Marcia Lorenzato
Fra
Por

M�rcia Lorenzato induce con la sua opera una immersione nel processo di amplificazione della nostra
sensibilit�, come osservatori attenti di una facolt� espressiva che si rinnova grazie all'intervento dell'artista.
Chi osserva le sue produzioni si abbandona a un flusso solitario, viaggiando nell'immaginario possibile,
andando al di l� del quadro esposto di letti simbolici, che come portali ci aiutano a procedere oltre le
interpretazioni coscienti, per raggiungere lo spazio dell'inconscio riflessivo. Pu� accadere che ci
approssimiamo a un livello di lucidezza piena, che ci scuote e ci avvia verso le nostre radici o ci conduce
verso un momento del presente, che si apre in un processo  interpretativo non riassumibile. Una volta
raggiunta lo soglia della sensibilit�, emergono le emozioni, alcune gi� dimenticate e altre totalmente nuove,
che ci conducono a una maggiore comprensione del nostro proprio universo.

Per intendere l'opera di M�rcia Lorenzato, ci dobbiamo porre nel presente, ma in contemplazione degli
orizzonti futuri, che sono infiniti. Sappiamo che l'arte non sar� mai  soggetta ai limiti di spazio e tempo,
per esprimere il momento cruciale nel quale l'artista lascia fluire dal suo mondo emotivo pi� profondo
l'energia creatrice, che sostanzia la sua produzione. La sua arte non pu� ridursi a una semplice cornice
comune, ma ognuna delle sue manifestazioni esige un proprio spazio, che  integra l'opera come una totalit�.
Si pu� avvertire la chiarezza che si irradia da ogni tela. Indubbiamente recupera precedenti cammini, ma
porta anche con s� il profumo di nuovo,che immette verso uno scenario rinnovato nell'arte contemporanea.

LE PIETRE DEL CAMMINO

Sentirsi soli...fragili e indecisi davanti alla realt� non riconosciuta di un universo fino a poco prima noto.
Momento eccitante, quando si inizia a costruire una coscienza pi� chiara di s� stessi. Alle volte osservare
la vita dal di dentro ci colloca in una situazione di smarrimento e ci spinge verso la riflessione. Procedere
oltre ci sembra rischioso. Per quanto tempo rimarremo cos�? Attaccati al carro vecchio delle nostre antiche
convinzioni, i nostri occhi vagano sulle pietre del cammino e procurano il conosciuto, sempre pi� rassicurante.
Le pietre, dure imposizioni dell'esistenza. Investigazioni dell'anima che si rifugia in un letto non sempre morbido...
alle volte di pietre ben dure.

UN'ALTRA VOLTA LA SOLITUDINE...

Quante volte ci sorprendiamo cos�? Difficile a dirsi. Intenti ad assaporare il calore tiepido del bagno, a smarrirci
nel tempo, come se il mondo fosse solo nostro. In un processo nel quale sovvertiamo la realt�, creando immagini
del futuro, che disponiamo capovolte. Secondo i desideri del bambino che si ostina ad abitare dentro l'alter-ego di
ognuno di noi. Un piccolo eroe di una saga immaginaria, che risulta sempre vincente in quello sguardo. Solitario e
vago, le visioni sono trasparenti o si fondono con il nostro quotidiano. E l� ,tra gli alberi...un orizzonte infinito,
nuvole rade avvolgenti la realt�, sempre piena di curiosit�.

LA LIBERT� SOGNATA...

In questa calma la speranza...Un tempo nel quale il nuovo ancora stava per venire. Si possono percepire gli odori
agresti, il profumo di migliaia di fiori che si mescolano tra di loro. Si respira l'ossigeno fresco di una giovinezza che
ancora resiste in ogni uomo pensante. Allo sdraiarsi, avvolti da quella porzione di natura, i nostri occhi sbarrano nel
cielo aperto per un altro livello di coscienza. Sono riflessioni profonde, che scuotono il nostro essere adagiato in un
letargo ostinato. � necessario viaggiare su questa lunghezza d'onda, per poter conoscere, percorrendo l'opera di
M�rcia Lorenzato, di pi� di noi stessi.

COME BAMBINI...

L'universo infantile �  presente come punto di partenza. Osservare il fiume della vita come se fosse un torrente, che
scorre attraverso le nostre dita, significa essere capaci di sognare, ricreare emozioni soffocate da parecchio tempo
negli abissi dell'essere. Potessimo contemplare cos� le acque turbolente che ci introducono all'esistenza, con la
naturalit� del fanciullo, che scopre la vita con uno sguardo affascinato e incantato, nel decidere i destini del mondo.
Con il progettare la rimozione delle pietre o la deviazione del corso del fiume esistenziale. Ma se il fanciullo ancora �
vivo, pu� essere risvegliato, cos� che i cammini siano altri...


