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Parte 5

 

28 - Il marito

Ripensò al rapporto con suo marito e si sentì fiera di averlo amato. Non è vero che un alcolista non sappia amare, l'alcolista vive una realtà tutta sua, fatta solo di colori forti. Le emozioni sono sempre esasperate al livello superiore o inferiore, la gioia dell'alcolista è felicità esaltante e la disperazione è morte del cuore e dell'anima. Non esistono mezze misure. Si, era certa di averlo amato, ma come? Tutta la vita con lui era stata una ricerca di equilibrio, che, in fondo, non desiderava, le piaceva essere tradita, per poi riconquistarlo e le piaceva tradirlo, per dimostrargli che piaceva anche agli altri.

*«Settembre 1976.

E poi un giorno gli dissi: “ti amo”.

In quel momento non pensavo a te, alla nostra famiglia e neanche a me.

Dov'eri tu in quel momento?

Vivevamo insieme, ma non ci stavamo amando, tu, preso per una donna che neanche lontanamente conosco e io, con un uomo che mi dava la sensazione di esser l'unica.

Ho fatto l'amore mille volte con lui, ma in quel momento non ho voluto farlo col corpo, perché' era bello amarsi con l'anima, ma poi mi sono accorta che non era possibile, lui mi desiderava troppo... tu avevi lei e non ti preoccupavi del mio vuoto, “lei ha dei problemi”, “lei è ambiziosa nel lavoro”, “lei mi sorride sempre, c'è amicizia vera”.

Ti ricordi quando dicevamo di esser amici?

Ti ricordi quando mi dicevi: “Vorrei poterti dire tutto,, perché sento che sei l'unica donna che mi capirebbe fino in fondo?

Ora non sono più la tua amica, ora sono solo “tua moglie”, porca e sporca fino al midollo. Ti amo.

Mi fa più paura essere “moglie”, che “compagna” e ho voglia di sincerità.

So che domani uscirai con lei e, quando tornerai da me, mi dirai: “Sei bella, mi piaci, vali più di lei, non hai idea quanto!” e poi ancora: “Hai acquisito la classe che voglio io.” La bugia di dire: “Le ho parlato e l'ho lasciata” fa trasparire un amore interrotto, per questo io ho sempre desiderato che tu non la lasciassi.

Io non penso che tu la desideri (fisicamente) così tanto, perché l'atto sessuale non ha molta importanza, ma è più importante il fatto che tu la desideri come amica, innamorata del tuo personaggio, è il fatto che tu cerchi lei e non più me per i tuoi problemi, perché lei ti distrae con i suoi, i miei ormai sono vecchi di mille anni. Ti amo!

Non mi piace sentirmi dire la verità che voglio io, per questo non posso più crederti, ti contraddici a seconda degli umori ed è per questo che vorrei non amarti più.

Non ti sei mai chiesto, perché non voglio più tradirti?

Tu, da me, hai solo sopportato, prova a farmi sopportare, ma onestamente, non dicendo bugie.

Ti ho fatto provare anch'io la bugia, perché volevo che tu capissi quanto è brutto venire ugualmente a sapere le cose, dopo. Ma a te nulla fa effetto!

Fatti aiutare da me!

Possibile che io non ti serva più, se non come amante?

Mi dai la sensazione di stare con te solo “per piacere”, perché tutto il resto te lo dà lei!

Dici che la nostra casa è piena di me, e allora perché l'hai fatta venire qui?

Perché avete ascoltato i nostri dischi insieme?

Era importante per te dimostrare che sei perfetto e, mentre lo dicevi che l'amavi, aggiungevi che non avresti mai lasciato tua moglie, che ti capisce meglio di chiunque altro.

Tu non sai mentire!!

Hai gli occhi troppo grandi!

Sto ancora aspettando una tua rinuncia per me, lo stare con me perché ne hai voglia, un chiedermi di stare a casa dal lavoro per stare insieme.

Voglio solo che tu stia senza di me per un po', prima soffriresti, ma poi ti accorgeresti che, tutto sommato, potresti anche fare a meno di me.

Una donna vale l'altra, quando si è sposati, ricordalo!

Mi sento tremare le gambe e congelare le mani, quando parlo con lei al telefono, perché potrà sempre ringraziarti di averle fatto vivere quei momenti meravigliosi, che solo tu puoi dare, momenti, che anch'io ho vissuto qualche anno fa.

Fai sentire la tua donna una regina, perché le fai girare il mondo intorno e quel mondo è fatto di te, del tuo fascino e della tua galanteria.

Ma oggi, io ho solo il tuo lato peggiore. Ti amo.

Devi darmi delle chances per riscattarmi, per risollevarmi da terra, devi aiutarmi a capire e ad accettare la realtà, aiutami soprattutto a capire qual è la realtà.

Mi ami, lo so, ma mi stimi ancora?

Aiutami a uscirne fuori, non esiste nessun altro che possa farlo. Non mentirmi più.

Non mi piace come mi stai trattando, preferisco non averti mai più!»*

E quella volta non si erano lasciati, ma avevano continuato a vivere litigando e facendo pace, facendo gli amici, gli amanti e il marito e moglie. Tutto un gioco, crudele gioco di coppia, che non ha il coraggio di separarsi per paura della verità. Forse avevano paura di aver fallito troppo presto, erano sposati dal 1972, e avevano già due figli. Lei recitava la parte della gelosa innamorata, che era pronta a uccidersi e ad uccidere per amore. Lui era il marito perfetto, che, nonostante i tradimenti, sarebbe tornato nelle braccia della moglie, solo perché, altrimenti, avrebbe dovuto sposarle tutte!

