversazione con lui sui novissimi, constata la profondit� con cui comprende queste cose, e se ne preoccupa, perch� ci� accresce la sua responsabilit�[35]. Pi� tardi per� si dichiara fiduciosa, perch� �Dio � la verit�. Chi cerca la verit� cerca Dio, che lo sappia o no�[36]. Paragrafo precedente | Torna su | Paragrafo successivo NOTE [1] Cfr. Storia di una famiglia ebrea, 370. [2] Cos� lo racconta in Storia di una famiglia ebrea: �Gi� qualche giorno prima il maestro aveva detto, scherzando: Il Suo lavoro mi piace sempre di pi�. Devo stare attento che non arrivi [troppo] in alto. Ora continu� sullo stesso tono: Sono gi� arrivato a un buon punto della Sua tesi. Lei � una piccola ragazza dalle grandi doti. Poi divenne un poco pi� serio. Ho solo qualche dubbio se questo lavoro possa essere pubblicato accanto alle Idee nellAnnuario. Ho limpressione che Lei abbia preceduto per qualche aspetto la seconda parte delle mie Idee� (p. 371). Incoraggiata da questo giudizio, lallieva os� proporsi come assistente del professore, che la accett� con una certa emozione. [3] Lettera 16/8/1916, SB 1: �Er war sichtlich ganz
gl�cklich in dem Gedanken, nun einen Menschen ganz zu seiner Verf�gung zu haben
obwohl er offenbar noch gar keine klare Vorstellung hat, wie sich unsere gemeinsame
T�tigkeit gestalten soll�. [4] �Ho spiegato a mia madre che ho lavoro
sufficiente per tenermi occupata per sempre, e che lunica cosa che mi manca � un
reddito vitalizio. A giro di posta sono stata informata che non devo preoccuparmi su quel
punto� (Lettera 5/1/1917, SB 3: �Ich habe (...) meiner Mutter unterbreitet, da� ich
mit Besch�ftigung f�r immer versorgt w�re und da� mir nur eine lebensl�ngliche Rente
dazu fehlte. Ich erhielt umgehend die Antwort, ich sollte mir um diesen Punkt keine Sorge
machen�).
[5] Lettera 3/2/1917, SB 6: �Vorl�ufig suche ich nur aus den Materialen den gesamten
Gedankengang (der mir ziemlich klar vor Augen steht, aber nirgends fixiert oder gar
durchgef�hrt ist) in einer einheitlichen Ausarbeitung festzulegen. Das soll die Basis
f�r die Arbeit des Meisters sein, und das m�chte ich gerne beenden, weil ich glaube,
da� er sich durch die Materialen selbst nie hindurchfinden und immer in Einzelheiten
steckenbleiben w�rde�. [7] Ibidem: �Man m��te eigentlich die ganze Lehre
von der Konstitution noch einmal �berlegen und zu diesem Zweck den ersten Teil der Ideen wieder ansehen. Zwei Tage ist das geschehen,
dann wars wieder zu langweilig�. [8] Lettera 12/1/1917, SB 4: �Au�erdem ist die
Zusammenarbeit mit dem lieben Meister eine h�chst komplizierte Geschichte; d. h., das
Bedenkliche liegt darin, da� es zu einer rechten Zusammenarbeit
gar nicht kommen will. (...) Er ist nicht dazu zu bewegen, einmal die Ausarbeitung
anzusehen, die ich ihm aus seien alten Materialen mache, damit er den �berblick �ber das
Ganze wieder bekommt, den er verloren hat. Solange das nicht zu erreichen ist, kann an
eine abschlie�ende Gestaltung nat�rlich nicht gedacht werden�. [12] �Una passeggiata filosofica di recente fatta insieme ad Haslach mi ha dato nuova fiducia� (Lettera 3/2/1917, SB 6/18). [15] Si trattava della Sesta ricerca delle Ricerche logiche, non ancora pubblicata perch� incompleta. Le edizioni attuali includono anche questa ricerca, grazie al lavoro di Edith Stein. [25] Lettera 10/3/1918, SB 21: �Das Ordnen von Manuskripten, auf das sie sich seit Monaten beschr�nkt, war mir allm�hlich nahezu unertr�glich geworden, und es scheint mir auch nicht so notwendig, da� ich darum auf eigene T�tigkeit verzichten m��te�. [26] Ludwig Landgrebe, Lettera a suor Johanna Hauke 29/9/1981, citata da Waltraud Herbstrith, Edith Stein (1891-1942), in Emerich Coreth Walter M. Neidl Georg Pfligersdorffer, La filosofia cristiana nei secoli XIX e XX, vol. II: Ritorno alleredit� scolastica, Citt� Nuova, Roma 1994, 740-756, alla pagina 745. [28] Lettera 14/10/1919, SB 30: �Er mu� ja ein arg schlechtes Gewissen haben, da� er sich gar so liebevoll nach mir erkundigt�. [31] Lettera 22/11/1919, SB 32: �er selbst am meisten darunter zu leiden hat, da� er seine Menschlichkeit seiner Wissenschaft geopfert hat�. [32] Lettera
25/1/1920, SB 32a: �Ich werde nie
aufh�ren (...) den Philosophen Husserl grenzenlos zu verehren und jede menschliche
Schw�che als sein Schicksal zu begreifen. Und ich w�rde mir ganz l�cherlich vorkommen,
wenn ich es mir als Verdienst anrechnen wollte, da� ich dem Leben etwas n�her stehe als
er�.
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