VENERDI 12 - TERAPIA DI GRUPPO
PERSONAGGI
ROBERT: Lo conoscete già
GIUDA: Anche lui lo conoscete già!
ANNE DE CLEVES: Una ragazza come tante...come tante messe insieme!
DOTTOR POP: Terapista del gruppo dei "Soli e Disperati".
ANTONIO, ENRICO: membri del gruppo "Soli e disperati"
ATTO 1
(Robert, Giuda, dottor Pop, Anne de Cleves, Antonio, Enrico)
Robert viene convinto da Giuda, il suo assistente e servo, ad accettare una terapia di gruppo. La scena iniziale è quella della sala in cui si fa la terapia, arredata solamente da un tavolo e da cinque sedie che possono essere anche disposte a cerchio. Un uomo sorridente in giacca e papillon, il dr. Pop, accoglie i cinque “malcapitati”.
DR. POP: (allegro e smagliante) CARI AMICI! Benvenuti alla vostra prima seduta! Io sono il dr. Pop e vi insegnerò poco alla volta ad accettare i rifiuti che alle volte la vita ci riserva!
ANTONIO: (con la mano alzata) Posso fare una domanda?
DR. POP: (c.s.) No. (dando una pacca amichevole alla spalla di Antonio) Naturalmente risponderò sempre “no” a tutto ciò che mi chiederete, per farvi familiarizzare con il rifiuto. Questo, anche quando è evidente che volevo dire sì!
ANTONIO: Quindi posso fare una domanda?
DR. POP: (c.s.) No! (mentre lo dice prende il registro e si mette a leggere i nomi dei presenti) Molto bene! (leggendo) Antonio…Enrico…Robert e Anne De Cleves! (guardando i presenti) Anne De Cleves! C’è anche una gentile fanciulla fra noi! (a Enrico) Benvenuta fra noi, Anne De Cleves!
ENRICO: Io sono Enrico, dr. Pop!
ANNE DE CLEVES: Anne De Cleves sono io, dr. Pop!
DR. POP: (ridendo) Oh, scusatemi! Avrei dovuto capirlo dai baffi!
ENRICO: (stupito) Ma…io non ho i baffi, Dr. Pop!
DR. POP: (c.s.) Di Anne De Cleves. (serio) Molto bene, molto bene…tutti voi, cari amici, siete stati rifiutati dai vostri compagni. Eppure…eppure io vi guardo e mi domando “Perché?” Perché siete stati rifiutati!? Io vi guardo e non capisco!
GIUDA: (alzando la mano) Quante dita sono, queste?
DR. POP: (allegro) Molto bene, molto bene…allora direi di conoscerci un po’! Raccontatemi le vostre storie, ma…attenzione! Non voglio che nessuno di voi usi espressioni come “solo”, “abbandonato” e via discorrendo…preferisco che invece usiate come sinonimi “restituito alla libertà” e “mi guardo intorno”. Usate la vostra fantasia e il vostro umorismo, e cerchiamo di riderci sopra!
ANTONIO: (pensandoci e poi parlando) Beh…io mi chiamo Antonio…e sono stato restituito alla libertà come un cane! (Il dr. Pop scoppia a ridere)
DR. POP: (ridendo) “Cane” mi ha fatto ridere! (serio) Molto bene…molto bene…e tu, Enrico?
ENRICO: Ecco, dottor Pop…il ricordo di lei mi fa talmente male che mi viene da piangere al solo sentire il suo nome!
GIUDA: (maligno) Ehi…ma la tua ragazza non era l’Idelena? (Enrico scoppia a piangere. Giuda guarda Robert) Era l’Idelena.
DR. POP: (sorridente) Molto bene…molto bene…Anne De Cleves?
ANNE DE CLEVES: Io…avevo conosciuto un ragazzo in ospedale…aveva avuto un brutto incidente…eppure sono stati giorni bellissimi…finalmente avevo trovato qualcuno che non badasse al mio aspetto fisico…che mi ascoltava per ore…che non aveva paura di cercare il mio corpo quando io cercavo il suo…
DR. POP: (interessato) Poi cos’è successo?
