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Approfondimenti
La situazione attuale
Sebbene
non esistano dei dati precisi sulla diffusione della cultura
scientifica nella popolazione italiana, sono abbastanza evidenti i
segni di una ignoranza scientifica estremamente diffusa ed in
costante aumento, e che per di più non è
percepita come
tale. Queste carenze sono state rafforzate e rese strutturali nel tempo
da una distorta concezione del sapere, che ha sempre attribuito un
valore maggiore alla cultura umanistica rispetto a quella
tecnico-scientifica. Ancora oggi, qualsiasi curriculum scolastico
è pesantemente influenzato da questa errata visone, che si
riflette in una non equilibrata suddivisione delle ore di insegnamento
riservate alle materie umanistiche ed a quelle scientifiche.Questa
situazione appare tanto
più grave se si pensa che la trasmissione della cultura
scientifica è
enormemente più complessa e critica di quella umanistica, e
richiederebbe pertanto maggiore attenzione e risorse. Detto in altri
termini: l'ignoranza scientifica si propaga nella società
molto più
velocemente di quella umanistica, ed è molto più
difficile da
recuperare.
Quali
possono essere le conseguenze di una diffusa
ignoranza scientifica in una società che ha come
infrastruttura
portante proprio la scienza e la tecnologia? Non occorre riflettere
troppo per trovare delle risposte: basta guardarsi attorno con
attenzione. Non è esagerato dire che quasi tutti gli aspetti
della
nostra vita sono legati (ed in molti casi perfino dipendenti) dalla
tecnologia: sanità, energia, telecomunicazioni, trasporti,
materiali,
approvvigionamento e distribuzione di risorse fondamentali, e perfino
il soddisfacimento di diversi bisogni primari. Senza contare
l'importanza strategica della tecnologia e della ricerca nell'economia
e nella competitività di un Paese industrializzato. Inutile
dire che un
impoverimento del background culturale tecnico e scientifico non
può non avere un'influenza
negativa, o addirittura conseguenze disastrose, in tutti questi settori.
Ma
questo è solo l'aspetto pratico, esistono delle conseguenze
anche più
preoccupanti in campo sociale. La conoscenza e la comprensione della
realtà in cui viviamo sono i presupposti essenziali per
agire in
maniera consapevole. Il veloce progresso scientifico e tecnologico
unito alla crescente ignoranza in questi campi da parte della
popolazione, hanno fatto via via venire meno questi presupposti: la
maggior parte della gente vive in un mondo che non conosce e non riesce
a comprendere. Questa condizione psicologica è del tutto
simile
a
quella degli uomini vissuti dal periodo preistorico a quello
pre-industriale, ed anche i comportamenti che ne derivano sono
incredibilmente simili: paura nei confronti di tutto ciò che
non
si
conosce (le nuove tecnologie), ansia, e crescente tendenza
all'irrazionalità ed alla superstizione. La prima reazione
da
parte
della popolazione nell'accogliere nuove scoperte e tecnologie
è
quella
di istintivo timore e di rifiuto. Basti pensare alla percezione da
parte dell'opinione pubblica di argomenti quali i campi
elettromagnetici, gli organismi geneticamente modificati, la
sperimentazione genetica ed il nucleare. Queste paure sfociano molto
facilmente in vari tipi di comportamenti irrazionali, e
possono essere facilmente oggetto di strumentalizzazione. Questa
situazione è resa ancora più grave da un fattore
relativamente recente: la disponibilità di una
quantità
sempre più
grande di informazioni non strutturate (grazie a media quali TV o
Internet), che però quasi mai si è in grado di
comprendere e valutare
correttamente, non avendo un'adeguata preparazione e coscienza critica.
