L'iniziativa
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Da piccolo ero un bambino molto curioso, e
forse è stata proprio questa curiosità a farmi
avvicinare alla scienza. Riuscire a comprendere la realtà,
scoprire fenomeni nuovi, spiegare il funzionavano delle
cose, ed utilizzare queste conoscenze per dare forma alle
mie idee, era qualcosa di molto eccitante e divertente.
Bastava guardarsi attorno ed osservare con attenzione la
realtà per imparare molte cose, bastava smontare gli
oggetti per vedere come funzionavano, sfogliare libri ed
enciclopedie, e soprattutto sperimentare, tentare di
riprodurre, costruire. La gioia e la soddisfazione di
vedere funzionare qualcosa che avevo realizzato dopo
tanto studio e lavoro era una sensazione grandiosa, che
difficilmente può essere compresa da chi non l'ha mai
provata.
Quel periodo (gli anni '80) offriva molte possibilità a
chi si interessava di scienza. Nel bene o nel male se ne
parlava molto (i progressi nell'elettronica, Chernobil,
lo Shuttle Challenger, la fusione fredda, il buco
nell'ozono...), e quindi era facile esserne coinvolto.
Esistevano diversi programmi in TV dedicati alla scienza
ed alla tecnologia, e c'erano perfino diversi telefilm a
sfondo scientifico (chi si ricorda de "I Gemelli
Edison"?) o fantascientifico (Star Treck, Hulk,
Supercar, i cartoni giapponesi della serie dei robot...)
che sicuramente contribuivano a far nascere una certa
curiosità su determinati argomenti (l'esplorazione dello
spazio, le radiazioni ed i loro effetti, l'elettronica e
l'intelligenza artificiale...). Anche molti film di quel
periodo avevano uno sfondo scientifico, in cui si
enfatizzavano valori positivi come la scoperta,
l'avventura, la fantasia, la creatività... (giusto per
citarne alcuni: Explorer, I Goonies, Indiana Jones...).
Ricordo che spesso a scuola si parlava di argomenti come
l'inquinamento, la produzione di energia, le fonti
rinnovabili, ed a volte venivano organizzati dei seminari
proprio su questi argomenti. Perfino grosse società come
Enel erano abbastanza attive nella divulgazione (ricordo
ad esempio i loro opuscoli in cui veniva spiegato
dettagliatamente il funzionamento dei diversi tipi di
centrali...) Era anche facile reperire informazioni: si
trovavano facilmente molti libri di ottima qualità,
semplici ma al tempo stesso molto approfonditi (spesso
risalenti agli anni 60 o 70, traduzioni di vecchie opere
americane), come ad esempio il mitico "I Segreti
della Chimica" di Robert Brent o la serie di
articoli "Amateur Scientist" della rivista
Scientific American. Il fascino generato dalle missioni
spaziali e dalle conquiste della fisica e della chimica
era ancora forte, e spingeva ad appassionarsi a quegli
argomenti ed a documentarsi. Esistevano anche dei "giocattoli"
fantastici per chi amava imparare, costruire e
sperimentare, come il Piccolo Chimico, il Meccano, o il
LEGO Technics, ed una nutrita serie di telescopi e
microscopi a basso costo.
Quello era anche il periodo di maggiore diffusione degli
Home Computer. Macchine che non solo si potevano
utilizzare così com'erano, ma che chiunque poteva anche
programmare! Quanti dei programmatori di oggi hanno
iniziato grazie allo ZX Spectrum, al Commodore 64 o al
VIC20? Io imparai a programmare il C64 quando avevo meno
di 9 anni, da autodidatta, grazie al suo criptico manuale
dell'utente ed a tante prove ed esperimenti. Raggiunsi già
allora un ottimo livello nella programmazione in Basic ed
in quella dell'hardware. Anche in questo caso sapere
programmare significava potere creare tutto ciò che si
voleva, dare forma alle proprie idee, superare i limiti
di ciò che esisteva già.
L'elettronica avanzava a ritmo incessante, ogni giorno si
assisteva a dei piccoli progressi, ed ogni progresso era
vissuto come una grande conquista! I primi "velocissimi"
floppy disk, i modem e le BBS, gli avanzamenti nella
grafica dei computer e delle macchine da gioco. E poi i
primi computer a 16 bit come l'Amiga, o l'Atari...