FIORI...AH...I FIORI

Quanti non hanno gi� sognato di rigenerarsi, abbandonando il corpo su di un letto di fiori freschi, coloriti e profumati.
Il desiderio di raggiungere il meglio, l'idealizzazione di un cammino facile verso l'uscita, o l'ultimo omaggio di coloro
che restano, quando procedere insieme gi� non � pi� possibile. Sono illazioni di un'anima gentile e sognatrice, che
profuma la propria esistenza volando alto con l'immaginazione. Ci� di cui disponiamo qui sono infinite possibilit�,
che non circoscrivono il pensare, ma che al contrario aprono un ventaglio di opzioni, per il cammino individuale di ognuno.

                                                                                             Paulo Pegoraro, giornalista,
                                                                                             Brasile, 9/2003

I Sogni a Occhi Aperti di Marcia Lorenzato

Attraverso la propria biografia Marcia Lorenzato ha espresso quello che pi� tardi avrebbe dato sostanza alla sua
opera, ossia il distanziamento e il dislocamento come rinascita di s� e apertura verso nuovi spazi, nuovi incontri,
nuove sensazioni.

Nata in San Paolo da una famiglia di radici italiane e portoghesi, l'artista � vissuta in varie citt� del Brasile e del
Canada. In Buxelles ha provvisoriamente parcheggiato i propri bagagli, prima di riprendere, non vi sono dubbi,
il suo cammino verso nuovi orizzonti. Sar� che discende da quello specifico percorso di vita la possibilit� di
scorgere nella forma dei letti, ai quali le sue opere di installazione riconducono, un paradosso oppure al
contrario una coerente espressione del suo rapporto con i ripetuti  traslochi? Allo spettatore viene delegata
la risposta e soprattutto il compito di sviluppare singolarmente una congettura sull'influenza esercitata
dell'aspetto storico individuale e famigliare, che sorprendentemente resta per� enigmatico, in quanto l'artista
non svolge il proprio lavoro secondo i canoni di un'opera autobiografica. Esso rappresenta appena un punto
di inizio, da cui si emanano interrogativi di ordine universale.

La struttura del letto, che incornicia immagini fotografiche su tessuto, funziona anche come punto di partenza.
Interamente fabbricati da Marcia Lorenzato tali letti sono di formato differente. Ai loro piedi, completamente
diversi l'uno dall'altro e recuperati da antiquari, l'artista attribuisce cos� una nuova esistenza. Non si tratta
assolutamente, in questo caso di un ready-made, ma piuttosto di una ricostruzone di un oggetto famigliare,
intimo, che l'artista trasferisce sul piano verticale, attraverso l'ancoraggio dell'opera alla parete della sala della
mostra. Tale quadro comprende una tela, che riproduce immagini fotografiche rielaborate per mezzo della
grafica computerizzata. Destabilizzato, per essere installato su di una parete, il letto non � dunque soltanto
riconducibile al momento del riposo, del sonno, ma a uno spazio nel quale le immagini si inseriscono come
in un sogno.

Le immagini di Marcia Lorenzato di fatto conservano la complessit� e la densit� dei sogni. Nelle sue opere
la massa gravitazionale � di frequante capovolta, come nell'opera Iniziazione, nella quale le fronde degli alberi
si trasformano in radici e le radici in fronde. Tale capovolgimento finisce con il produrre una duplicazione
dell'effetto, con il sommarsi alla ridisposizione dell'asse del letto, che trasla dall'orizzontale al piano verticale
della parete. Le sue opere producono anche la sensazione della vertigine, dato che  vari elementi, come le
pietre dell'Acidentado perdono la propria stabilit�, a vantaggio di un movimento di caduta, di scivolamento.

Eludendo la verosimiglianza dell'immagine fotografica, Marcia Lorenzato riesce a creare un mondo onirico
aggregando, in un'unica tela, fotografie appartenenti a diversi registri. Nel recuperare le immagini dei propri
genitori, l'artista si appropria di scene e volti, che risultano pertanto affettivamente vicini, nonostante la
distanza sul piano temporale. Il mondo della fanciullezza � presente nella maggioranza delle sue opere. Nel
contesto della tela, tali  cliches emergono da un determinato tipo di proiezione circoscritta allo spazio e
volume del cuscino, ossia allo spazio del sogno. Queste immagini si inseriscono su di un fondo attraverso
il quale si pu� scorgere un'ampia apertura, corrispondente nella maggioranza dei casi alla fotografia di un
paesaggio, a volte capovolta. L'innocenza dell'et� e dei giochi infantili dialoga con uno spazio che sembra
immutabile, perenne.