Questo fenomeno va oltre il concetto di "Information Overload"
("sovraccarico d'informazioni"), in quanto non vi è
solo
una difficoltà
nel reperire informazioni importanti tra quelle che costituiscono
"rumore di fondo", ma in questo caso spesso non si ha neanche la
capacità di distinguere le due cose! Questo meccanismo
contribuisce a
far diffondere molto velocemente informazioni e credenze completamente
false o errate, che però riescono a radicarsi a tal punto
nella società
da sostituire quelle tradizionali derivanti da esperienza e conoscenza
diretta delle cose. Questo processo è molto pericoloso,
perché non si
limitata alla sfera personale, ma rischia di influenzare decisioni
critiche che riguardano l'intera comunità. Se oggi appare
chiara la
differenza tra scienza e superstizione, e la fondamentale importanza
della prima rispetto alla seconda, in futuro questa differenza potrebbe
non essere percepita con la stessa evidenza. Anche se questo
può
sembrare eccessivamente allarmistico, esistono già i primi
segni di una
simile tendenza. L'idea (ovviamente priva di fondamento) che il
progresso scientifico e tecnologico sia
il responsabile di alcuni dei più gravi problemi che
affliggono il
mondo odierno è piuttosto diffusa nella popolazione,
così come il
rifiuto della scienza ufficiale in favore di credenze "alternative" (ad
esempio in campo medico o ambientale).
Simili tendenze sono spesso accentuate dalla strumentalizzazione e
dalla disinformazione portata avanti in nome di interessi politici,
economici, ed in qualche caso perfino criminali. Una popolazione che
non ha gli strumenti per distinguere il vero dal falso, l'illusione
dalla realtà, è facile vittima di speculazioni ed
ideologie.
Le origini dell'ignoranza
scientifica
La
diffusa ignoranza scientifica nel nostro Paese ha probabilmente due
origini principali, oltre alla già discussa distorta
concezione
del sapere. Da un lato l'assoluta inefficacia dei metodi
didattici
adottati
dalla scuola per l'insegnamento delle materie scientifiche, dall'altro
le carenze nella comunicazione e nella divulgazione scientifica da
parte dei media.
Il primo punto è sicuramente
il più importante. Lo spazio e l'attenzione riservati alle
materie scientifiche dal nostro sistema scolastico sono decisamente
scarsi, e comunque sempre subordinati a quelli riservati alle materie
umanistiche. Inoltre i metodi didattici impiegati non si sono
sensibilmente evoluti
nell'arco di più di 50 anni, rimanendo tradizionalmente
basati
sull'uso
di un pesante formalismo, di una completa astrazione dalla
realtà e di
uno scarso ricorso all'attività sperimentale e
all'osservazione
diretta
dei fenomeni. In moltissimi casi inoltre si preferisce sacrificare la
chiarezza in nome della completezza e della correttezza formale. Questi
metodi non tengono completamente in considerazione ne il fine
dell'insegnamento, ne le capacità, le attitudini e la
psicologia
degli
studenti, e risultano pertanto assolutamente inefficaci nella maggior
parte dei casi. Le altissime
percentuali di studenti che hanno difficoltà nelle materie
scientifiche, e la bassissima preferenza per queste materie riscontrata
di solito, ne sono una conferma. Questa percezione negativa comporta
spesso un rifiuto verso l'apprendimento delle materie scientifiche, ed
una conseguente rimozione delle stesse poco dopo averle apprese. Non
è
un caso che le conoscenze scientifiche della maggioranza della
popolazione adulta siano paragonabili a quelle di uno studente delle
scuole elementari.
Considerazioni
diverse possono essere fatte riguardo alle carenze nella divulgazione
da parte dei media. Considerando la vastità di pubblico
raggiungibile
dai diversi media, soprattutto dalla televisione, è chiaro
che
essi
potrebbero essere un importante mezzo per la divulgazione (o
l'alfabetizzazione) scientifica. Questo in parte è avvenuto
in
passato,
ma purtroppo non avviene più, sia perché la
produzione di
programmi
scientifici richiede personale qualificato, che di solito non
è
disponibile nelle redazioni, sia perché, perfino per le
emittenti pubbliche, le scelte della programmazione sono
dettate
da criteri economici e commerciali più che da una logica
basata
sul servizio e sulla qualità. Questo fattore
condiziona
molto perfino lo spazio destinato
alla scienza nelle varie testate d'informazione. Il risultato di tutto
questo è che esiste in pratica una specie prodotto costante
tra
la
profondità e la correttezza dell'informazione scientifica ed
il
numero
di persone raggiunte: se un'iniziativa editoriale raggiunge un vasto
pubblico, allora non tratta argomenti in modo
approfondito (ed a volte perfino corretto), e
viceversa.