ANNE DE CLEVES: È uscito dal coma.
DR. POP: (sorridendo) Molto bene…molto bene…e tu, Robert?
ROBERT: Io…mi guardo intorno. Mi guardo molto intorno. Da cinque anni…
GIUDA: (salendogli sopra, con aria compassiva) È un vero guardone, poveretto.
ROBERT: (sbottando) GRAZIE, GIUDA, MA POSSO RACCONTARLA DA SOLO!
GIUDA: (con aria da santarellino) Comunque ha detto “solo”.
DR. POP: (c.s.) Molto bene…molto bene…ora mi assento per un attimo. Voi, intanto, compilate questa piccola scheda personale! (esce)
Mentre il Dr. Pop è uscito, i cinque sventurati compilano le schede.
ANTONIO: (a Robert) Scusa…non capisco bene…cosa bisogna mettere sul rigo dove c’è scritto “nome”?
ROBERT: Devi scriverci “Antonio”…(Si sente Enrico che scoppia a piangere. Robert guarda Giuda, che lo osserva con espressione da “Non ho fatto niente”) Giuda…? (Giuda gli fa un sorrisetto cretino mentre Enrico continua a piangere disperato) Sei proprio cretino! Un cretino! Guai a te se lo rifai! Mi hai capito? Mi hai capito bene? (Giuda rimane mogio. Poi vede che il suo padrone è intento a scrivere. Intanto Enrico si è calmato, ma Giuda infierisce con un destro chiamato…)
GIUDA: (a denti stretti) Idelena! (Enrico ri-scoppia a piangere. Robert da una martellata in testa a Giuda)
ANTONIO: (a Anne De Cleves) E in questo rigo dove c’è scritto “Cognome” che devo mettere? (rientra il dr. Pop).
DR. POP: (allegro) Molto bene, amici! Oggi, voi siete venuti qua per svariati motivi: su consiglio di amici; per curiosità…ma, comunque sia, avete fatto un primo passo verso il futuro! Insieme, ne faremo tanti altri…ma il prossimo, amici…il prossimo vi toglierà per una settimana dalle vostre vite piene di tristi ricordi con una settimana in crociera!
Si abbassano le luci. La sala della terapia diventa il ponte della nave da crociera dove il dr. Pop e i cinque sventurati andranno.
DR. POP: (c.s.) Molto bene, cari amici! Adesso salperemo lasciandoci alle spalle tutti i brutti ricordi delle vostre sfortunate storie d’amore! Benvenuti a bordo della “Elena di Troia”! (a sentire quel nome Robert sbianca)
ROBERT: (agitato) Mi scusi, dottore…ma…proprio “Elena” doveva chiamare questa nave?
DR. POP: In realtà si chiamava “Idelena”, come la ex di Enrico, ma non ho voluto ferirlo: sapete che piange disperato appena sente quel nome. Mi raccomando, non diteglielo.
ROBERT: (facendo il segno della “parola scout”) Ha la nostra parola d’onore, vero Giuda?
GIUDA: (correndo verso le quinte) ENRICO! Sai come si chiamava prima, questa nave? ENRICOOOO!
ANTONIO: (osservando il porto) Dottor Pop, chi sono quelle persone che ci salutano da quella nave laggiù?
DR. POP: (paterno) Quello, Antonio, è il corso precedente al vostro: sono quelli che non sono ancora riusciti a trovare qualcuno che li prenda per poi illuderli e abbandonarli. (agli altri) Molto bene, molto bene…se soffrite il mal di mare, prendete queste pillole: sono palline di zucchero, ma ai creduloni fanno lo stesso effetto.
ENRICO: Ehi! Mi sento già meglio!
ANTONIO: Anch’io!
DR. POP: (allegro) Molto bene! Anche sulla nave continueremo la nostra terapia! E vi assicuro che risolverete i vostri problemi a bordo della “ELENA DI TROIA”!
GIUDA: Ex-Idelena!
DR. POP: (serio) Gli altri sono il vostro obiettivo: gli altri cercano in voi bellezza…simpatia…
intelligenza e sensualità! E che cos’avete da offrire voi?
