SVEVO Italo
(pseud. di Aron Hector Schmitz) (Trieste 19.12.1861 - Motta di Livenza 13.9.1928) Scrittore. Avviato agli studi commerciali e poi impiegato di banca e socio di unimpresa industriale, affiancò a queste attività la passione per la letteratura. Le sue prime opere (Una vita, 1892; Senilità, 1898) passarono pressoché inosservate, sebbene contenessero già i caratteri tipici della sua narrativa: pur risentendo ancora del naturalismo, esse svolgono il tema dellinettitudine alla vita, responsabile del perenne senso di fallimento che angustia tutti i personaggi di Svevo, e mostrano già pienamente una spiccata tendenza allanalisi introspettiva, testimone degli interessi dellautore per le recenti teorie psicoanalitiche. Tali caratteri trovarono la loro più compiuta realizzazione nelle opere successive, da La coscienza di Zeno (1923), lungo racconto in prima persona del protagonista alle prese con la propria autoanalisi, con il quale ottenne un ampio riconoscimento internazionale, grazie allinteressamento di James Joyce e alle favorevoli recensioni di L. Larbaud, B. Crémieux ed E. Montale, a La novella del buon vecchio e della bella fanciulla (1929) e Corto viaggio sentimentale (1949), che per il loro carattere più unitario ed omogeneo testimoniano la raggiunta maturità anche sul piano stilistico. Postumi vennero pubblicati alcuni frammenti (Saggi e pagine sparse, 1954) e le Commedie (1960).