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Giurisprudenza A Parma, Milano, Pisa e Siena (Si ringrazia Studenti.it) Per chi volesse una guida completa sulla facoltà di giurisprudenza in generale, mi può scrivere) Parma Situata nell’edificio più importante dell’ateneo in quanto via delle Università ospita tutte le sedi degli organi amministrativi dell’ Università degli Studi di Parma. Data la particolare locazione , la Facoltà di Giurisprudenza, con i suoi rappresentanti, è quella più a diretto contatto con "i poteri forti": non mancano ogni anno iniziative mirate ad ampliare lo spazio per lo studio o per l’inserimento della scheda di valutazione per i docenti anche se il giudizio riguardo alla didattica nel complesso è positivo. Esistono sette biblioteche,una per istituto, la biblioteca Centrale e nei corridoi nicchie per lo studio. A conferma di quanto detto sopra, nell’Ottobre del 2001 sarà a disposizione anche un’aula , vicino alla F, con 250 m quadri nuovi di zecca per lo studio e per l’allestimento di una piccola biblioteca. Negli anni successivi le lezioni diventano più umane, fino a costruire un buon rapporto con i docenti. Questi ultimi ,da poco, hanno il dovere di ricevere gli studenti almeno due ore la settimana e anche se la frequenza non è obbligatoria è vivamente consigliato andare a lezione. Al primo anno esiste "il blocco": in caso di mancato superamento di Diritto Romano e Diritto Privato non è possibile iscriversi al secondo anno. Gli altri esami più "pesi" sono Diritto Costituzionale, Procedura Civile, Procedura Penale. L’esame di Commerciale è suddiviso in quattro grosse parti e si consiglia uno smaltimento dilazionato in un paio di anni. Comunque dopo il secondo anno le cose si fanno più semplici ed interessanti anche per l’opportunità di seguire seminari. Da segnalare che nella biblioteca centrale è nato il primo laboratorio informatico delle facoltà umanistiche con 30 PC e la possibilità di iscriversi a qualsiasi tipo d’esami via Internet!! Milano Statale: Giurisprudenza SEGRETERIA Il corso di laurea in giurisprudenza è di quattro anni, anche se esiste una forte discrepanza tra la durata legale e quella reale: in media gli studenti si laureano in 6-7 anni !! Considerando la necessità di dover affrontare il biennio di praticantato o di specializzazione, si comprende come l'accesso al lavoro possa essere notevolmente ritardato rispetto alla media europea. L’ordinamento
didattico è suddiviso in due bienni di studio, il primo dei quali è
meramente propedeutico; il secondo è invece d’indirizzo. Gli appelli
sono distribuiti nei seguenti mesi: 4 appelli da aprile a luglio, 2
appelli nei mesi di settembre e ottobre, uno a gennaio ed eventualmente
uno a dicembre (il professore è libero di decidere se inserirlo) Sbocchi professionali La laurea è condizione necessaria ma non sufficiente per l'abilitazione alle professioni legali classiche (avvocatura e notariato); anzi, con essa si è lontani dal possedere quelle competenze giuridiche e pratiche necessarie all’esercizio delle predette professioni. Al termine degli studi universitari, quindi, colui il quale avesse intenzione di intraprendere la carriera forense o notarile dovrà, secondo la normativa vigente, seguire un biennio di tirocinio presso studi legali o notarili, alla fine del quale si potrà sostenere l’esame di stato. Per la magistratura, invece, non è richiesto il periodo di praticantato, essendo il titolo di laurea sufficiente per accedere al concorso per uditore giudiziario. In prospettiva, è probabile che per accedere all'esame di stato sia necessario aver frequentato con profitto una scuola di specializzazione di durata biennale, accessibile solamente a coloro i quali, laureati, riusciranno a superare un esame selettivo iniziale. Noi ci battiamo e ci batteremo affinché la frequenza della scuola di specializzazione non sia condizione necessaria per poter sostenere l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense Per chi non intendesse, comunque, intraprendere le suddette carriere, la laurea in giurisprudenza offre altri sbocchi professionali: pubblica amministrazione, insegnamento, carriera diplomatica o giornalistica, ecc.... Suggerimenti utili Prima di esporre alcuni dei suggerimenti che riteniamo più utili per una proficua carriera