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"Scacco alla Regina" Un film che vi farà venire la pelle d'oca. Anche se non vi piacciono gli scacchi.
Regista: Yves Hanchar
1828. Max, un ragazzo solitario, tenta di suicidarsi saltando giù da un picco emergente dalle nuvole. Il caso vuole però che passi di lì il pastore Ambroise che salverà ed adotterà Max, trasmettendogli inoltre la passione per gli scacchi. Dodici anni più tardi Ambroise si occupa ancora di Max, divenuto un giocatore geniale che sfida i più forti. Nessun campione vince contro di lui. Suzanne, la cui padrona si è suicidata dopo aver perso contro Max, si unisce al pastore e al conte Max. Insieme il trio parte alla conquista del titolo mondiale, in quel momento appartenente a Lord Staunton, un arrogante nobile inglese. La sfida avrà luogo al castello della Marchesa di Theux, appassionata anche lei di scacchi e che promette sua figlia in sposa al vincitore. I preparativi per la competizione sono segnati da incidenti ed intrighi: Max è una persona fragile, ossessionata dal bisogno di amare e dal mistero della sua origine. Anne Lise de Theux, che sembra detestare la madre, è pronta a tutti i compromessi ed entrambi i giocatori sembrano disposti a mercanteggiare la vittoria. L'incontro dura molto tempo e Max non è lontano
dall'abbandonare. Vince comunque in extremis ma rinuncia al titolo quando
comprende che Rictus, senza dubbio più forte di lui, può disarmarlo con
la rivincita. Anne Lise parte dunque con Staunton. Max, il pastore
Ambroise e Suzanne vanno a vivere in uno chalet nel cuore delle montagne,
dove i due uomini si erano conosciuti. Presso la casa c'è una
ricostruzione gigante di una scacchiera, con tanto di pezzi in pietra alti
quanto il conte Max. Ma quest ultimo, roso dal mal di vivere, giocherà da
solo l'ultima partita prima di lanciarsi nel vuoto.
(Tradotti dal francese all'italiano da Jessica Rattini)
Sicuramente è un film drammatico, dall'atmosfera pesante e tesa. Anche chi non s'interessa di scacchi troverà questo capolavoro cinematografico ben diretto e coinvolgente. Si rimane indubbiamente colpiti dal carisma che sa sprigionare il conte Max (Denis Lavant) pur senza corrispondere esteticamente ai canoni di bellezza comuni. Sarà il ruolo che interpreta, di folle uomo ormai ai limiti della sopportazione di se stesso? O per come conclude da protagonista l'indimenticabile fine?
Si ringrazia per le foto e la trama:
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Gruppo di teatro, di vita, di passioni Chiamarlo il "Nobil Giuoco' è poco ma può portare alla pazzia? In questo caso... "Scacco alla Regina"!
La musica che non muore mai
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