VENERDI 12 - IL RITORNO DI ELENA

PERSONAGGI


ROBERT: Un ragazzo come tanti, se non fosse che una maschera gli copre perennemente il viso. Diventato deforme in seguito ad una maledizione, Robert non aspetta altro che la buona occasione per ritornare umano.



ELENA (ex del protagonista): L’ex ragazza di Robert. Dal fisico prorompente e la sensibilità di un bulldozer, Elena ha lasciato Robert in una maniera bruttissima, quasi in silenzio. L’unico ricordo che Robert ha di lei è un quadro che ha appeso nella sala principale della sua casa, e davanti al quale spera che l’amata Elena torni con lui.



GIUDA (maggiordomo di Robert): Il migliore amico di Robert, che gli fa anche da maggiordomo e factotum. Pronto a consolarlo ed aiutarlo, è la celebre “spalla su cui piangere”, sperando che non si scansi all’ultimo momento!



Valeria, la vicina di casa di Robert


Un ragazzo sui vent'anni











SCENA 1


(Robert, Giuda)

Robert è su un letto, dormendo beatamente e facendo un bellissimo sogno. Mentre lui dorme, una voce fuori campo fa sì che il suo sogno sia spiegabile a tutti.

ELENA: Robert…ci ho ripensato! Non posso vivere senza di te! Perdonami per tutte le cose cattive che ti ho detto…ma io…ho avuto paura! Paura di questo nuovo sentimento che non avevo mai conosciuto, prima di incontrarti: l’amore! Robert? Cosa c’è? A cosa stai pensando?

ROBERT: Per un istante…ho immaginato come sarebbe stata la mia vita se tu non fossi tornata indietro: mi sarei trasformato in un mostro e avrei vissuto nel tuo ricordo in compagnia di un ripugnante nanetto come servitore.

ELENA: (ridendo) Che fantasia che hai, amore!

ROBERT: Oh, Elena…

Entra Giuda. Si sentono colpi di un gong, battuti da lui. Robert cade dal letto letteralmente.

GIUDA: Buongiorno padrone! Sono le nove! SVEGLIAAA! SVEGLIAAAAAAAAA!

In mezzo a milioni e milioni di persone felici, l’amore ha generato una patetica creatura che ogni giorno si lamenta nel suo tetro antro, in cima ad un grattacielo. Il suo volto è un ammasso ributtante di carne viva; la sua bocca un taglio feroce che lo attraversa; le sue mani, due artigli coperti di squame. Eppure…qualcosa di umano gli è rimasto.
Il bancomat.


ROBERT: NOOOOOOO!!!!!!! NOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!! NOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!

GIUDA: (preoccupato) Cosa vi è successo, padrone?

ROBERT: Ho perso il bancomat.(pausa) Giuda, mio fedele servitore, la sfortuna si accanisce su di me! Mi ha tolto l’amore…mi ha trasformato in un mostro...e mi affligge con altre mille disgrazie!

GIUDA: Coraggio padrone, non dite così! La vita ci regala di continuo piccole gioie! Guardate laggiù! (indica un punto fuori dal palcoscenico)

ROBERT: Ma è un funerale, Giuda!

GIUDA: Sì, ma non è il vostro!

ROBERT: Eppure…un tempo anche io ero felice come un tanga della Bellucci. Poi…Elena mi ha lasciato e ho creduto di impazzire! Sentivo delle voci che mi chiamavano “Robert! Robeeeeeeert!” ho dovuto prendere psicofarmaci per mesi!

GIUDA: E poi le voci hanno smesso?

ROBERT: No. Però adesso chiamano “Sergio! Sergioooooooo!”. E adesso dovrà vedersela lui. Senza Elena, non sapevo cosa fare. Gli amici mi dicevano di uscire…ma da casa loro, frequentavo donne che dicevano “Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace…e tu non mi piaci!”! Ma dopo tanti anni…ho capito che per me non c’è più posto nel mondo! Così…ho deciso di fare ciò che ho rimandato troppo a lungo! Finalmente mi chiuderò per sempre nel mio dolore! (Giuda corre ad abbracciarlo)

GIUDA: Oh padrone! Sono così contento per voi!

ROBERT: Grazie, Giuda. Sai, se certe cose non le faccio adesso che sono giovane…starò nascosto in cima a questo grattacielo per sempre! Nessuno vedrà più il mio volto! Nessuno! Perché la gente è cattiva! La gente ride della bruttezza degli altri!

GIUDA: Chi oserebbe mai, padrone?

ROBERT: Il bottegaio in fondo alla strada, per esempio!

GIUDA: Quale? Quello strabico con il nasone?

ROBERT: (ridendo) Proprio quello, Giuda! È buffo, sai? Adesso che ho deciso di abbandonare ogni speranza di felicità, ho sognato che Elena tornava da me.

GIUDA: Era tutta nuda?

ROBERT: No.

GIUDA: Ah, allora io l’ho sognata dopo!

ROBERT: Ma se il ricordo è tutto ciò che è rimasto di lei…(va verso una quinta e prende una figura di donna)…ELENA VIVE ANCORA!

GIUDA: (preoccupato) Padrone…forse la situazione vi è sfuggita di mano…state considerando Elena come una di quelle divinità che ogni sera richiedevano il sacrificio di un vitello grasso!

ROBERT: (dirigendosi verso l’altra quinta) Infatti qui c’è la stalla! Mio buon Giuda, in questo modo io ed Elena staremo insieme per sempre! (pausa) Ma tu mi guardi con perplessità, mi tratti con gentilezza…credi forse che io sia pazzo, vero? Vero? (pausa) NON SONO SERGIO! LO VOLETE CAPIRE O NO?! (suonano alla porta)

GIUDA: Chi sarà mai, padrone?

ROBERT: Chiunque sia, Giuda, mandalo via con una scusa qualunque! (esce)

Giuda apre la porta. Entra Valeria

GIUDA: Sì?

VALERIA: (allegramente) Ciao! È in casa il tuo padrone?

GIUDA: Mi dispiace, signorina, ma in questo momento il padrone è sdraiato nudo sull’acquario per vedere se abboccano.

Entra Robert.

ROBERT: Grazie tante, Giuda, non potevi dire che stavo dormendo?

GIUDA: Sì, ma chi dorme non piglia pesci, padrone.