universitaria, è opportuno premettere un dato statistico significativo: la nostra facoltà si caratterizza per una forte selettività. Infatti, per ogni cento studenti che si immatricolano solo venticinque/trenta riusciranno a laurearsi; e di questi solo quattro conseguiranno il titolo entro i quattro anni di corso previsti dall'attuale ordinamento didattico. Ciò premesso, ecco i suggerimenti. Le lezioni Come è noto, la frequenza delle lezioni non è obbligatoria e, a ben vedere, un siffatto obbligo oggi non sarebbe possibile: le strutture non potrebbero ospitare tutti gli iscritti. Dunque, la decisione di assistere o di non assistere alle lezioni spetta allo studente; e ciò rappresenta senz’altro il principale elemento di novità rispetto all’organizzazione degli studi propria della scuola secondaria. Questa possibilità di scelta induce molte "matricole" a rinunciare molto presto alla frequenza. A nostro avviso, l’abbandono delle lezioni rappresenta una delle cause principali dell’insuccesso negli studi di molti neo-iscritti alla facoltà. Infatti, nonostante le lezioni affrontino solo una parte (talvolta minima) del programma d’esame e siano mal distribuite nel tempo, esse rimangono comunque il principale supporto didattico a disposizione degli studenti. I benefici che un’assidua frequenza dei corsi comporta si possono così sintetizzare:
Dunque, nonostante le gravi carenze dell’attuale programmazione didattica, la frequenza delle lezioni, soprattutto del primo anno di corso, rimane una delle condizioni necessarie, ma non sufficienti, per un proficuo impegno e risultato negli studi. E ciò nonostante vi sia chi riesce ad ottenere ottimi risultati anche senza il contributo fornito dalle lezioni. Rimaniamo, infatti, dell’idea che si tratti di eccezioni che confermano la regola. In conclusione,
aggiungiamo solo un suggerimento: se ne avete la possibilità, munitevi di
un registratore portatile e registrate le lezioni. Ciò vi consentirà di
riascoltarle a casa e di realizzare appunti precisi, utilissimi al momento
del ripasso conclusivo prima della prova d'esame. Per risparmiare, potete
organizzarvi in gruppo. Infine, le cassette registrate potrete venderle
(ma anche donarle) alla nostra associazione, che si impegna a prestarle ai
numerosi studenti-lavoratori che non hanno la possibilità, in assenza di
corsi serali, di frequentare assiduamente le aule universitarie. Tutte le cattedre attivano, parallelamente allo svolgimento delle lezioni "classiche", seminari riepilogativi e/o di approfondimento. I seminari riepilogativi, in genere, oltre ad affrontare tematiche già trattate a lezione, integrano queste ultime completando l’esame delle questioni che saranno oggetto d’esame. Pertanto, consigliando la frequenza di queste attività didattiche, richiamiamo in toto quanto detto riguardo alle lezioni, aggiungendo soltanto che questi seminari si caratterizzano solitamente per la loro aderenza ai programmi d'esame. I seminari di approfondimento, come già esprime il predicato, mirano ad apportare competenze ulteriori rispetto a quelle richieste in sede d’esame. Si tratta solitamente di ricerche di gruppo guidate da dottorandi e ricercatori che concorrono in modo decisivo alla formazione del giurista. Esse rappresentano le uniche esperienze di ricerca che lo studente di giurisprudenza può svolgere prima della tesi di laurea. Oltre a questo elemento, a favore della frequenza di questo tipo di seminari depone anche la circostanza che, spesso, il lavoro svolto in queste sedi è considerato sostitutivo di una parte del programma d'esame. La preparazione dell'esame In sede d'esame è richiesta la conoscenza di quanto contenuto nei libri indicati nella bibliografia del corso. Il programma d'esame, generalmente, è identico sia per i frequentanti sia per i non frequentanti e, per questo motivo, come abbiamo già detto, sono molti gli studenti che ritengono una perdita di tempo la frequenza delle lezioni. Abbiamo già criticato questa impostazione e non ci ripeteremo; segnaliamo soltanto che i casi in cui il programma viene differenziato per i frequentanti dovrebbero, in base ad una recente direttiva del consiglio di facoltà, aumentare. Ma questo lo verificherete nel corso dell'anno. Invero, delle differenze di trattamento sono già state introdotte per