LA TRILOGIA DI VENERDI 12
Omaggio al grande fumettista Leo Ortolani
Ognuno ha i suoi miti. E il mio mito in questione è Leonardo Ortolani, "Leo" per gli amici, toscano di nascita ma parmense d'adozione, noto al pubblico per i fumetti di "Rat-Man", "L'Ultima Burba" e "Venerdì 12". Ed è proprio leggendo quest'ultimo lavoro che io, rendendogli così omaggio, ho pensato di trasportare a testo teatrale, cosa che si è rivelata abbastanza semplice da fare dal momento che la maggior parte delle scene si svolgono sempre in casa del protagonista.
Quando lessi per la prima volta (febbraio 2003) il primo episodio di VENERDI 12, ebbi l'impressione di avere una certa empatia con il protagonista, Aldo, che altri non è che una specie di alter ego di Ortolani stesso: entrambi eravamo stati assieme ad una splendida ragazza che dopo due mesi ci aveva lasciato per vari motivi che non sto qui a spiegare. E così divenni un fan delle avventure di Aldo, Giuda e Bedelia.
L'idea di trasformare quelle vignette in battute da copione venne nell'estate del 2003, l'estate più calda degli ultimi 250 anni: non riuscivo a dormire per il troppo caldo, così mi misi a leggere VENERDI 12. Di lì a poco, l'idea mi arrivò come un fulmine e cominciai a scrivere: ci misi solamente tre ore per scrivere la prima parte della trilogia che avevo pensato.
Nella versione per il teatro, che spero di portare un giorno in scena rendendo così omaggio a Leo, le vicende e i personaggi sono gli stessi, cambiano solamente i nomi: Aldo è diventato Robert, che è il nome del mio primo personaggio letterario la cui identità assunsi nel 2000-2001; Bedelia è diventata Elena, la ragazza che nell'ottobre del 2002 mi lasciò in silenzio, come se non fossimo stati neanche fidanzati; i personaggi di Eleonora e Anne de Cleves, presi rispettivamente da Ciurga e Isolda, rimandano a una ragazza che ci provava con me ma che io rifiutavo con tutte le mie forze, e che quindi ha pensato bene di scherzare con i miei sentimenti. Qui scherzo io con lei; Dulcistella, la ragazza che aiuta il protagonista a diventare umano, ha cambiato nome in Valeria, allusione a tutte le Valerie con le quali mantengo ancora buonissimi rapporti di amicizia e che mi hanno aiutato in molti momenti difficili della mia vita; solamente Giuda è rimasto lo stesso. Lo stesso vecchio bastardo, ma non bastardo e infimo come un serpente: la sua bastardaggine è simpatica!
Venerdì 12-Le origini
Venerdì 12-Terapia di gruppo
Venerdì 12-Il ritorno di Elena
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