L'EROE DECADENTE

L'eroe decadente è incarnato da diversi prototipi, come il superuomo, l'esteta, il dandy.

Gabriele D'Annunzio che si appresta a compiere il celebre volo su Vienna (Agosto 1918)

Il superuomo dannunziano è un individuo superiore, un dominatore, un capo, un vincitore, un sovversivo delle politiche democratiche e socialiste. C'è il superuomo che troviamo anche in Nietzsche, capace di dir di si alla vita, di ribellarsi ad essa, di accettare la dimensione tragica dell'esistenza.

Vi sono poi l'esteta e il dandy, dominati dall'artificio e dalla finzione, e da una sbalordita ammirazione per il bello, dotati di raffinatezza e stravaganza.

Nella cultura tardo-decadente, con Svevo, Joyce e gli scrittori del primo Novecento, l'eroe decadente incontrerà una controtendenza, divenendo un antieroe, in inetto, un eroe "passivo".

Altri prototipi del decadente sono quelli del poeta-veggente del simbolismo francese, dotato di una più profonda percezione della realtà, e del fanciullino pascoliano, che è insisto nel poeta.

 

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