alcune di quelle discipline che prevedono anche, o soltanto, una prova d'esame scritta. In particolare, riguardo ai corsi del primo anno, ciò vale per l'esame di economia politica e di alcune altre discipline: durante l'anno vengono svolte delle provette scritte sostitutive della prova d'esame a cui sono tenuti coloro che non partecipano ad esse o che decidono di non accettarne l'esito pur positivo. Al di là di queste eccezioni, l'esame verte dunque su di una bibliografia indicata all'inizio dei corsi. Generalmente, è richiesto lo studio di circa un migliaio di pagine, e ciò rappresenta una delle novità e difficoltà principali per il giovane universitario. La memorizzazione di un così vasto programma non è cosa semplice e presuppone uno studio metodico condotto, nel caso in cui non si siano frequentate le lezioni, per almeno due mesi. V'è chi sostiene di aver preparato esami in un mese o anche meno, ma al di là della veridicità di quanto affermato, non v'è dubbio che una preparazione di questo tipo, se può offrire qualche possibilità di superare l'esame, magari anche con un voto mediocre, di certo non è funzionale alla formazione di una solida cultura giuridica: una laurea se non è accompagnata da una reale formazione rischia di essere solo un inutile pezzo di carta! La difficoltà di preparare gli esami di diritto non sta però soltanto nella vasta mole di nozioni e concetti contenuti nei libri di testo, ma anche nel tipo di studio richiesto. Non è un luogo comune l'idea che lo studio del diritto richieda un considerevole sforzo mnemonico: le norme giuridiche, in genere, sono scritte nero su bianco e i professori esigono che esse siano conosciute per quello che sono; insomma, esse vanno studiate a memoria. E questo è forse il più grosso ostacolo che caratterizza il primo anno di giurisprudenza. Il segreto per un veloce superamento di questa barriera sta nell'affrontarla subito e con determinazione: tutti i testi istituzionali contengono una serie di definizioni e di concetti chiave che vanno assolutamente studiati a memoria. Per impossessarsi del linguaggio giuridico non ci sono alternative! Ma, una volta fatto ciò, la memorizzazione delle norme sarà più semplice di quanto possiate pensare. Un luogo comune è invece l'idea che lo studio del diritto sia solo studio mnemonico, che cioè non ci sia nulla da capire. Il diritto è un'insieme di regole di comportamento e di organizzazione sociale, di limiti e di garanzie di libertà; esso racchiude ed è espressione delle idee dominanti nell'epoca in cui viene prodotto; è insieme di principi e di regole minute. Insomma, è un complesso sistema di norme e di principi con implicazioni filosofiche e politiche che per essere compreso correttamente richiede un non facile sforzo interpretativo. Per facilitare la memorizzazione e la comprensione di quanto si deve studiare è importante dotarsi di un metodo corretto: leggere velocemente una volta il testo o parte di esso cercando di comprenderne il significato; rileggere il tutto evidenziando, mediante sottolineatura o appunti scritti, quanto si ritiene di dover sapere; procedere alla memorizzazione di tutto ciò che si è ritenuto necessario evidenziare. Qualora si riscontrino difficoltà di comprensione o si intendano approfondire determinate questioni, è utile recarsi dal docente o da un suo collaboratore durante gli orari di ricevimento (senza paura di far brutte figure). Per facilitarsi la memorizzazione è utilissimo studiare con qualche compagno/a, sganciando immediatamente i/le perditempo. Ah, ricordatevi che per un’efficace memorizzazione a nulla serve leggere e rileggere le stesse cose; è invece necessario uno sforzo mnemonico autentico, procedendo parola dopo parola, frase dopo frase, periodo dopo periodo, ......... Per chi ha frequentato le lezioni risulterà molto più semplice la comprensione dei contenuti e la individuazione delle nozioni rilevanti. Se poi si è in possesso anche delle registrazioni delle lezioni o dei seminari riepilogativi, esse potranno rendere meno faticoso lo studio, permettendo di alternare la lettura dei testi con l'ascolto delle (speriamo) preziose bobine. Utili possono essere inoltre anche gli appunti realizzati da qualche studente di provata preparazione. Ma, attenzione, evitate di preparare l'esame utilizzando