Eppure si sopportavano e nei tanti momenti felici riuscivano a ricreare la magica atmosfera del loro primo incontro. Si erano divertiti a crescere insieme, si erano divertiti a sposarsi, si erano divertiti a mettere al mondo i figli.

Sembravano veramente baciati dalla fortuna, ma... quanta fatica stare insieme!

*«29 luglio 1977

A che potrebbe servire chiedere ancora perdono

Forse a nulla, ma questo è quello che mi piacerebbe tu facessi. Io riconosco le mie colpe.

Ero completamente ubriaca e non sapevo nemmeno io perché picchiavo il cane, ma quando mi sei piombato addosso a picchiarmi, ho capito tutto.

Volevo essere punita, di che cosa non lo so, ma dalla mia bocca sono cominciate ad uscire frasi sconnesse e dalle mie mani forze incredibili, che avrebbero voluto sfasciare tutto. So che non ci sarà un'altra lite del genere fra noi e me lo auguro, perché saresti capace di strangolarmi.

Ma io ti voglio chiedere perdono ora di quello che potrà accadere in futuro e ti chiedo di uccidermi con la pistola, soffocare è atroce e non riesco ad accettare una morte così. Cerca di convincere il mondo che l'hai fatto per difenderti da quella carogna, stronza, mentecatta che è tua moglie.

Cerca di convincere il mondo che tu sei l'uomo più meraviglioso che esista e ogni donna sogna di avere per sè. Io ti ho rovinato con la mia gelosia.

Non ti ho neppure lasciato lo spazio di amarmi, perché io sono capace di non farmi amare.

Non lo so cosa mi prenda in certi momenti, ma devo punirmi e comincio a mentire anche con me stessa.

So che basta poco per averti, ma forse io non ti voglio.

Pensa che tu sei al di sopra di me e di qualsiasi altra cosa! Lo crederesti?

Non penso che riuscirò mai ad essere come voglio io e come vuoi tu.

Ti amo, ma voglio essere anche amata con la violenza più crudele che possa esistere.

Ti prego, però, non strangolarmi !

È terribile sentire che il respiro non arriva più alla bocca. Non legarmi più come un salame, anche se hai perso la stima di me, cerca di convincermi che è sbagliato quello che faccio in certe occasioni (in stato di ubriachezza).

Non so cosa mi è preso ieri e non voglio ricordare, ho solo i segni sul corpo che, purtroppo, sono ben visibili.

Non so cosa farò in futuro, spero di poter acquistare una certa sicurezza, sai, l'età dà anche questo, a volte!

La bambina viziata è finita in manicomio e la donna di oggi cerca di non seguirla più.

Tu mi disprezzi e mi hai disprezzato a suo tempo.

Io ero la moglie cattiva e pettegola, ma ero la moglie di chi? Non certo la tua, cosa mi hai insegnato tu?

Forse lo so e quando ci penso vorrei morire, così come vorrei che mi uccidessi tu, mio unico e grande amore!... Mi hai insegnato ad essere autonoma... ma senza te, sono già morta e sepolta.

Sono vecchia adesso e tu hai voglia di vivere la tua vita. È l'unica accusa che mi fai, mentre ne avresti di ben più concrete da farmi.

Io non sono nessuno. (Ora faccio la vittima, sta a sentire!!) Ho le mani piagate, perché ho voluto fare un lavoro manuale per la tua ditta e l'ho fatto per dimostrare qualcosa e sono riuscita.

Quando te ne andrai, purtroppo, avrai ancora bisogno di me, da solo non ce la farai, abbiamo troppi interessi in comune. Ti amo, ma vorrei che mi amassi anche tu così e ti vorrei un po' più sincero, per diventare anch'io sincera, come lo sono sempre stata nella mia vita.

Non mi hanno insegnato a mentire, eppure lo so fare così bene e so perfettamente anche quando tu menti.

Uccidimi appena puoi, io non avrò mai il coraggio di farlo da sola. Non disprezzarmi, sono sempre stata una povera mentecatta, figlia di barboni venuti su dal nulla, abituata ad avere tutto ed ora ho perso.

È amaro sentirsi dire: “Rimango in ufficio il più possibile per poter stare lontano da te”.

Ti amo e ti prego di lasciarmi anche se ti preoccupa il mio comportamento.

Dopo non avrò più modo di deluderti.»*

Che amore maltrattato, ma era amore o possesso?

Che parte importante aveva avuto nella sua vita l'alcool!

Era una continua prova di masochismo, voleva lasciarlo per poi ritrovarlo come uomo nuovo e ci riusciva, aveva l'arte di sapersi far perdonare con i suoi trucchi femminili, finché un giorno lui si stancò sul serio, ma non la lasciò, gli faceva troppa pena, aspettò.

Poi la vittima si vendica, da vittima diventa preda, da preda cacciatore. Fu l'inizio di una penosa fine fatta di “chi tradisce di più è il più bello e vince il premio”.

Si lasciò andare a fare l'amante perfetta e le avventure si susseguivano. Si sentiva viva e le piaceva innamorarsi di altri. Ogni avventura che viveva doveva essere l'ultima ed era comunque la più speciale, la più intensa. Amava con tutto il cuore ed era ricambiata, secondo lei, e secondo lei quella era la strada giusta per avere un matrimonio felice: ognuno era libero di vivere le proprie emozioni con chi voleva, ritrovandosi alla fine della giornata insieme con nuove esperienze da raccontarsi. Oh certo, non era noioso, ma talmente falso e logorante che la bolla di sapone scoppiò e tutto finì, come si sarebbe potuto supporre. A nulla servì la redenzione del 1986, il rimboccarsi le maniche e cominciare a lottare per salvare il salvabile: fu troppo tardi anche senz'alcool in corpo; anche perché la dipendenza da farmaci aveva preso possesso di quella mente malata.

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