ROBERT: Avanti, idiota, fai entrare la signorina! (Giuda esegue, poi torna da Robert) E ributta in acqua la carpa! (alla ragazza) Prego…

VALERIA: (gli stringe la mano) Sono la tua vicina di casa. Mi chiamo Valeria.

ROBERT: Robert. (ricambia la stretta) Vieni, andiamo in salotto. Giuda, porta una sedia!

Giuda esce per poi rientrare con una sedia, la mette vicino a quella di Robert e ci si siede lui invece che Valeria.

ROBERT: Allora, Valeria…come fai a sopportare il tuo nome?

VALERIA: Beh…a me piace. A voi no?

ROBERT: (scoppiando a ridere) Santo cielo! Certo che no! Vero, Giuda? (Giuda vomita) Bastava un “no”, Giuda. (Robert osserva il pavimento) E poi smettila di mangiare i miei funghetti sottaceto!
Dopo quel penoso incidente, Robert si alza e va da Valeria.

ROBERT: Senti, Stella…perché non beviamo qualcosa?

VALERIA: Volentieri!

ROBERT: C’è un bar qui sotto. Ti va di uscire?

VALERIA: Sì, certo!

ROBERT: Allora…a me porti un cappuccino e a Giuda…tu che prendi, Giuda?

GIUDA: Un rosso antico!

ROBERT: Grazie!

Valeria esce. Robert chiude la porta e Giuda va a sbrigare le faccende di casa. Robert rimane da solo, osservando il carillon con la ninna nanna di Brahms che suona la sua dolce melodia.

ROBERT: Ricordo vagamente che su questo piccolo piedistallo girevole c’era una figuretta…ma il giorno in cui Elena mi aveva lasciato, il carillon era caduto, aprendosi, e la figuretta si era probabilmente staccata, finendo chissà dove.
Più ci ripenso e più sorrido teneramente pensando ai gusti musicali di Elena: per certe cose, era come una bambina…ma a letto era una tigre!
Così almeno mi dicevano.
GIUDA! (Giuda entra)

GIUDA: Il padrone ha chiamato?

ROBERT: Giuda…stavo pensando che forse non siamo stati troppo gentili con quella ragazza. Dopo tanti anni di solitudine abbiamo dimenticato l’educazione? (Giuda si lascia sfuggire un peto) GIUDA!

GIUDA: Ho messo la mano davanti!

ROBERT: Ma non era uno sbadiglio!

GIUDA: E io che credevo che i fagioli mi facessero venire un gran sonno…Via, padrone! Non vi preoccupate troppo per Valeria! È solo una femmina, e le femmine sono una tale scocciatura!

ROBERT: Giuda, questi discorsi li facevamo quando eravamo all’asilo. E non ho più voglia di ascoltarli!

GIUDA: Sì, ma le femmine sono…(Robert si tappa le orecchie e canta per non sentirlo)

Suonano alla porta.

GIUDA: Chi sarà?

ROBERT: Vai a vedere, Giuda! Io corro a sdraiarmi sull’acquario!

Giuda va ad aprire. Sull’uscio c’è Valeria con in mano un vassoio pieno di bevande.

VALERIA: Ciao! Ho preso anche un vasetto di funghetti sottaceto!

Giuda prende i funghetti e una bottiglietta di alcolico ed esce. Rimangono Robert e Valeria, che si siedono e parlano.

ROBERT: Allora, Stella…come mai sei venuta a trovarmi se non sai nemmeno chi sono?

VALERIA: Volevo conoscere il famigerato Robert! In questo grattacielo circolano un sacco di storie su di te!

ROBERT: Ad esempio?

VALERIA: Dicono che mangi i bambini!

ROBERT: GIUDA! (Giuda entra) Scusa…la cena che mi hai dato ieri sera…non era maiale?

GIUDA: Non saprei, ho già buttato via i vestiti.

ROBERT: E poi…Stella…cos’altro dicono di me?

VALERIA: Beh…dicono che indossi una maschera perché sei una creatura mostruosa.

ROBERT: (ridendo) Dicono così, eh? E dimmi, ti piacerebbe scoprire se è vero?

VALERIA: Oh sì! Posso?

Robert le afferra violentemente la mano.

ROBERT: Sciocca ragazza! Chi ha osato posare il suo sguardo sul mio orribile volto è diventato completamente idiota dal terrore, e adesso può dire solo "sì e no"!

VALERIA: Davvero?

ROBERT: Sì e no. (pausa) Ma un’altra cosa è la verità, e per quante storie possano raccontarti…nessuna potrà mai essere terribile come la verità!

VALERIA: Però quello che dicono del vostro appartamento è la verità. È un appartamento molto strano. Sembra che tutto sia come sospeso nel tempo…sento…sento che nell’aria c’è una gran sofferenza!

ROBERT: Hai sbadigliato di nuovo, Giuda?

GIUDA: Sì e no.

VALERIA: Era molto bella, vero?

ROBERT: Chi?

VALERIA: La tua ragazza. Era molto bella, vero?

ROBERT: Elena…Elena era così bella da far del male agli occhi…era un’alba di sole dopo la notte di pioggia…era un soffio di vento nell’afa della vita…una sfumatura di colore…nel grigio dell’esistenza…e quando mi ha lasciato, il mio cuore ha smesso di battere.

GIUDA: Ma lei no!

ROBERT: (guardando Giuda) Forse stasera sacrificherò il vitello piccolo.

GIUDA: Scusate, scappo che ho lasciato un libro aperto! (esce)

VALERIA: E poi? Cos’hai fatto dopo che ti ha lasciato?

ROBERT: Mi sono chiuso in casa a piangere per anni.

VALERIA: E non è arrivato, il momento di reagire?

ROBERT: Sì, ma ero fuori a fare la spesa.

VALERIA: Non ti preoccupare, vedrai che troverai un’altra ragazza.

ROBERT: Un’altra ragazza!? Io non ne voglio un’altra! Voglio Elena!

VALERIA: Ma Elena non tornerà mai indietro! Devi fartene una ragione! Andiamo, Robert, devi affrontare la realtà!

Robert si tappa le orecchie e canta per non sentirla. Valeria esce furiosa. Squilla il telefono. Robert va a rispondere.

ROBERT: Pronto? (pausa) NO! NON SONO SERGIO! NON SONO SERGIO! (riattacca) GIUDA!

Entra Giuda

GIUDA: Eccomi, padrone. Sacrifichiamo il vitello grasso?

ROBERT: No, stasera si è fatto tardi. Faccio solo un paio di hamburger.