ANTONIO: Una menta?
DR. POP: (c.s.) NO! Voi…avete da offrirgli un tesoro nascosto! (tutti fanno cenni di stupore) Lasciate che vi faccia un esempio, che vi mostri dove si trova con l’aiuto della nostra Anne De Cleves: tranquilli, non si deve spogliare.
Dicci, Anne…come mai sei vestita da “Star Trek”?
ANNE DE CLEVES: Perché in “Star Trek” ogni creatura, per quanto sia strana o mostruosa, viene giudicata per ciò che è e non per il suo aspetto fisico. (comincia a piangere) Invece…tutti vedono i miei chili di troppo…e nessuno vede che sono bella dentro!
DR. POP: (avvicinandosi a lei) Ebbene, cara Anne…d’ora in poi non vedremo il tuo aspetto esteriore su questa nave, ma vedremo la tua bellezza interiore. (agli altri) Vero?
TUTTI: Sì! Vero! Verissimo! Sì sì!
DR. POP: (sorridente, indicando Anne) Allora guardate laggiù e ditemi cosa vedete! Forza! Cosa vedete?
GIUDA: Con la cicciona davanti, praticamente nulla.
DR. POP: (c.s.) Coraggio, amici! Avete molto da offrire agli altri! Fatelo anche fra di voi: familiarizzate e vedrete che in breve andrete oltre l’aspetto fisico. Io, intanto, vado a preparare una cosuccia per voi…(esce. Escono anche Antonio ed Enrico. Rimangono solamente Robert, Anne De Cleves e Giuda)
ROBERT: Di che segno sei, Anne?
ANNE DE CLEVES: Pesci.
GIUDA: Ascendente cozza!
ANNE DE CLEVES: E tu?
ROBERT: (titubante) Oh…io sono del topo…un segno poco conosciuto! (Anne De Cleves tenta di baciarlo)
ANNE DE CLEVES: (tono provocante) Mi piacciono, gli uomini del topo…sono così passionali…(Robert tenta di buttarsi dalla nave, ma riesce a liberarsi dalla stretta di Anne. Entra Antonio)
ANTONIO: (eccitato) Ragazzi! Io proporrei di fare una festa a sorpresa al dottor Pop, l’uomo che ci ha ridato la speranza!
Tutti i pazienti si riuniscono davanti alla porta che da’ alla cabina del dr. Pop, in attesa di fargli un bel “SORPRESA!”.
GIUDA: (ridendo) Che buffi che siamo! Pure Enrico ha smesso di piangere! Se lo vedesse Idelena…(Enrico scoppia a piangere. Antonio apre la porta e vede il dr. Pop che ghigna)
ANTONIO: (preoccupato) Che fa, dr. Pop?
DR. POP: (ghignando) L’avevo calcolato…fra non meno di dieci minuti questa nave si schianterà contro un iceberg! Moriremo tutti!
ANTONIO: (allarmato) Perché, dr. Pop!? PERCHÉ!?
DR. POP: (con tono tipo pazzo isterico) Perché? Perché mia moglie mi ha lasciato! E il dolore è così grande…ma voi non potete capirmi! Non c’è futuro per noi, là fuori! Tanto vale farla finita subito!
ANTONIO: Dr. Pop…noi abbiamo ancora molto da offrire agli altri.
DR. POP: (guardandolo) Lo credi…davvero?
ANTONIO: Certo, dr. Pop.
DR. POP: (c.s.) Posso avere una menta? (Antonio gliela porge)
ANTONIO: Ecco, dr. Pop.
DR. POP: (mangia la menta) CI SEI CASCATO! Adesso anche a te non rimane più niente da offrire! (ride. Antonio si dispera)
GIUDA: (a Robert) Presto, padrone…abbandoniamo la Elena! (Robert si abbraccia a uno dei tubi della nave) EHI! Ma che fate!? È una nave! È una cosa fredda e insensibile che non può amarvi!
RPBERT: Proprio come lei…com’era la mia Elena…non ci lasceremo un’altra volta!