esclusivamente appunti realizzati da altri: un conto è servirsi di schemi e riassunti che sono il prodotto del proprio lavoro e che, di fatto, lo integrano, altro è limitarsi a memorizzare sintesi calibrate su bisogni di qualcun altro. Consigliabile, ma solo ai fini dell'esame, è recarsi agli appelli d'esame delle materie che ancora si debbono studiare per raccogliere le domande che vengono rivolte dagli esaminatori: esse molto spesso si ripetono. Lo stesso dicasi per le domande contenute nelle prove scritte. La prova d'esame Gli esami del primo anno si sono caratterizzati in questi ultimi anni per una generalizzata diffusione delle prove scritte. Esse, fino agli inizi degli anni ’90 inesistenti nella nostra facoltà, sono state introdotte con l'intento dichiarato di verificare che l'esaminando abbia acquisito quelle nozioni che i docenti ritengono indispensabili per il superamento dell'esame, alleggerendo così il carico di lavoro in sede di colloquio orale. Tuttavia questo
tipo di prove, che poteva presentare un'utilità oggettiva qualora ci si
fosse limitati a verificare la conoscenza delle nozioni base - indicate in
apposite dispense -delle diverse discipline, ben presto si è rivelato
essere, salve alcune eccezioni, uno strumento di selezione che riduce
l'esame ad una semplice verifica della conoscenza da parte del candidato
di una moltitudine di nozioni spesso di importanza secondaria e, ne siamo
certi, in parte e in origine ignorate anche da diversi collaboratori dei
professori. In ogni caso possono risultarvi utili alcuni suggerimenti. Innanzitutto importante è l'approccio psicologico con l'esaminatore: prima di sedersi è opportuno rivolgere un educato saluto e durante l'interrogazione è opportuno mostrare sicurezza, senza però apparire spavaldi o saccenti. In quest'ultimo caso verreste sottoposti ad una terribile torchiatura che difficilmente vi permetterebbe di uscire indenni dalla prova. In secondo luogo, nel caso di domande di ampio respiro, le risposte dovranno essere a tono e sintetiche (ma non troppo!), lasciando ad un momento successivo eventuali approfondimenti; sarà comunque utile premettere il metodo che si intende seguire nell'esposizione: ciò, tra l'altro, darà l'impressione che voi abbiate un'eccellente preparazione. In terzo luogo, prima di rispondere è opportuno lasciar trascorrere una decina di secondi per raccogliere le idee ed ordinarle: darete l'impressione di essere persone riflessive. In quarto luogo, nel caso in cui non vi ricordaste assolutamente la risposta esatta è preferibile non tirare ad indovinare; mentre, qualora vi mancasse solo la certezza circa la sua esattezza, è opportuno rispondere, premettendo però la presenza del dubbio. Infine, se alcuni giorni prima della prova e dopo aver studiato alacremente per diverse settimane vi doveste sentire impreparati, non temete: quest'impressione caratterizzerà tutte le vostre vigilie d'esame fino alla laurea. Puoi trovarci in via Saccardo 39 (tram 11, tram 33, tram 23, bus 54, MM Lambrate) telefono 02.21591169 E-mail: [email protected] www.studenti.it Pisa Non "si sa se sia" stata una vostra libera scelta ,magari dovuta alla vostra poca consapevolezza di quello che volevate fare "da grandi", o un’imposizione della vostra famiglia per via delle lunghe tradizioni in campo giuridico. Non si sa neanche se e’ vero che avete scelto la facoltà più facile del mondo,ed è ignoto se le persone che vi introdurranno al mondo del diritto saranno a maggio cosi buone come si presentano il vostro primo giorno di lezione . Ma ormai il danno è stato fatto ,vi siete iscritti !!!!!.Benvenuti a Giurisprudenza. Prima di parlare della facoltà un piccolo avvertimento.Studierete il diritto , il valore della norma giuridica , la pluralità degli ordinamenti giuridici e tante altre cose .Ebbene, assieme a questo sforzatevi anche di capire quanto sia importante il diritto per l’armonia della comunità a cui esso fa riferimento .Un giurista vero rispetta le norme perché sa che e’ necessario farlo . Ora provate a chiedervi per quale motivo alcuni docenti qui da noi non rispettano il regolamento didattico d’Ateneo ( firme di frequenza, sbirciatine del libretto , rinvii "sine die" della possibilità di dare gli esami dopo esser stati respinti).Qualche docente citerà indirettamente