GIUDA: La ragazza se n’è andata?

ROBERT: Avevi ragione tu, Giuda. Era una gran scocciatrice! A sentire lei c’è rimedio a tutto…tutto si risolve…insopportabile!

GIUDA: Un’ottimista?

ROBERT: Già. Ma l’ottimista, caro Giuda, è solo un pessimista male informato! Io invece conosco molto bene la situazione…e ti assicuro che non c’è modo di uscirne! Non c’è un varco! E allora vieni, Giuda! Stammi vicino e che la solitudine inizi! (suonano alla porta) ORA BASTA! Voglio rimanere solo con i miei ricordi.

Giuda va ad aprire. Sull’uscio c’è Elena in persona.

ELENA: Ciao. Mi chiamo Elena, e sto cercando qualcuno che mi faccia sentire una vera donna!

GIUDA: Provi a suonare a Favazzi-Dellatana. È la terza porta a destra. (Elena esce) NO! CHE IDIOTA! SIGNORINA ELENA! È la terza porta a sinistra! A SINISTRA!

SCENA 2


(Robert, Giuda, Elena)


Entra Elena. Appena Robert la vede sembra come in estasi mistica.

GIUDA: Se la donna di cui eravate follemente innamorati tornasse da voi dopo avervi abbandonato come un cane tanti anni prima, come reagireste? La caccereste da casa vostra o pendereste dalle sue labbra come un tempo?

ROBERT: Cosa vuoi che risponda, tesoro?

ELENA: Non lo so, Robert, nessuno mi ha mai abbandonata come un cane! (ride)

iRobert ride e si comporta da cane. Poi torna uomo.

ROBERT: Elena, mia dolce Elena…ancora non mi pare vero che tu stia qui a curiosare qua e là per casa mia!

ELENA: Ma lo sai che hai davvero una casa orribile, Robert? A chi l’hai fatto scegliere l’arredamento? Al tuo criceto?

ROBERT: Oh, Elena, ma che ti importa dell’arredamento!? Adesso stiamo di nuovo insieme e nemmeno una calcolatrice potrà dividerci più! (Giuda si avvicina) Ancora ricordo quando la baciai per la prima volta sulla bocca! Beh…a dire la verità, non la baciai proprio sulla bocca. Anzi, ad essere pignoli, non era proprio lei, ma il chihuahua era suo, questo sì!

GIUDA: Cioè volete dire che…la prima volta avete baciato il chihuahua?

ROBERT: Beh, sì…anche se devo ammettere che con lui non era nemmeno la prima volta!

ELENA: ROBERT! Questo stupido vecchio telefono non funziona! Non riesco a mettermi in contatto con le mie amiche!

ROBERT: Elena…tesoro mio…ho una curiosità che tormenta il mio ego maschile…

ELENA: La media è di almeno 16 cm.

ROBERT: (piangendo) Noooo! Lo sapevo! (torna serio) Ma non era quella la cosa che volevo chiederti. Elena, mia dolce Elena…con tutti gli uomini che potevi avere, alti, belli, simpatici, intelligenti, ricchi…perché dopo tanti anni sei tornata da me?

ELENA: È strano, sai? Avevo deciso di non vederti mai più, poi…mi sono trovata a suonare al tuo campanello, e non ricordo nemmeno come sono arrivata qui!

ROBERT: Oh Elena! Elena mia…sai come si chiama questo? È una parola importante che inizia per “A”…

GIUDA: “Alzheimer”?

ROBERT: Giuda, non dovevi andare a donare i tuoi organi?

GIUDA: È VERO! Vado, sennò trovo fila! (esce)

Robert ed Elena rimangono soli

ROBERT: Tu forse non te ne sei ancora resa conto…ma quel sentimento nuovo che senti dentro di te è amore! È l’amore che rende tutto possibile, Elena…è l’amore che ti ha fatto tornare da me…è l’amore che ti fa battere il cuore più forte quando senti i passi dell’altro che si avvicinano!

ELENA: Il mio cuore non batte più forte quando sento i tuoi passi che si avvicinano (entra Giuda).

GIUDA: Perché adesso lui ha le suole di gomma!

Robert prende a calci Giuda.

ROBERT: Elena, ma non mi hai ancora detto perché volevi telefonare alle tue amiche.

ELENA: Ma come…Robert…non lo ricordi nemmeno? Domani è sabato 12 ottobre! Il mio compleanno! (esce)

ROBERT: GIUDA! VIENI FUORI, CHE HO UNA NOTIZIA STRAORDINARIA! (entra Giuda, zoppicando) Giuda, mio saponificabile servitore, ti annuncio che da domani tornerò umano!

GIUDA: Ma padrone…avete detto così anche due mesi fa: “Mi sento cambiare, mi sento cambiare”…e il giorno dopo avete avuto le mestruazioni!

ROBERT: Stavolta non mi sbaglio, Giuda! Tutto ha un senso! Nel momento in cui la mia disperazione ha raggiunto l’apice, Elena è miracolosamente tornata da me…e domani è sabato 12! Il giorno del suo compleanno! Il giorno in cui, molti anni fa, lei mi lasciò e la maledizione mi trasformò in un mostro! Non capisci, Giuda? Tutto si sta ripetendo come allora! Il destino mi offre una seconda possibilità!
Domani…quando regalerò il carillon ad Elena…lei capirà che il sentimento che prova per me è amore…e io ritornerò umano!
Tanti anni fa ero giovane e ingenuo…e far innamorare Elena era come centrare quel cestino da lontano con la palla di carta (tira la palla di carta e manca il cestino) Ma adesso…adesso non sono più un ragazzino…ho più charme, più personalità…sono sicuramente più interessante di allora!

GIUDA: Dal punto di vista zoologico, sicuramente.

ROBERT: E stavolta il cestino è così vicino che domani, quando lancerò di nuovo la pallina di carta…là! (getta la pallina e manca il cestino)

Squilla il telefono. Robert va a rispondere.

ROBERT: Pronto?

VALERIA: (fuori campo) Ciao, Robert. Sono Valeria, la tua vicina d’appartamento. Sai, volevo scusarmi per come ho reagito ieri sera: me ne sono andata perché mi ero stancata di sentirti parlare di Elena: “Elena ha fatto così”, “Elena ha fatto cosà”, Elena, Elena…sempre quella Elena!