GIUDA: (sbottando) Insomma, padrone! Questa nave si chiama Idelena, capito!? IDELENA! (entra Floriano e spintona via Robert, abbracciandosi al tubo) Andiamo via, padrone, presto! (Robert si butta a mare. Entra Anne De Cleves)
ANNE DE CLEVES: EHI ! ASPETTATE ! FATEMI PARTIRE CON VOI !
GIUDA: (con aria di sufficienza) Mi spiace, Anne de Cleves: sei troppo bella dentro! (si butta. Rimane solo Anne de Cleves)
ANNE DE CLEVES: Ma non finirà così! C’è ancora una possibilità per le ragazze come me!
Si butta anche lei. Cala il sipario.
ATTO 2
(Robert, Giuda, Anne de Cleves)
Sipario. Una casa arredata in stile antico con un tavolo, delle sedie e un divano. Sul lato destro del palcoscenico c’è un quadro raffigurante una donna che guarda verso una parte. Si vede Robert che parla con quel ritratto di donna.
Mentre Robert parla, entra Giuda.
GIUDA: (compiaciuto) Padrone, devo ammettere che, dopo la terapia di gruppo, avete smesso di comportarvi in maniera strana.
ROBERT: Eh già…lo stavo raccontando al ritratto di Elena.
GIUDA: A proposito…ho notato delle tracce di rossetto sulla vostra camicia…
ROBERT: (sorridendo) Le hai notate, eh?
GIUDA: Vi siete travestito un’altra volta da Marilyn Monroe?
ROBERT: (calmo e allegro) Giuda, mio fedele servitore, quelle tracce di rossetto significano che ieri sera ho passato una piacevole serata con una persona conosciuta alla terapia di gruppo.
GIUDA: E chi è?
ROBERT: (calmo) Prova a pensarci, piccino…nel gruppo eravamo solamente io, Antonio, Enrico e Anne de Cleves. Secondo te, con chi sono uscito?
GIUDA: Antonio?
ROBERT: (visibilmente irritato) No, non è Antonio! Prova a pensare a qualcuno di più femminile, piccino! Non è difficile, su…spremi quel limone!
GIUDA: (dopo averci pensato) Enrico?
ROBERT: (sbottando) ANNE DE CLEVES! SONO USCITO CON ANNE ! ANNE DE CLEVES!
GIUDA: (preoccupato) Anne de Cleves !? Ma…è una cicciona larga come una portaerei! Non vorrete dire che vi ha baciato?
ROBERT: No…a dire il vero, dopo averla riaccompagnata a casa mi sono travestito da Marilyn Monroe…ma stasera Anne ha detto che viene a trovarmi. Il tempo di far decollare l’ultimo jet e arriva! (avanza verso il ritratto) Guarda che faccia ha fatto, Elena: credeva che non avrei mai più avuto una ragazza!
GIUDA: E ha vinto la scommessa!
ROBERT: (calmo) Tu sei ancora giovane e immaturo, Giuda…ti fermi alle apparenze. Ma io non guardo l’aspetto fisico di Anne De Cleves.
GIUDA: Non ne avete il coraggio, eh?
ROBERT: (irritato) E va bene! Anne sarà anche una cicciona enorme, ma in compenso…(tira fuori da una quinta un lenzuolo di tela)…mi ha dato una foto da tenere nel portafoglio.
GIUDA: (preoccupato) Padrone…tornate in voi! Siete stato in un gruppo di persone sole…lei si sentiva sola…voi vi sentivate solo e…ZAK! Vi siete messi insieme per non soffrire più…ma è stato un gesto compiuto dalla disperazione, non dall’amore.
ROBERT: (c.s.) Molto divertente, Giuda, ma se le persone compiono gesti disperati…cosa mi dici allora di Antonio ed Enrico? Loro erano soli e disperati come me, ma non si sono messi con Anne De Cleves! E adesso basta con queste sciocchezze! Sta per arrivare, e voglio che si senta a suo agio in questa casa!
GIUDA: Copro gli specchi?