Anche al di fuori della televisione, la divulgazione
scientifica è decisamente carente, poco diffusa, poco
visibile, e poco
pubblicizzata. Ma il problema maggiore è forse la totale
assenza di
ordine ed organizzazione, che fa si che i vari argomenti siano coperti
in maniera disomogenea e disordinata. Ad esempio scorrendo gli scaffali
di una libreria è facile notare come da libri estremamente
elementari
si passi a libri decisamente complessi che richiedono una buona dose di
conoscenze preliminari per essere letti, e molto probabilmente non si
trova niente ad un livello intermedio. Lo stesso discorso si
può fare
per i diversi argomenti: probabilmente è facile trovare
libri che
trattano di astrofisica e di storia della matematica, e non trovarne
nessuno che parli di chimica o di elettronica. Questa situazione
dipende in primo luogo da una carenza di divulgatori, e secondariamente
da una certa "individualità" che è comune al
campo della scienza così
come a quello della divulgazione. Una maggiore collaborazione potrebbe
contribuire a riequilibrare la situazione e ad incrementare il numero e
la qualità dei prodotti culturali.
Ulteriori difficoltà
Paradossalmente
gli avanzamenti tecnologici che si sono avuti negli ultimi
dieci anni hanno contribuito ad allontanare ulteriormente la
popolazione dalla scienza e dalla tecnologia. Questo è avvenuto
(ed avviene ancora) perché da un lato qualsiasi tecnologia,
essendo molto più complessa di prima, è divenuta anche
meno accessibile. Dall'altro lato la necessità di rendere
fruibili tecnologie relativamente complesse agli utenti finali, ha
favorito lo sviluppo di interfacce sempre più semplici ed
intuitive, che alla fine "nascondono" completamente la tecnologia
sottostante. Il risultato è che la tecnologia non è
percepita come qualcosa da cui potere apprendere o su cui potere
intervenire, ma come un "prodotto finito" verso cui è
possibile assumere soltanto un ruolo passivo (acquirente, consumatore o
utente). Questo limita molto la curiosità, e la
possibilità e la voglia di sperimentare in questi campi. Al contrario, fino alla fine degli anni '80, l'accessibilità
alla tecnologia a basso livello e la difficoltà di reperire
prodotti finiti ad alto contenuto tecnologico ed a basso costo
costituivano una spinta molto forte verso lo studio e la
sperimentazione personale nel campo della scienza e della tecnologia.
Ad esempio era abbastanza comune trovare, perfino tra gli studenti delle scuole elementari, ragazzi che sapevano programmare in Basic,
e che magari avevano imparato da autodidatta grazie alla
disponibilità in casa di un home computer (Commodore 64, ZX
Spectrum, etc.). Così come era abbastanza comune sapere
costruire o modificare degli apparecchi o strumenti, ottenendo anche
delle prestazioni superiori ad equivalenti prodotti commerciali.
Per recuperare le carenze di stimoli che si sono venute a creare
è necessario risvegliare in qualche modo questa stessa voglia
di conoscere, la curiosità ed il desiderio di creare. E'
necessario trasmettere la consapevolezza che la realtà è
molto più ampia ed affascinante di quella che si è
abituati a vedere, vivere, ed accettare passivamente, che è
possibile conoscerla ed intervenire su di essa in modo attivo e
profondo, che insomma è possibile avere un ruolo diverso
all'interno di essa.
Possibili soluzioni
Correggere la situazione descritta prima
o
riuscire ad invertire
certe tendenze non è certo facile. Occorre infatti
intervenire su molti aspetti diversi in maniera coordinata e
costruttiva. Da questa constatazione nasce l'esigenza di creare le
circostanze ed i mezzi per potere affrontare ed eventualmente risolvere
i problemi visti prima in maniera sinergica.
Per questo l'ADCS vuole rappresentare una piattaforma comune
per
affrontare i problemi relativi alla divulgazione, alla didattica ed
alla comunicazione della scienza, proponendo iniziative ed interventi
costruttivi in questo campo. Le aree di interesse e gli
interventi proposti sono descritti più
dettagliatamente nella sezione "L'iniziativa".
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