ROBERT: Oh, ma oggi sto benissimo, cara Stella! Erano anni che non mi sentivo così bene!

VALERIA: Davvero? Sono contenta per te! Allora ci sono buone notizie!

ROBERT: Infatti! Elena è tornata e…(Valeria riattacca violentemente)…pronto? Stella? Alò? Dev’essere caduta la linea. Strano! Beh, vado direttamente a casa sua a darle la bella notizia: che domani tornerò finalmente umano assieme a Valeria.

GIUDA: Valeria? Avete detto “Valeria”!

ROBERT: No! Ho detto “Elena”.

GIUDA: (con il copione in mano) Leggete la vostra battuta precedente. (Robert legge) Non è che per caso vi siete innamorato di Valeria, eh?

ROBERT: Giuda, non è che se dico il nome di una persona significa che sono innamorato di lei! (Giuda arrossisce) Cosa c’è adesso?

GIUDA: Avete detto “Giuda”.

ROBERT: (mandandocelo) Vado da Valeria!

GIUDA: Andate pure padrone, lo so che lo fate solo per farmi ingelosire!

Entra Elena con un lettore CD portatile, sentendosi della musica a tutto volume e ballando.

ROBERT: Ciao tesoro! Torno subito! (Elena non risponde e continua a ballare)

Robert esce. Elena rimane a ballare per un po’, poi si siede su un divano e spegne il lettore CD. Giuda si avvicina a lei.

GIUDA: Ditemi, bella padrona…è vero che nella vostra vita avete avuto molti uomini?

ELENA: Cosa vuoi…all’inizio avevo provato a collezionare francobolli, ma mi annoiavano. E poi dovevo essere io a leccarli. Gli uomini sono così carini invece: farebbero qualsiasi cosa per me!

GIUDA: Il mio padrone ha sofferto molto quando lo avete lasciato…

ELENA: Davvero? Strano!

GIUDA: Perché vi pare strano?

ELENA: Perché io non l’ho affatto lasciato. (esce)

Esce anche Giuda.



SCENA 3


(Robert, Valeria, Elena poi Giuda)


Valeria è a casa di Robert e stanno parlando lui seduto alla destra del palcoscenico, lei sulla sinistra. Vicino a Robert c’è una piccola bambola di pezza.

VALERIA: Non ha senso! Dopo anni Elena viene a casa tua come se niente fosse e non ti chiede nemmeno perché porti una maschera?

ROBERT: Pensi che io sia pazzo, vero? Avanti, puoi dirmelo tranquillamente: me lo ha detto anche la tua bambola di pezza! (pausa) Scherzavo! (ride)

VALERIA: (alzandosi) Beh, io vado a fare un tè.

ROBERT: (guarda la bambola) Taci, faccia da stracci! (va verso Valeria) Andiamo, Stella! Elena ha capito che non poteva stare lontana da me! Che nessun altro poteva darle ciò che le offro io, per questo lei è tornata! Se non è amore questo, allora vuol dire che qualcosa mi è sfuggito della storia di Giulietta e Renato!

VALERIA: È comodo, così…senza sentirti piangere ogni notte…senza vederti provare a vivere giorno per giorno…e comunque è la storia di Giulietta e Romeo! (va verso la porta) Bene. Volevi il parere di una persona estranea e l’hai avuto. Ora, se vuoi scusarmi, ho un impegno.

ROBERT: Verrai alla sua festa di compleanno, domani sera?

VALERIA: Se vuoi…

ROBERT: Senti…volevo anche dire che…ecco…magari non ci conosciamo da molto, è vero…però…per me non sei una persona estranea.

VALERIA: E questo cosa significa?

ROBERT: Beh…niente! Io…io…(ride. Valeria esce) GIUDA! (entra Giuda) Stasera non sbaglierò! Ho calcolato tutto alla perfezione!

GIUDA: Cosa farete, padrone?

ROBERT: Con la scusa di mostrarle i miei giocattoli e i simboli del mio passato, ho invitato a casa Elena per una bollente notte di sesso! E ho anche un contraccettivo: il preservativo che mi ha regalato Gigi!

GIUDA: Scusate, padrone…sapete come si usa, vero?

ROBERT: Spiritoso! (lo apre e lo mastica come se fosse un chewing-gum) Dio…ha un saporaccio! (suonano alla porta) Oh…ciao mia dolce Elena! Accomodati pure, mentre preparo il tamarindo!

Elena si accomoda, annoiata come sempre. Robert va a prendere due burattini.

ROBERT: Sai, Elena, volevo farti conoscere Mister Popoff e Miss Boccadoro. Sono burattini del teatro espressionista rumeno che…

ELENA: (interrompendolo) Vuoi fare sesso, vero? (Robert arrossisce) Avanti, tesoro…fammi vedere cosa sai fare!

ROBERT: (esitando) Sì…allora…ecco…

ELENA: Su, coraggio! Avrai già fatto sesso con qualcuno, vero? (Robert è paralizzato dalla vergogna) O forse ti vergogni perché hai provato qualcosa di particolare? Comunque sia, se l’hai già fatto allora sai come si fa! È come andare in bicicletta, una volta che hai imparato non lo scordi più!

ROBERT: Allora…vado un attimo in bagno a preparare l’animale! (esce)

Robert esce. Elena sta tipo un quarto d’ora ad aspettarlo e nel mentre fa qualcosa per ingannare il tempo. Poi, stufa dell’attesa, grida alla quinta dove è uscito Robert.

ELENA: Robert, possiamo sbrigarci che dopo devo andare in macelleria a comprare il polmone per il chihuahua? (pausa lunga. Elena comincia a picchiare alla porta) Robert? Robert? Sei lì dentro? Robert? (esce furiosa)

Un attimo dopo che Elena è uscita, Robert entra di nuovo e prende uno dei suoi burattini.

ROBERT: Beh…miss Boccadoro…credo proprio che anche stasera me la passerò da solo. (pausa) Come dice, miss Boccadoro?

Robert lascia il burattino e si fissa su un batuffolo di pelo sul pavimento.

ROBERT: Giuda?

Entra Giuda

GIUDA: Sì, padrone?

ROBERT: Come mai il criceto non si muove più?

GIUDA: Strano…gli avevo anche messo dentro le pile nuove! (guarda Robert triste) Cos’avete, padrone? Anche ieri ve ne siete stato tutto il giorno in un angolo della cucina, mogio mogio, e poi ho scoperto che era il sacco della spazzatura!