ROBERT: No. Meglio toglierli. (suona il campanello) Questa dev’essere la donna dei miei sogni!
GIUDA: Oh no! Proprio adesso che deve arrivare Anne! (apre la porta)
ANNE DE CLEVES: (sorridente) Ciao carino! È in casa il mio pucci pucci?
GIUDA: No, signora…avete sbagliato porta.
ROBERT: (rabbioso) Sono io pucci pucci, idiota! (Giuda si toglie) Ciao, Anne…come sei elefante, stasera!
ANNE DE CLEVES: (sorpresa) “Elefante”?
GIUDA: (allegro) Scusatelo: voleva dire “Ippopotamo”, ma si è confuso!
ROBERT: (furioso) ELEGANTE! VOLEVO DIRE “ELEGANTE”!
ANNE DE CLEVES: Il tuo schiavetto ha la lingua lunga, vero? (da a Giuda una banconota) Tieni, vai a tenerla occupata e comprati un gelato panna e fragola!
GIUDA: Grazie, signora grossa! (esce)
ANNE DE CLEVES: (sedendosi sul divano) Finalmente soli…
ROBERT: Strano…a me sembra che ci siano una quindicina di persone, in questa stanza…
ANNE DE CLEVES: (fissandolo negli occhi) Sapessi quanto ho desiderato avere uno straccio d’uomo…e adesso ho incontrato te…
ROBERT: (tono romantico) Oh, Anne…anche tu mi piaci moltis…(entra Giuda)
GIUDA: (gridando) La fragola era finita!
ROBERT & ANNE: (furiosi) PANNA E CIOCCOLATO! (Giuda esce)
ANNE DE CLEVES: A proposito, caro…hai saputo di Antonio ed Enrico?
ROBERT: No.
ANNE DE CLEVES: Si sposano. (tentando di baciarlo) La solitudine fa fare proprio delle strane cose…(entra Giuda)
GIUDA: (c.s.) IL CIOCCOLATO NON MI PIACE!
ROBERT: (spazientito) Avanti, Giuda! Lasciaci in pace! Il tuo padrone ha da fare, adesso!
GIUDA: Pucci pucci ordina, idiota esegue! (esce)
ANNE DE CLEVES: Che cos’ha il servo?
ROBERT: Ehm…non badargli, tesoro: è geloso a modo suo. Cerca di spingermi a farti notare tutti i tuoi difetti, costringendomi a lasciarti! (ride)
ANNE DE CLEVES: Ultimamente sto seguendo una dieta, ma non sono ancora riuscita a raggiungerla! (ride)
ROBERT: (verso le quinte) Giuda, mio fedele servitore, potresti portare una tartina al maiale alla nostra ospite?
GIUDA: È seduta vicino a voi, spalmatele solo il burro sul pane e metteteglielo sopra! (entra. Robert irritato va da lui)
ROBERT: Giuda…che diavolo significa quella messinscena? Beh…sappi che Anne non è sempre stata così: c’è stato un periodo in cui pesava 55 kg!
GIUDA: Davvero, padrone? E quando?
ROBERT: Alla nascita.
GIUDA: (preoccupato) Padrone, lasciate che ve lo dica…
ROBERT: (sbottando) Lo so! LO SO! Non vuoi che io stia con Anne de Cleves perché è una gran brutta grassona con i brufoli, la forfora, l’alitosi e il cervello fermo al semaforo verde da mezz’ora! È questo che intendevi dirmi, vero?
GIUDA: Veramente volevo dirvi che Anne non è la persona che fa per voi. Però la storia del semaforo è carina.
ROBERT: Anne mi ama per quello che sono, è per questo che mi riempie di luce, mi da’ energia, mi fa venire voglia di fare una pazzia con lei!
GIUDA: La volete prendere in braccio?
ROBERT: (calmo) No, imbecille! Pensavo di partire per un viaggio lungo e avventuroso.
GIUDA: Le girate intorno?
ROBERT: (c.s.) Bravo, Giuda…proprio bravo…sei solo capace di prendere in giro quella povera ragazza! Ma non provi nemmeno un briciolo di vergogna?