Attraverso la tecnica dell'installazione o dell'affissione di immagini fotografiche rielaborate elettronicamente,
Marcia Lorenzato costruisce rappresentazioni complesse. A partire dalle ricorrenti preoccupazioni esistenziali,
del trascorrere del tempo, del trapasso intergenerazionale, del rapporto dell'individuo con l'ambiente esterno,
l'artista di volta in volta crea nuove variazioni, che cercano di agire come stimolanti delle facolt� immaginifiche
dello spettatore.

I diversi livelli delle immagini, inducono, di fatto, a una ulteriore e diversa lettura, che oltrepassi di gran lunga
la pura dimensione biografica o femminile dell'opera. L'universo cellulare della famiglia o della casa, denotato
dai riferimenti all'infanzia e al letto, non � concepito in modo caricaturale, come qualcosa di prettamente
femminile. Tali elementi non conducono a una interpretazione ristretta della sua opera, che faccia
esclusivamente uso della categoria di arte femminista. Per il fatto di non ridursi a letture preconfezionate,
le installazioni di Marcia Lorenzato invitano lo spettatore a vivere un'esperienza, che, nel riprodurre quella di
un sogno a occhi aperti, attraverso l'azione dello spazio immaginario e simbolico, che costantemente ricrea
altre esistenze possibili e altre modalit� di relazionarsi con il mondo, ne genera un arricchimento della
coscienza della propria condizione umana.

                                                                                          Danielle Leenaerts, Ph.D.
                                                                                          Bruxelles,12 novembre 2003
                                                                                          Universit� Libre de Bruxelles, Storia dell'Arte


Marcia Lorenzato esplora la memoria e le sue regioni interne mediante  opere fotografiche di grande dimensione,
nelle quali l'intimo converge verso il mistero della vita quotidiana, dove la morte e gli interrogativi su di essa
evocano il passaggio, il dislocamento, il vicino e l'inquietante. Lo spazio dove si colloca la persona umana,
tra i mille e pi� cammini da percorrersi, tra le scelte, i sogni da perseguire...le ambivalenze e  le fratture, la donazione
e l'accettazione, la rivolta, l'apertura e il segreto, l'intimo di ogni esistenza che scarnifica, poco a poco, quel filo dal
quale sgorga la  propria vita. Da dove emerge ci� che nasce. Nascita. Grido. Parola. Silenzio.
Tutte quelle molteplici sfaccettature ci sono simbolicamente consegnate, alle volte in forma innocente, come un ritorno
alla fonte dell'infanzia, altre volte ferocemente, nonostante l'atmosfera celestiale, la dolcezza, la solitudine, i petali di fiore.
E quelle migliaia di facce che abitano la nostra memoria: memoria di un popolo, di alleanze e rotture, di nuove vie, di
volti da generare.
Marcia Lorenzato crea un'opera originale che risuona in noi, che ci interpella. Un'opera di mistero, un grido, l'aurora di
un dialogo...Come una transumanza... Nello scoprire questo mondo singolare  ne puoi restare avvinto.

                                                                                             Pascale Eyben, storica dell'arte,
                                                                                             Bruxelles 11/2003


Le facce intersecantesi dell'opera di Marcia Lorenzato

Porsi di fronte al lavoro di Marcia Lorenzato significa, opera dopo opera, penetrare nell'immaginario intimo dell'artista
e vivere l'effetto insperato del gesto creato in equilibrio su di un filo. Che cosa potrebbe essere pi� rappresentativo di
quell'equilibrio di un asse rosso verticale, attorno al quale ruotano le immagini? E che cosa potrebbe essere pi� intimo
di letti sui quali giacciono fotografie personali del passato? Le lenzuola dei letti sono tele semitrasparenti, nelle quali il
velo appare e si nasconde sotto il gioco delle luci magistralmente collocate dietro l'immagine, macchie impresse, al di
qua e al di l�, di uno scotoma. La linea obliqua dell'opera "Jogo Duplo" (Doppio Gioco) sembra, per esempio, voler
contrapporre la leggerezza innocente propria della giovent� con il peso dello sguardo diretto e perfettamente lucido
dell'opera  "De Dentro" (Dal di Dentro) della vecchia, che lo accompagna. Bilanciare, pesare e soppesare al fine di
esprimere una misura migliore. Sar� che per  l'opera di Marcia  sia giunta l'ora di un bilancio?


                                                                                             
Marc Audette, York University
                                                                                              Toronto, 9/ 2002
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Trad. Mario Marchisio
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