questo scritto parlandovi nei primi giorni di quanto è utile la firma di frequenza ai fini statistici o della didattica ( se inventeranno qualcosa di nuovo lo scriveremo il prossimo anno). L’importante e’ conservare la lucidità necessaria perchè molti qui sono i giuristi "veri" , quelli che meritano di essere ascoltati .Vi invitiamo a parlare tanto con loro in ogni occasione che vi si presenti, perché le cose stanno cambiando, e ad un alto livello di qualità della didattica si sta affiancando un altrettanto alto livello di civiltà , di maturità sociale in contrasto con visioni ottocentesche del ruolo del docente universitario . Ma il cambiamento dipende anche da voi, e se vogliamo essere " la prima d’Italia" dobbiamo progredire nei rapporti tra le componenti della facoltà. Sinistra per . . . lotta anche per questo . La prima cosa che si palesa ad una matricola di giurisprudenza è l'enorme quantità di nozioni da imparare contenuta in volumi che di solito hanno la mole di vocabolari: proprio per questo motivo, pur nella gran varietà di complementari che la nostra facoltà ci dà la possibilità di scegliere, è importante dare la priorità ad esami fondamentali tra i quali diritto privato e pubblico al primo anno e civile, amministrativo, penale e le procedure in quelli successivi. Da quest'anno la
nostra facoltà proprio per facilitare la comprensione e lo studio del
diritto pubblico e privato fa partire dei precorsi che avranno inizio
verso la metà di ottobre e che serviranno per spiegare ed illustrare le
principali nozioni e i concetti cardine indispensabili per lo studio del
diritto. Alla fine di tali corsi, aperti a tutti gli iscritti al primo
anno e con suddivisione per lettera, gli studenti che vi hanno partecipato
potranno sostenere un colloquio prima delle vacanze di Natale: si
risponderà sugli argomenti trattati e sarà dato un giudizio positivo o
negativo di cui si terrà conto quando sarà sostenuto l'esame. Non è più necessario presentare il piano di studi: lo studente ne sceglie uno fra i quattro previsti (POLIVALENTE, FORENSE, IMPRESA PUBBLICA E PRIVATA, PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) e ne segue le indicazioni, al momento della laurea ne sarà poi verificato il rispetto. Sono inoltre abolite le firme di frequenza che non permettevano allo studente di sostenere esami diversi da quelli previsti per l'anno cui era iscritto per cui adesso è possibile dare qualsiasi esame purché si rispettino le propedeuticità. Tornando ai corsi va detto che per il primo anno sono suddivisi in quattro sulla base dell'iniziale del cognome anche se questo non evita l'affollamento durante le prime settimane di lezione (non c'è però da preoccuparsi perché di solito da gennaio la calca diminuisce drasticamente); è però importante seguirli tutti all'inizio in modo da farsi un'idea, in seguito, è preferibile frequentare quelli che permettono di sostenere colloqui o compiti durante l'anno. Un ultimo consiglio prima di affrontare in dettaglio i vari esami è legato al periodo che precede la data in cui sosterrete l'esame: è molto utile seguire qualche appello prendendo le domande e ascoltando le risposte dei candidati, inoltre se conoscete ragazzi più grandi che hanno lo hanno già dato fatevi dare qualche indicazione. Economia Politica: in tutti i corsi è possibile fare compitini che aiutano a snellire il programma d'esame. E' un corso particolarmente utile da frequentare sia per chi ha difficoltà nella costruzione di grafici derivanti da equazioni e nel commento di questi, sia per chi è interessato a comprendere i principali fenomeni dell'economia contemporanea e a riflettervi sopra. Gli argomenti che sono affrontati sono le nozioni base della micro e macro economia ed anche in parte la storia del pensiero economico. Filosofia del Diritto: è diviso in tutti i corsi in due parti sia attraverso colloqui, sia attraverso compitini scritti facoltativi che saranno valutati e di cui si terrà conto ai fini dell'esame. Il corso si occupa di dare un'adeguata conoscenza delle tematiche classiche della filosofia e di fornire strumenti metodologici utili per affrontare in modo critico le varie tematiche. Istituzioni di
diritto pubblico: per questa materia ci saranno come già detto dei
precorsi con colloquio finale; essa comporta l'analisi istituzionale del