L'interesse per la scienza e la tecnologia aveva anche
un'altra motivazione: molte cose non esistevano, non
erano reperibili o costavano troppo. L'unico modo per
poterle avere era auto-costruirsele! Questo faceva
nascere in molti l'interesse per hobbies come
l'elettronica o la meccanica. Era comune trovare gente
che sapeva progettare e costruire radio, amplificatori
audio, telescopi, oscilloscopi, o strumenti anche più
complessi...
Sono passati più di dieci anni
da quel periodo, e purtroppo tutto quello che ho
descritto non esiste quasi più. Nella percezione comune
il progresso tecnologico sembra essere qualcosa di
raggiunto e che viene dato per scontato. Tutto è
disponibile e costa pure poco. La realtà si ferma a ciò
che si può trovare nei negozi, tutto il resto è come se
non esistesse: tutti hanno un telefonino, ma nessuno ha
la più pallida idea di come funzioni. Nessuno parla più
delle conquiste della scienza, se non per fare notizia.
In TV rimane solo l'eroico TG Leonardo di Rai3, confinato
in spazi sempre più piccoli e precari, e poche altre
trasmissioni (a volte un po troppo "monotematiche").
Anche i telefilm di ispirazione "scientifica"
sono finiti con MacGyver... E' finita anche l'era della
conquista dello spazio (o per lo meno è questo quello
che viene percepito), l'era delle radio libere e dei
radioamatori, è quasi finita l'era dell'elettronica come
hobby (oramai i componenti sono troppo piccoli per essere
maneggiati e troppo complessi!), ed è finita l'era del
Piccolo Chimico (è ritenuto troppo pericoloso!).
Oltretutto il progresso della tecnologia ha reso tutto più
complicato e difficilmente accessibile (una volta era
possibile mettere mani al motore della propria auto,
adesso non lo si riesce neanche a vedere!).
Complessivamente quindi sono diminuiti moltissimo gli
stimoli, le possibilità, le informazioni e quindi tutto
ciò che poteva generare interesse per la scienza.
Quanti studenti delle scuole elementari o medie
attualmente sanno qual è la differenza tra fusione e
fissione nucleare, o cos'è il buco dell'ozono? Quanti
sanno programmare in Basic o avranno mai la possibilità
di provarci? Quanti possono dire di avere mai costruito
qualcosa con le proprie mani? La risposta purtroppo è
quasi nessuno. Eppure in nessuno di loro il desiderio di
conoscenza e la creatività sono assenti, sono solo
latenti, atrofizzati... Ma provate a raccontare ad un
bambino che, in pochi minuti e con quello che ha in casa,
potrebbe produrre idrogeno a partire dall'acqua, ed
usarlo per costruire un piccolo razzo! E osservate la sua
reazione... La luce che si accenderà nei suoi occhi è
il segno che qualcosa si è risvegliato in lui: è
assieme voglia di conoscere, curiosità e desiderio di
creare! E' la scoperta che la realtà è molto più ampia
ed affascinante di quella che ha sempre visto, vissuto ed
accettato passivamente, è la consapevolezza di poterla
conoscere e di potere intervenire su di essa in modo
attivo, è la presa di coscienza di potere avere un ruolo
diverso all'interno di essa.
Il motivo principale per impegnarsi ad avvicinare la
gente alla scienza, e viceversa, è proprio quello di
fare in modo che sempre più persone possano conoscere
questa luce. Per fare questo è necessario colmare il
vuoto che si è venuto a creare negli ultimi anni, e che
purtroppo è destinato ad ampliarsi se non si interviene
in qualche modo. Se le vie ed i mezzi che conducevano
alla scoperta della scienza sono andati via via
scomparendo, occorre rimpiazzarli con qualcosa di
altrettanto efficace! In caso contrario il prezzo da
pagare non sarà solo quello di un drammatico
impoverimento culturale della nostra società, ma anche
la graduale perdita di buona parte delle più grandi
attitudini ed aspirazioni che il genere umano ha sempre
posseduto. Infatti la perdita di interesse per la cultura
scientifica non si è mai tradotta in un proporzionale
incremento per qualcosa di pari valore culturale, ma
piuttosto in una specie di passività intellettuale ed
una tendenza all'irrazionalità, che si riflette in molti
aspetti della vita quotidiana. Cercare di diffondere la
scienza oggi quindi non è solo una necessità, ma anche
una tra le più nobili cause per cui ci si può battere...
Antonio
Di Stefano
Palermo, Settembre 2005
Vedi anche:
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