ROBERT: E se domani le cose non andassero per il verso giusto? Se Elena mi rifiutasse di nuovo?

GIUDA: A proposito di Elena, padrone, ho da darvi due notizione: una bruttissima e una bellissima!

ROBERT: Quale sarebbe la bruttissima?

GIUDA: Che non mi ricordo la bellissima! Andiamo, padrone! Perché vi agitate?

ROBERT: Perché quando arriva il momento giusto, dico sempre la cosa sbagliata!

Entra Elena vestita molto leggera

ELENA: Robert, vieni a lavarmi la schiena?

ROBERT: (seccato) NO! Non vedi che sto parlando? (Elena esce)Capisci, Giuda? E quando mi accorgo di avere sbagliato, è troppo tardi!

GIUDA: Padrone, in questi casi…appena vi accorgete di aver sbagliato, andate da lei e cercate di rimediare con una scusa qualunque!!

ROBERT: Ben detto, Giuda! Farò come dici! Ti prego…avvisami anche tu quando sbaglio!

GIUDA: Allora padrone…vorrei farvi notare che poco fa Elena vi ha chiesto di lavarle la schiena!

ROBERT: Occupatene tu, Giuda! Ho una cosa urgentissima da fare! Mi sono ricordato adesso che non abbiamo più zucchero! Vado da Valeria a chiedergliene una tazza!

GIUDA: Va bene, padrone! (esce)

Robert va verso casa di Valeria, ma appena è lì vede la ragazza in compagnia di un altro ragazzo, e si stanno scambiando coccole e tenerezze.

RAGAZZO: Allora…a presto! (esce)

VALERIA: A presto! (si danno un bacio. Valeria esce)

Entra Giuda.

GIUDA: Fossi in voi, non mi preoccuperei, padrone. Quel ragazzetto potrebbe essere chiunque. Anche il suo fidanzato! Beh…vado a chiedere lo zucchero a Favazzi-Dellatana! (escono)




SCENA 4


(Robert, Giuda, poi Valeria ed Elena)


Giuda è impegnato a mettere dei piccoli gechi su dei calzini. Quando si rende conto che il calzino è bello pieno, lo sbatte con energica forza e li appende ad uno stenditoio. Entra Robert.

ROBERT: Giuda, mio fedele servitore, smetti di preparare i salamini di geco e vieni qua un momento! (Giuda si avvicina a Robert) Come ben sai, Giuda, questa sera avrò la possibilità di tornare umano…avrò nuovamente un volto…delle mani…e tutte le mie imbarazzanti deformazioni fisiche spariranno!

GIUDA: Volete dire che non avrete più l’ano fischierino?

ROBERT: (spazientito) No, Giuda, non avrò più l’ano fischerino!

GIUDA: Sembrava sempre che qualcuno chiamasse un taxi! Poi mi voltavo ed era…

ROBERT: Ti ho detto che non ce l’avrò più! Mai più! MAI PIÙ!
GIUDA: Va bene padrone. Va bene. Non agitatevi. Prenderemo l’autobus!

ROBERT: Quello che sto cercando di dirti, Giuda, è che quando sarò tornato umano le nostre strade si divideranno…io non avrò più bisogno di un servitore e tu non avrai più bisogno di un padrone. Così…le avventure di Robert & Giuda finiscono qui!

GIUDA: Padrone…abbiamo vissuto insieme per tanti anni…abbiamo passato insieme tanti momenti: momenti belli, momenti brutti…e mi riempie di tristezza pensare che questa sarà la nostra ultima storia!

ROBERT: (accarezza Giuda) Giuda, piccolo Giuda….è vero, sarà la nostra ultima storia…ma sarà anche la più importante! Perché avrò questa possibilità! Solo questa! Non ce ne saranno altre, ed è proprio per questo che, dopo tanti momenti passati insieme, dopo averti conosciuto a fondo, dopo aver capito che persona realmente tu sia, stasera, Giuda, vorrei averti al mio fianco!

GIUDA: Oh padrone! (lo abbraccia)

ROBERT: Anche perché dietro non mi fido! Sai, fin dal primo giorno in cui conobbi Elena, mi innamorai perdutamente di lei e le scrivevo teneri bigliettini anonimi che le mettevo in borsa mentre lei era distratta! Non avrebbe mai saputo che ero stato io! (ride. Giuda lo guarda strano) È inutile che mi guardi così, Giuda: faceva parte del piano! Lei si sarebbe lentamente innamorata del suo misterioso corteggiatore, e quando fosse stata completamente conquistata mi sarei fatto avanti!
La genialità a volte segue strade tortuose! E finalmente dopo cinque mesi di tenace attesa, si presentò la mia occasione! (Giuda sta ballando. Robert è visibilmente irritato) Vuoi che smetta di parlare? Ti disturbo forse, Giuda?

GIUDA: Come? Oh no, continuate padrone, continuate pure, non mi disturbate affatto: ho le cuffie!

ROBERT: Finalmente, dicevo, dopo cinque mesi di tenace attesa, si presentò la mia occasione. Devi sapere che Elena era un’attrice, ci eravamo conosciuti durante un provino ed eravamo stati scelti per fare lo stesso film. Le riprese si sarebbero svolte in un’abbazia a Farfa: due giorni a stretto contatto con Elena! (Giuda si toglie le cuffie). Per trascorrere in allegria i 380 km di viaggio, la troupe giocava a “Penitenza”: chi faceva “penitenza” doveva baciare qualcuno. Inutile dire che a quel gioco ho partecipato anche io!

GIUDA: Ma davvero, padrone? E chi avete baciato? Avete subito baciato Elena?

ROBERT: (balbettando) Ehm…io…a…a…a dire…la v-v-verità…ho b-baciato l’autista! (suonano alla porta)

GIUDA: Lasciate, padrone. Vado io. (entra Valeria) Buonasera, signorina Valeria.

VALERIA: Ciao, Giuda! Sono venuta per il pigiama-party di stasera! (annusa l’aria) Sono in anticipo? Stavate ancora cenando? Sento un profumino di pesce…

GIUDA: Quello sono io! (va da Robert) Padrone? È arrivata la signorina Valeria!

VALERIA: Ciao Robert!

ROBERT: (freddamente) Ciao.

VALERIA: (guardando Giuda) Cos’ha?

GIUDA: Nulla. Vi ha vista con un ragazzo, e siccome è innamorato di voi adesso è geloso!