GIUDA: E perché? Mica sono io che devo farmi vedere in giro insieme a lei. Vi preparo uno stuzzichino al tonno?
ROBERT: (c.s.) No, Giuda…vieni con noi in salotto, così avrai modo di convincerti del buon carattere di Anne. (i due vanno verso il salotto)
ANNE DE CLEVES: (ironica) Oh, che carino ! Il nanetto viene a fare conversazione con noi…dove sono gli altri tuoi sei amichetti ? Sono rimasti in miniera?
GIUDA: Avrebbero voluto, ma vi siete messa i collant stretti e non sono riusciti ad entrare.
ROBERT: (ignorando Giuda) Suvvia, parliamo d’altro: qual è il titolo dell’ultimo libro che hai letto, Anne?
ANNE DE CLEVES: Ho letto “La passione nel deserto”. È uno di quei romanzi d’amore che si trovano in edicola ogni settimana.
ROBERT: (interessato) Ah. È una collana?
ANNE DE CLEVES: No, è un libro.
GIUDA: È VERDE!
ROBERT: (ignorando Giuda) Un titolo veramente intrigante, sì. Me lo segno, così me lo vado a comprare…hai detto “nel deserto”, vero?
ANNE DE CLEVES: No. In edicola. (si volta dietro.) Chi sta suonando il clacson?
GIUDA: (preoccupato) Padrone, vi prego! Ascoltatemi! Non è troppo tardi per tornare indietro!
ANNE DE CLEVES: (abbracciando Robert) L’ho sentito! Robert…questo piccolo mostriciattolo vuole rovinare la nostra felicità!
ROBERT: (furioso) Se tu non vuoi bene a nessuno non è colpa mia, Giuda, ma devo chiederti di andartene da questa casa, dove regna l’amore!
GIUDA: (furioso) E va bene, padrone: l’avete voluto voi!
Giuda pronuncia una formula magica. Dopo averla detta, al posto di Anne de Cleves c’è ancora Anne de Cleves, ma con tipo 135 chili di meno.
ROBERT: (guardando la “nuova” Anne) Ma…Anne è dimagrita di colpo! È diventata bellissima! Grazie, Giuda…sapevo che non eri così cattivo come sembravi! (abbraccia Anne) Oh, Anne…cara Anne…sei così cambiata…ma per me non è cambiato nulla!
ANNE DE CLEVES: (schifata) Non toccarmi, mostro! Ora che sono bella e magra, posso permettermi di meglio! Addio! Ah, e fai un po’ di ginnastica che hai una pancia che fa schifo! (esce ridendo. Robert rimane a fissare la porta)
GIUDA: (rammaricato) Mi spiace, padrone: ho dovuto farlo…
ROBERT: Un momento, Giuda…sento…sento come se non fosse finito niente! C’è qualcun altro che mi vuole bene! (guarda il ritratto) Allora…ALLORA ELENA STA PENSANDO A ME!
GIUDA: Può darsi, padrone: può darsi…
ROBERT: (corre verso il telefono) ELENA! Sapevo che il nostro amore era immortale! Me lo sentivo!
GIUDA: Buonanotte, padrone. (esce)
ROBERT: (compone il numero) Oh, Elena, eccomi! Eccomi! (attende il segnale. Elena risponde fuori campo) Elena? Sono io, Robert!
ELENA: CHI!?
ROBERT: (sminuito) Robert…sono…io…
ELENA: IL NUMERO TATUATO SULLA COSCIA, IDIOTA! LEGGIMI IL NUMERO TATUATO SULLA COSCIA DESTRA! (Robert riattacca disperato) Pronto? Ehi, pronto?
ROBERT: (sbottando) Ma allora chi è che mi pensa!? Chi è che mi vuole bene!? Chi!? CHI!? (dopo un attimo di esitazione, va verso la quinta) Giuda? Stai dormendo?
GIUDA: (dalla quinta) Sì.
ROBERT: (affranto) Scusa…buonanotte.
Chiude la porta. Si abbassano le luci. Cala il sipario.