Sono andato dal dottore. Colesterolo alto, pressione sanguigna normale, felicità bassa. “Si compri una macchina nuova,” mi consiglia, “una villa in montagna, una giacca, qualcosa. Dobbiamo migliorare il suo indice di felicità. Nel frattempo, mangi una tavoletta di cioccolato dopo ogni pranzo.” “Una macchina, una giacca. Non ho i soldi,” dico. “Ma, c’è la carta di credito, c’è il mutuo...” In farmacia, compro il felicimetro. Devo portarlo sempre con me, vicino all’orologio. Ieri, ho avuto una massima del 57% e una minima del 14%. Il dottore dice che no, che non migliora la situazione. Dopo alcuni mesi, il felicimetro ti da le statistiche e può predire la tua felicità per il giorno dopo. Ho raddoppiato la dose di cioccolato. Mi metto spesso in vasca con acqua calda. Cerco di rilassarmi. Tante volte, dopo due ore in vasca, mi sembra di non esserci più, di non esistere, di non essere mai esistito. La polizia troverà un felicimetro sul lavandino, vicino allo spazzolino da denti.
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