Robert va da Giuda e lo prende per un orecchio trascinandolo verso una quinta.

ROBERT: E c’è qua un idiota che farebbe meglio ad avvertire Elena che abbiamo ospiti, invece di parlare a vanvera!

GIUDA: (massaggiandosi l’orecchio) Lasciate, padrone…vado io!

Esce. Robert e Valeria rimangono soli a parlare.

VALERIA: Vuoi sapere chi era quel ragazzo?

ROBERT: Non mi interessa! Ho già Elena, io! Tu puoi fare quello che vuoi: puoi tornartene da lui oppure restare qui alla festa! Non fa differenza, per me!

VALERIA: Resto.

ROBERT: EVVIVA!

Entra Giuda con un cesto di panni

GIUDA: Padrone, Elena non può venire perché sta facendo il bagno. Mi ha chiesto di lavarle i vestiti!

ROBERT: Bravo, Giuda! Sei un vero maggiordomo intelligente! E quando uscirà dalla vasca, cosa si metterà? Non può mica girare nuda per casa! Tieni! (gli da un cappellino) Portale questo cappellino! (Giuda esce) E adesso, se vuoi scusarmi, stella…vado a prepararmi per la festa! Non posso certo presentarmi così alla mia dolce Elena!

Esce. Esce anche Valeria. Si sente una voce che grida.

ROBERT: (fuori campo) GIUDAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!! (entra) Giuda! Vieni subito qui! Subito!

Entra Giuda che guarda in basso e sparge acqua dappertutto, ma…

ROBERT: (sorpreso) Potevi anche dirmelo, che stavi facendo pipì!

GIUDA: Non vi preoccupate, padrone. Ho quasi finito. (si richiude i pantaloni) Et voilà! Ditemi, padrone. Cosa posso fare per voi?

ROBERT: Aiutami a vestirmi per la festa.

GIUDA: Accidenti padrone! Temo che non potrete usare il pigiamone con gli orsetti. (fa vedere un pigiama con tutti orsetti) Guardate qua:avete frenato appena in tempo!

ROBERT: Oh già! Maledetti stupidi orsetti…! Attraversano sempre la strada all’improvviso! Quali pigiami mi sono rimasti?

GIUDA: Ci sono quello color anziano e il modello con calzone elasticizzato “Anatra in bella vista”.

ROBERT: Dammi quello color anziano! (Giuda gli porge un pannolone) Dimmi un po’, Giuda… Secondo te, io piaccio a Valeria? Sai…sarebbe imbarazzante tornare umano e avere da una parte Elena che mi bacia con passione, e dall’altra Valeria, che piange perché non può avermi.

GIUDA: (teneramente) Oh padrone…avete di nuovo ricominciato a sniffare il Viakal!

ROBERT: Prendimi, prendimi in giro, Giuda! Ma se Elena è tornata da me, significa che l’amore non bada affatto all’aspetto fisico! E forse, chissà…magari le piace anche il mio nuovo corpo! Non sarebbe bello, Giuda? Mostrarsi alla donna che ami a viso scoperto e dirle “Sono fatto così. Mi ami lo stesso?”

GIUDA: Oh padrone! Sarebbe un atto di incredibile coraggio da parte vostra! E lei potrebbe dirvi anche “Sì”! Ci pensate? Una possibilità su un milione, ma potrebbe dirvi “Sì, Robert, ti amo lo stesso! Che straordinaria vittoria sarebbe!

ROBERT: Davvero straordinaria, Giuda! (pausa)

GIUDA: Beh, ridendo e scherzando si è fatto tardi…tenete la maschera, padrone.

Robert sta per mettersi la maschera quando improvvisamente da una quinta entra Valeria.

VALERIA: Scusate…mi ero persa. Poi ho udito qualcuno che chiamava un taxi e sono venuta da questa parte.

ROBERT: (furioso) Come osi!? Nessuna donna è mai entrata nella mia camera da letto!

GIUDA: Per forza, che poi è sempre così nervoso!

ROBERT: Giuda, non devi andare con tanta urgenza al gabinetto?

GIUDA: Vado, vado…sento un certo stimolo, ma forse è solo il geco che vuole uscire! (esce)

ROBERT: In quanto a te, donna, non…(vede Valeria con in mano il carillon)

VALERIA: Ehi! Che magnifico carillon! Posso farlo suonare?

Robert glielo strappa dalle mani con furia.

ROBERT: Dammi qua, sciagurata! Non lo sai che questo carillon è maledetto!? È per colpa sua se adesso sono così! Mentre Elena, avendomi lasciato, se ne andava, il carillon si aprì. E la maledizione in esso contenuta mi trasformò in un mostro! Ma adesso che Elena è tornata…e che innegabilmente mi ama…le regalerò il carillon, la maledizione sparirà e io tornerò umano!

VALERIA: (calma) Io non credo alle maledizioni. (pausa) Ti senti un mostro soltanto perché una ragazza ti ha lasciato. Tutto qui.

ROBERT: Dici così perché tu non mi hai visto! Non hai mai visto il mio vero volto!

VALERIA: Invece sì.

ROBERT: (girandosi di scatto) Che…che cosa?

VALERIA: Io…sono entrata nella stanza, ma non vi siete accorti e…ti ho visto. Senza maschera.

ROBERT: (ansioso) E…com’ero?

VALERIA: (sorridendo) Beh, eri…

GIUDA: (fuori campo) Padrone! Padrone! (entra di scatto e fa cadere una bottiglia. Porta un paio di mutande leopardate con tanto di coda)

ROBERT: Giuda, ti sembra questo il modo di entrare in camera mia!? Guarda! Mi hai rovesciato tutto il Viakal!

VALERIA: Che carino il tuo pigiamino leopardato!

GIUDA: Ti piace?

VALERIA: E che lunga coda!

GIUDA: (guardando la coda) Oh cavoli! L’ho messo al contrario!

ROBERT: (irritato) Giuda, si può sapere cos’avevi da dirmi di così urgente?

GIUDA: La festa può iniziare, padrone! Elena è pronta!

Entra Elena da una quinta. È vestita molto succinta con un reggiseno nero, delle mutande nere di pizzo e una vestaglia di velluto. Appare in una posizione molto sexy.

ELENA: (sensuale) Eccomi! Sono pronta.

