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Discorso al
termine della celebrazione di + Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
Al termine di questa celebrazione, durante la quale mi è stata
conferita la grazia dell'ordinazione episcopale che mi ha inserito nella
successione apostolica e nel collegio dei Vescovi, desidero ringraziare
Dio per il dono ricevuto, che va al di là di ogni mio merito e di ogni
mia previsione. È veramente il Signore che ha guidato i passi della mia
vita, tanto da poter dire con umile fiducia di aver riconosciuto e di
riconoscere continuamente i segni della Sua presenza e della Sua
gratuita misericordia per me. Al Padre celeste, a Gesù Cristo, luce
della vita, allo Spirito Santo ogni onore e gloria: la mia vita sia
tutta un canto di lode alla Trinità adorabile, eterno Amante, eterno
Amato, eterno Amore.
Ringrazio il Santo Padre, Giovanni Paolo II, che ha voluto scegliermi
per l'episcopato in maniera diretta e personale, dandomi la speciale
certezza del compiersi della volontà di Dio per me: per questo, per
tutti i segni di benevolenza che mi ha dimostrato e mi dimostra, il
grazie e l'affetto immenso del cuore, uniti alla comunione più piena
nel servizio apostolico.
Grazie ai Vescovi ordinanti: in primo luogo a Sua Eminenza il Card.
Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della
Fede e Decano del Collegio Cardinalizio, che ha accettato di presiedere
questa celebrazione. È tramite Lui che sono inserito in modo speciale
nella continuità della successione degli Apostoli, e questo è per me
motivo di particolare onore e gratitudine. Grazie ai Vescovi
conconsacranti, Sua Eminenza il Card. Michele Giordano, Pastore della
mia Chiesa d'origine, cui mi lega la comunione degli anni vissuti come
Suo presbitero ed al quale esprimo anche la speciale gratitudine per
l'accoglienza odierna in questa amata Cattedrale, e Mons. Luigi
Diligenza, Arcivescovo emerito di Capua, cui devo tantissimo perché -
dopo essere stato mio formatore quale Rettore in Seminario e Docente di
Storia della Chiesa in Facoltà - è mio Padre spirituale da ben
trentuno anni! Un grazie particolare poi va al mio Padre nella fede, il
Card. Corrado Ursi, che dal cielo certamente gioisce di questo momento:
egli è stato strumento della mia vocazione e Padre del mio sacerdozio;
la Croce pettorale, che Gli fu donata dal Patriarca di Costantinopoli
Dimitrios quando vi andò Legato di Paolo VI, e che Egli portò sempre
con speciale amore, lasciata in eredità al Suo Segretario, l'amatissimo
Mons. Mario Franco, è ora per volontà di quest'ultimo sul mio petto e
accompagnerà il mio ministero episcopale sulle orme e l'esempio del
grande Pastore Corrado!
Grazie a tutti i Cardinali e Vescovi che hanno voluto onorarmi della
Loro presenza oggi, in particolare alle Loro Eminenze Silvano Piovanelli,
Darío Castrillón Hoyos, Jorge M. Mejía e Walter Kasper, al mio
Predecessore, il carissimo Mons. Edoardo Menichelli, al Presidente e ai
Vescovi della Conferenza Episcopale Abbruzzese-Molisana, ai Vescovi
Campani, e a tutti i Cardinali e Vescovi che da ogni parte del mondo mi
hanno scritto e assicurato la loro comunione orante. Un grazie vivissimo
al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Card. Camillo
Ruini, che - impossibilitato a intervenire a causa di un impegno
concomitante - ha voluto ancora ieri esprimermi il Suo affetto e la sua
vicinanza nella preghiera. Un grazie speciale ai Vescovi presenti
provenienti dall'Africa e dall'America Latina. Un grazie alle diverse
autorità accademiche che con la loro presenza testimoniano la comunione
fraterna in cui ho potuto svolgere la mia lunga attività di docente: da
quelle della mia Facoltà Teologica di Napoli, ai Decani e Docenti delle
Facoltà di Gerusalemme, Roma, Parigi, Lione, Barcellona, Bilbao e
Lublino, Università quest'ultima che mi conferirà la settimana
prossima un dottorato "honoris causa", da lungo tempo deciso.
