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Saluto Alla Diocesi di Chieti-Vasto
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Saluto Alla Diocesi di Chieti-Vasto Carissimi Fratelli nel SacerdozioCarissimi Fratelli e Sorelle nel Battesimo della Chiesa di Chieti - Vasto, vengo a Voi come Vostro Pastore nel nome del Signore Gesù, luce del mondo e della nostra vita. Attraverso la volontà del Santo Padre, che mi ha scelto e inviato, è la volontà di Dio che si è manifestata per me e per Voi. Perciò, vengo a Voi nella pace e nella speranza della fede. Non Vi nascondo, tuttavia, che l'accettazione della nomina mi è costata sofferenza: prete diocesano, amavo ed amo la Chiesa di Napoli, in cui ho ricevuto la fede e il battesimo e - per le mani di quel Pastore santo e amatissimo, che fu il Card. Corrado Ursi - il dono incommensurabile del Sacerdozio. Per oltre trent'anni ho svolto il mio ministero soprattutto nel campo della ricerca e dell'insegnamento della teologia, annunciando Gesù Cristo, luce della vita, con la parola e gli scritti a innumerevoli persone, in ogni parte del mondo. Non ho mai trascurato il ministero pastorale diretto, a cui ho dedicato anzi fedelmente non poco del mio tempo, specialmente nel contatto personale della confessione e della direzione spirituale e nel servizio della Parola di Dio e della Liturgia. Ora, mi è chiesto di dedicarmi totalmente a Voi: è un cambiamento radicale, che accetto e vivo nella fede in obbedienza alla volontà del Signore. Come Abramo, lascio la mia terra e vengo dove Dio mi chiama, per amare Voi con tutto il cuore, con l'intelligenza, la fede e la carità di un Padre pieno di speranza, quale vorrei essere. Compiuto il passo della fede, Vi assicuro di venire a Voi con tanta serenità, con umiltà e gioia, nella consapevolezza dei miei limiti e nella fiducia incondizionata nella fedeltà di Dio. Vengo a servire in Voi Gesù Cristo, luce della vita: è Lui la sorgente della mia forza, è Lui l'oggetto del mio annuncio, è Lui la via, la meta e la speranza del nostro comune cammino. Consapevole dei miei limiti, chiedo a tutti Voi l'aiuto della preghiera e l'accoglienza profonda della fede e del cuore. Li chiedo anzitutto a Voi, Presbiteri, fratelli nella grazia del sacerdozio che amiamo: senza di Voi non potrò fare nulla di quanto mi è chiesto. So che formate un presbiterio generoso e fedele, colto e appassionato della causa del Regno di Dio: accoglietemi, Ve ne prego, con tutta la fede e l'amore di cui siete capaci, aiutandomi in ogni cosa con tanta misericordia per i miei limiti. Chiedo ai Diaconi - cui guardo con fiducia e affetto - di essere ciò a cui la loro chiamata li destina: vero e fedele aiuto al mio ministero di Vescovo. Chiedo l'aiuto dei Religiosi e delle Religiose, preziosissima presenza nella nostra Chiesa: la loro fede, le loro opere saranno una componente essenziale del cammino da vivere insieme. In particolare, domando alle Contemplative Clarisse di non farmi mai mancare il sostegno della loro preghiera, vera benedizione per tutti noi. Chiedo l'aiuto dei giovani candidati al Sacerdozio, speranza del nostro domani, e di tutti i giovani: sappiate di occupare un posto specialissimo nel mio cuore di Padre, che conta su di Voi per costruire insieme il futuro di Dio per la nostra Chiesa amatissima al servizio della comunità degli uomini. Chiedo l'aiuto delle famiglie, genitori e figli, giovani, adulti e anziani: vorrei essere uno di Voi per camminare con Voi, condividendo gioie e dolori della Vostra vita, ed insieme il Vostro Padre e Pastore, per guidarVi con mite fermezza e amore sulle vie di Dio. Chiedo l'aiuto degli ammalati e di chiunque può offrire a Dio il contributo prezioso della sofferenza: non manchi mai la Vostra preghiera per me e per tutta la nostra Chiesa, di cui siete ricchezza e vanto. Chiedo l'aiuto delle comunità parrocchiali, dell'Azione Cattolica, delle associazioni e dei movimenti, dei gruppi di credenti uniti nel servizio