GIUDA: Carine le mutandine con sopra gli orari di apertura al pubblico! Però non ho capito perché c’è una differenza di mezz’ora tra quelli davanti e quelli dietro…(Robert lo prende e lo spinge via)

ROBERT: Vale…ehm…ti presento la ragazza di cui tanto ti ho parlato…la mia dolce Elena!

ELENA: (stringe la mano a Valeria) Ciao, carina.

VALERIA: Ciao…non molte ragazze sarebbero tornate da Robert.

ROBERT: È vero. Ma ci sono delle ragazze per cui la bruttezza non è un problema.

ELENA: Infatti non è un problema. (pausa) Mio. (esce ridendo)

ROBERT: (imbarazzato) Ehm…non è niente! È carattere!

VALERIA: Almeno lei ne ha uno. (esce)

Robert rimane per un po’ da solo, poi esce anche lui.






SCENA 5


(Detti)


Gli ospiti della festa sono ormai tutti riuniti e già è tutto pronto quando arriva Robert con una busta.

ROBERT: Per festeggiare il compleanno della mia dolce Elena, ho preso del gelato. Spero che vi piaccia. Non so che gusti abbiate…(posa sul tavolo la busta)

ELENA: A me piacciono biondi! (ride)

VALERIA: Ti aiuto a metterlo nelle coppette.

ROBERT: (ad Elena) Ma hai sempre il sesso, in testa!?

ELENA: Dipende dalla posizione! (a Giuda) Tu, nano, dammi dell’acqua!

Giuda si prepara a versare l’acqua in un bicchiere ad Elena quando Robert lo ferma.

ROBERT: Altolà, Giuda! (ad Elena) Un po’ di buone maniere non guastano, in una ragazza bella come te. Non si dice “Dammi l’acqua!”; si dice “Dammi l’acqua, per…”…per…

ELENA: (scocciata) Per bere! (Giuda riempie il bicchiere) Riempi bene, nano!

In breve si formano delle coppie: Robert e Valeria da una parte e Giuda ed Elena. Giuda mette un cd di musica dance e i due cominciano a ballare.

VALERIA: Allora ci siamo, eh?

ROBERT: Già…pensavo di darle il carillon a mezzanotte…

VALERIA: Posso farti una domanda?

ROBERT: Ma certo!

VALERIA: Perché Elena si era messa insieme a te? Gliel’hai mai chiesto?

ROBERT: (imbarazzato) Perché? Beh…è chiaro! L’amore…quel sentimento nuovo che si è fatto strada in lei, e poi…così…no, non gliel’ho mai chiesto!

VALERIA: Perché non glielo chiedi adesso?

ROBERT: Andiamo! Perché rivangare il passato? (ride)

VALERIA: (seria) Hai paura?

ROBERT: Paura? Paura di cosa? Che assurdità!

VALERIA: (con tono di sfida) Allora chiediglielo. dài!

Robert va da Elena mentre lei sta parlando con Giuda.

ELENA: (osservando quello che prima era il suo ritratto) E di chi era, questo ritratto?

GIUDA: Era il vostro.

ELENA: Ma non mi somiglia! Il buco è troppo piccolo! (ridono entrambi)

ROBERT: (timido) Elena…tesoro…ti posso chiedere una cosa?

ELENA: Sì, ma non toccarmi con quelle tue manine da single che mi dà fastidio!

ROBERT: Senti, Elena…ehm…ma tu…tu, intendo proprio tu, eh? Volevo chiederti…sai mica che ore sono?

ELENA: (seccata) No.

Robert torna da Valeria.

ROBERT: Non volevo essere diretto, che mi sembrava maleducato! Adesso, con calma, durante la serata…

Intanto Giuda ed Elena continuano a parlare mentre bevono un aperitivo.

GIUDA: Perché vi siete messa con Robert?

ELENA: Ti ha detto che abbiamo fatto un film insieme, vero? Beh, all’epoca avevo scommesso cinquanta euro che mi sarei fatta tutta la troupe nel giro di cinque mesi! Lui era l’ultimo della lista, perché mi metteva a disagio…per come mi guardava…per come si aspettava qualcosa da me…non voleva solo il mio corpo: si era innamorato! E allora, sai…non volevo saperne di un maniaco come lui…ma una scommessa è una scommessa! (ride) Dammi acqua per bere, nano! (esce)

GIUDA: (prendendo una caraffa) Acqua del nano! Eccola! (esce)

ROBERT: Valeria…è meglio che mi lasci solo! Non…non mi sento molto bene…

Valeria esce. Robert comincia a piangere disperatamente per ciò che ha appena sentito dire da Elena. A un certo punto rientra Valeria.

VALERIA: Robert? Sono io, Valeria…

ROBERT: Lo so. Ho riconosciuto i tuoi passi.

VALERIA: Sapevi della scommessa, vero? In tutti questi anni l’avevi sempre saputo…

ROBERT: Ma l’amore…l’amore può far cambiare! Se lei è tornata adesso, vuol dire che mi ama!

VALERIA: E tu? Dopo tutti questi anni, la ami ancora?

ROBERT: Io devo amarla! È l’unico modo che mi resta per tornare umano, capisci!? No…certo che non capisci: tu sei già umana! Tu…tu e quel ragazzo con cui ti ho vista assieme! Ma ora basta! (prende il carillon) Regalerò il carillon a Elena e metterò fine a questa storia una volta per tutte! Giuda! Elena! Venite qua!

Giuda ed Elena entrano. Robert prende il carillon e, mentre va verso Elena, si rivolge al pubblico.

ROBERT: Mettetevi al riparo! Questa è la fine della commedia! E quando una storia finisce, i mostri spariscono e tutto intorno crolla! (ad Elena, porgendole il carillon) Elena…mia dolce Elena…per il tuo compleanno, vorrei regalarti tutto me stesso.

GIUDA: Via, padrone, non siate così taccagno! (Robert gli da una martellata in testa e lo spinge via)

ROBERT: Ma ho deciso di donarti una cosa che ti farà piacere: questo carillon con la ninna nanna di Brahms, appena ammaccato su uno spigolo…

ELENA: (prendendolo) Ehi! Bello!

ROBERT: TUTTI AL RIPARO!

Tutti, meno Elena, vanno a cercare un luogo dietro cui nascondersi. Dopo un po’, però, Giuda capisce che c’è qualcosa che non va.

GIUDA: Che sciocco, padrone! Ieri sera mi ero dimenticato di dirvi che questa non è Elena! (Robert lo guarda strano) Cioè…è Elena, ma non è Elena, capito?