Grazie ai presbiteri napoletani, cui mi lega la fraternità di una
comunione antica e profonda, in particolare a quelli con cui ho
condiviso quotidianamente la preghiera e la vita, e ai presbiteri di
Chieti-Vasto, che già sento come figli e fratelli amatissimi: con loro
ringrazio i Diaconi, i Religiosi e le Religiose, la cui presenza
numerosa e affettuosa mi commuove profondamente. Grazie in particolare
ai miei Collaboratori diretti nella Chiesa cui sono stato inviato come
Pastore, che già mi hanno dato prova di affetto e leale
corresponsabilità. Non Vi nascondo che la Vostra devozione mi tocca nel
profondo e mi responsabilizza a servire la nostra Chiesa teatina -
vastese con il dono totale di me stesso nella forza di Gesù, luce della
vita.
Ringrazio la delegazione che così numerosa è venuta dell'Arcidiocesi
di Chieti - Vasto: anche se per motivi di spazio abbiamo dovuto porre
dei limiti numerici, la partecipazione così ampia e generosa è un
bellissimo segno della comunione che ci unisce. In particolare saluto
rispettosamente tutte le Autorità, rappresentanti delle Istituzioni e
della vita politica, sociale e culturale, che hanno voluto essere
presenti, tanto quelle di Chieti - Vasto, quanto quelle di Napoli e
della Campania: ad esse assicuro il mio ricordo nella preghiera e la mia
leale amicizia e volontà di collaborazione. Saluto anche i
numerosissimi fedeli del mio popolo che stanno seguendo in diretta
televisiva questa celebrazione per essere anche così vicini al Loro
Pastore.
Un saluto speciale e un grazie dal profondo del cuore alla mia Famiglia,
che veramente è tale non solo secondo la carne, ma anche e soprattutto
secondo lo spirito: il dono che abbiamo avuto dei nostri straordinari
Genitori, il dono che ho avuto di cinque fratelli e due sorelle e di
Cognate che sono più che Sorelle, come anche di tanti nipoti e
pronipoti, mi ha fatto sentire veramente tanto amato, sulla terra e dal
cielo. Vi ho amato e Vi amo con tutto il cuore, anche se ben sapete che
in me sempre è venuto prima di ogni attenzione a Voi il mio servizio
alla Chiesa, che immensamente amo come Sposa di Gesù e Madre nella
grazia. Vi ho portato e Vi porterò fedelmente nella preghiera e nel
cuore.
Un grazie profondo infine a tutti gli innumerevoli amici che hanno
voluto farmi corona in questo momento: dai Colleghi e Studenti della
Facoltà Teologica, alla gente della Sanità e delle altre Parrocchie
dove ho svolto il mio ministero, alle coppie che ho seguito nel tempo,
ai giovani del Laboratorio della fede, ai tanti che ho accompagnato
nella direzione spirituale e nella confessione, laici, sacerdoti,
religiose e religiosi di ogni età. Se il distacco da tutti Voi è
quanto più mi costa, so che il Signore esaudirà la richiesta che gli
ho fatto: che il mio cuore si dilati, e i nuovi entrino a pieno diritto,
senza che escano quelli che già c'erano. Miracoli che solo la Grazia sa
fare e fa!
Un saluto, infine, a Napoli e ai Napoletani: ho amato e amo tanto la mia
città d'origine, la sua gente, la sua storia. Mi sono sentito onorato
di appartenere a una Chiesa che ha espresso tanti santi, tra cui grandi
teologi come Tommaso d'Aquino e Alfonso Maria de' Liguori! Ho amato i
miei innumerevoli studenti di teologia, la gente delle Parrocchie, gli
umili e i semplici da cui tanto ho appreso. Ho seguito e partecipato
secondo le mie competenze alla vita della città. Ora, porterò nel
ricordo della preghiera e del cuore tutti e ciascuno.
Al Signore chiedo di portare a compimento nella piena fedeltà alla Sua
volontà la mia missione, che affido specialmente a Maria, la Madre di
Gesù, alla quale sono molto devoto, ai Santi napoletani, ai Santi
teatini e vastesi, in particolare San Giustino, Vescovo e Confessore,
San Camillo de' Lellis e San Francesco Caracciolo, certo che in
quest'ora di grazia è festa d'amore in cielo, come lo è per tutti noi
nella fede, nella speranza e nella carità su questa terra. Grazie,
ancora grazie a tutti!
+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
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