del Vangelo e nelle varie forme di volontariato: la Vostra preghiera, il Vostro impegno sono bene prezioso per la crescita comune. Su di essi conto con profonda fiducia. Mi rivolgo anche con rispetto e attenzione ai rappresentanti delle Istituzioni, della vita politica e della società civile: nel pieno riconoscimento delle reciproche competenze e autonomie, ci unisca la passione per il bene comune e il desiderio di servire specialmente i più deboli e poveri, i senza lavoro e gli immigrati. Un saluto pieno di simpatia e amicizia lo rivolgo agli uomini e alle donne di cultura, in particolare a quelli che operano nel mondo dell'educazione e della ricerca, del pensiero e dell'arte, della Scuola e dell'Università: ho avuto l'onore di essere invitato a tenere lezioni e conferenze sia nella Facoltà di Lettere e Filosofia della nostra Università che nell'Istituto Teologico e ne conservo un prezioso ricordo. Conto sulla collaborazione di Amici ed ex-Colleghi, cui va sin da ora la mia gratitudine e l'espressione rinnovata della mia stima. Saluto tutti i lavoratori dei campi, dell'industria, del turismo, del commercio e del terziario: il Vostro quotidiano impegno costituisce il tessuto propulsivo della nostra convivenza civile. Vi prego di accogliermi come un convinto assertore della dignità di ogni lavoro, espressione della persona umana che in esso investe le sue energie di mente e di cuore, e perciò collaborazione all'opera del Creatore ed alla Sua giustizia. Vorrei infine rivolgere alcuni ringraziamenti: il primo è a Dio, sorgente di ogni dono, ed a Colui che ha interpretato e manifestato la Sua volontà per me, il Santo Padre Giovanni Paolo II, che in tanti modi mi ha manifestato fiducia e benevolenza. Restano per me indimenticabili gli esercizi spirituali che per Sua volontà ho predicato alla presenza Sua e dei Suoi più stretti Collaboratori nello scorso mese di febbraio. Sulla preghiera del Papa conto in modo specialissimo, mentre Gli testimonio tutto il mio affetto filiale e la comunione sincera della mia fede e dell'azione pastorale. Un grazie profondo va alla mia Chiesa di origine, cui mi rivolgo nella persona del Suo Pastore, S. Em. il Card. Michele Giordano, dei Suoi Presbiteri e di tutti i Suoi battezzati. È il grazie per gli innumerevoli doni che ho ricevuto in essa dal Signore: tutti e ciascuno continuerete ad essere presenti nella mia preghiera e nel cuore. Ringrazio il mio Predecessore, S.E. Mons. Edoardo Menichelli, che tanto bene ha fatto nel Suo ministero fra Voi: so che potrò godere dei frutti della Sua competenza, della Sua fede e della Sua generosità e valermi del conforto del Suo consiglio, come di quello dei carissimi Vescovi della Chiesa in Italia, a cominciare dal Presidente della CEI, S. Em. il Card. Camillo Ruini, e dei Vescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese - Molisana, cui già mi unisce un vincolo di stima e di amicizia, nonché del Nunzio Apostolico nel nostro Paese, S.E. Mons. Paolo Romeo, che tanta amabilità mi ha dimostrato. A Dio Padre, sorgente di ogni dono, a Gesù Cristo, luce del mondo e della vita, alla Vergine Madre Maria, cui sono profondamente devoto e che è tanto venerata fra noi con i titoli di "Mater populi theatini" e di "Madonna dei miracoli", a tutti i Santi, specialmente ai nostri amati San Francesco Caracciolo e San Camillo de Lellis, il grazie e l'affidamento del cuore. Sono certo che con tanti aiuti in cielo e in terra cammineremo insieme nella pace sulle vie del Dio vivo e tireremo nel nostro presente qualcosa della bellezza promessa ed attesa della Gerusalemme celeste. Tutti benedico con immenso affetto, nella fede del Dio Trinità Santa, nella comune sequela di Gesù, luce della nostra vita. "Lumen vitae Christus": "Luce della vita è Cristo". A Lui sia gloria oggi e sempre, nei secoli. Amen.
+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita eletto da Napoli, il 26 Giugno 2004
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