ROBERT: (toccando la fronte a Giuda) Eppure fino a poco fa il cervello c’era! La testa è ancora calda!

GIUDA: Via, padrone! Vi ricordate che cosa avete detto due scene fa, poco prima che Elena arrivasse? Quando il dolore e la sofferenza vi avevano schiacciato?

ROBERT: Ma certo! Ti avevo detto che ero stanco di tutto e che avrei voluto vivere solo, con i miei…(si blocca)

GIUDA: (cupo e tetro) Elena è un ricordo vivente, padrone. Il dolore e la magia della maledizione, in qualche modo, hanno aperto un varco nella vostra memoria, e i ricordi di Elena vi hanno raggiunto, per stare con voi.

ROBERT: NO! Non può essere un ricordo! Lei…è così…reale! (a Elena) Elena…dimmi, Elena…ma tu…provi qualcosa per me?

ELENA: (sorridendo) Ma certo, Robert!

ROBERT: (esultando) È REALE!

ELENA: Solo…non ho ancora capito cosa, se fastidio o ribrezzo!

ROBERT: (ammosciandosi) È un ricordo!

Valeria si avvicina a Robert.

VALERIA: Coraggio, Robert! Reagisci! Puoi cambiare lo stesso la tua vita, se lo vuoi!

ROBERT: È inutile, stella…non posso fare proprio niente…in tutti questi anni, per quanto abbia cercato di condurre una vita normale…c’è sempre stato qualcosa a ricordarmi che sono un mostro!

GIUDA: Padrone, cosa volete per colazione domattina? Vi faccio due belle uova fresche, di quelle che avete deposto oggi?

ROBERT: No, grazie, Giuda…voglio covarle ancora un po’. Prenderò una tazza di latte.

Giuda esce per poi rientrare con una tazza.

GIUDA: Il latte è finito. Posso mungervi? (Robert va verso Valeria) Padrone?

ROBERT: Mi sbagliavo, stella…in verità, c’è una cosa che posso fare con Elena.

Robert si dirige verso Elena, che sta provando ad aprire il carillon.

ELENA: Ma come si apre ’sto affare? Dove ha le gambe?

ROBERT: Elena…la mia dolce Elena…avresti dovuto proprio conoscerla, sai? Era egoista, volgare, stupida…ma per me era diversa: era dolce, gioiosa, pura…la chiamavo “piccolina mia”, e voglio che sia questo il ricordo che di lei resterà sempre con me! (le strappa di mano il carillon) Addio, piccolina mia. Sii felice. (va verso Valeria e l'abbraccia)

ELENA: (stupita e allo stesso tempo furiosa) Addio!? ADDIO!? Tu non puoi lasciarmi, idiota! Non puoi vivere senza di me! Non puoi vivere senza di me!

ROBERT: (furioso) Stai zitto, essere impuro! Esci da questa casa! Tu sei il male! Sei impuro! Sei contaminato! Noi…io non ti voglio….e non ti ho mai voluta!

Elena esce dalla scena, in preda al dolore più completo. Una volta detta quella frase, escono anche Giuda e Valeria, che si comportano come se Robert non esistesse. Robert sente che la casa sta crollando e cerca un posto dove ripararsi.

ROBERT: Il carillon! Dov’è il mio carillon!? Qua sta crollando tutto! Dov’è Valeria!? Valeria! Valeria! Ma…un momento…queste sono le note della Ninna Nanna di Brahms! Qualcuno sta suonando il carillon! Ma chi…Giuda! Giuda! (si accascia a terra)

SCENA 6


(Robert, Valeria, poi Giuda e il ragazzo)


Robert è ancora a terra, esanime. Non sente nulla fino a quando una voce non gli fa:

GIUDA: (fuori campo) Sono le nove! Sveglia! Sveglia, che oggi si lava la gobba!

Entra Valeria. Robert apre gli occhi e rimane incantato nel vederla.

VALERIA: Scherzavo! (prende uno specchio. Robert vede il riflesso e vede che non ha più bisogno di portare la maschera. È di nuovo umano. Abbraccia Valeria, che gli da un bacio e poi esce)

Robert rimane solo, girando per quella che è stata la sua casa per molto tempo.

ROBERT: È appena passato un mese da quell’avventura. È buffo. Non sono più abituato a sentirmi umano: ho sconfitto la maledizione del carillon in un modo che il vecchio non si sarebbe neppure immaginato. Non sono più un mostro, la mia vita passata ormai è un sacco buttato via, anche se a volte mi sembra che se mi giro di scatto…(entra Giuda che si siede di fronte a lui)…Giuda sia ancora insieme a me, seduto al nostro tavolo da gioco. (va verso il tavolo e si siede) Sei sicuro di sapere come si gioca a scacchi, Giuda?

GIUDA: Ma certamente, padrone! Forza! Tocca a voi tirare il dado! (Robert tira un dado)

ROBERT: Cinque!

GIUDA: Peccato! La briscola è bastoni! Scacco matto! (squilla il telefono)

ROBERT: Il telefono! (Giuda esce) Giuda, vai tu a rispon…(si volta ma vede che non c’è nessuno. Si alza e va a rispondere) Pronto?

VALERIA: (fuori campo) Ciao, Robert! Sono Valeria! Oggi è una splendida giornata! Andiamo a fare un giro?

ROBERT: Ma certo che sì!

VALERIA: Sì!? Allora ti passo a prendere al solito posto! Ah…ti saluta mio fratello!

RAGAZZO: (fuori campo) Ciao, Robert!

ROBERT: Valeria, mia dolce stella! Forse oggi avrò l’occasione per dichiararti tutto il mio amore! Se invece non fosse ancora il momento giusto, ho già pronto un altro biglietto d’amore anonimo da infilarle in borsa! Oggi è una splendida giornata di sole, ha detto Valeria. (entra Valeria che avanza lentamente verso Robert) E non potrebbe essere diversamente! Da quando l’ho lasciato andare, il ricordo di Elena ha smesso di tormentarmi e tutte le giornate sono splendide. Da allora, è come se ogni giorno avessi l’occasione di ricominciare a vivere! Da allora, per me è sempre martedì 23. (Valeria è vicina a Robert. I due si baciano)

Dopo essersi baciati, i due si guardano, si tengono mano nella mano e cominciano a passeggiare mentre parlano e si scambiano tenere frasi d’amore.

CALA LA TELA


FINE


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