diritto pubblico italiano che è accompagnata dallo studio di un istituto
particolare. Durante l'anno si potranno poi approfondire alcuni argomenti
attraverso seminari. Istituzioni di diritto privato: è l'esame più difficile del primo anno e per questo è importante seguire i precorsi che ci saranno anche per questa materia e magari, se è utile, anche i corsi in modo da sostenerlo il prima possibile visto che è una delle principali propedeuticità. E' in ogni caso da tenere presente che richiede un impegno notevole e, alla luce del testo su cui si prepara (Bigliazzi-Geri, Breccia, Busnelli, Natoli), anche uno studio approfondito del manuale. Può servire avere un testo d’appoggio che spieghi in modo più semplice certi argomenti ed anche recarsi ai ricevimenti per comprendere meglio le varie problematiche. Storia del Diritto Romano: si consiglia la frequenza per tutti i corsi, dal momento che a lezione si approfondiscono alcune parti del programma non sempre trattate in modo esauriente sui testi. E' utile seguire anche i seminari che si svolgono durante l'anno perché consentono di sostenere pre-appelli in cui sarete interrogati da chi ha svolto il seminario o il corso. Nel corso "C" si può dividere l'esame in due o tre colloqui da concordare col professore. Istituzioni di Diritto Romano: è l'esame opzionale per l'indirizzo Forense ed è molto utile perché introduce agli istituti che poi si ritrovano in esami come diritto privato. Per concludere va detto che fare bene questa facoltà può essere utile per il successivo inserimento nel mondo del lavoro anche se non decisivo perché è ancora troppo grande la divaricazione fra la preparazione teorica e le capacità pratiche richieste dalle varie professioni. Inoltre, da una parte si sente la mancanza di prove scritte nel percorso didattico della facoltà che sono molto utili per i concorsi che si dovranno sostenere una volta laureati, dall'altra si sente il peso di tempi di laurea ancora troppo lunghi. Riguardo a questo bisogna affermare che nella situazione attuale è inevitabile: vanno sostenuti, infatti, ventisei esami in quattro anni di cui diciannove fondamentali con programmi molto ampi; proprio per questo speriamo che la riforma del corso di laurea, basata sul modulo 3 (tre anni- sedici annualità-licenza) + 2 (due anni-sette annualità-tesi) e che dovrebbe entrare in vigore dall'anno accademico 2000-2001, incida in modo consistente. Siena Esami: Diritto Costituzionale E' il primo vero esame giuridico che vi troverete ad affrontare: fatelo subito e fatelo bene! Inizierete così a capire se gli studi giuridici sono davvero per voi e un buon voto a questo esame vi renderà la vita più facile quando affronterete gli altri (effetto traino). Per superare bene l'esame sarà innanzitutto necessario studiare a fondo il manuale (che nonostante sia lungo non è di difficile comprensione), soprattutto le parti scritte in piccolo - non per questo sono meno importanti - e gli articoli della costituzione, in particolare tutta la parte prima e gli artt. 111-113 e 134-139. Imparare a memoria gli articoli comunque non serve a nulla se poi non li sapete spiegare. Importante: ricordatevi quanti articoli formano la costituzione (139) perché ricorre spesso la domanda trabocchetto: "Mi parli dell'art. 140" (!?). Inoltre vi potrà essere utile andare a seguire l'appello di Gennaio e segnarvi le domande visto che di solito sono sempre le stesse. Istituzioni di diritto romano E' un esame breve e non eccessivamente difficile, ma non per questo da sottovalutare. Il testo, scritto dallo stesso prof. Martini, va saputo come l'Ave Maria. Ricordatevi tutte le leggi romane e tutte le date fondamentali. Si, è un esame mnemonico e qualche volta alcuni passi del testo sono incomprensibili se non si sono frequentate le lezioni. Comunque il professore e gli assistenti sono sempre a vostra disposizione: non abbiate mai timore di chiedere chiarimenti. Inoltre, se avete frequentato le lezioni, il professore vi dà la possibilità di sostenere l'esame con lui (che è il più buono della commissione). E' l'esame perfetto da abbinare a diritto costituzionale. Economia politica Non è un esame difficile e non è vasto come il professore lo fa sembrare. Se avete frequentato le lezioni il professore vi dà la possibilità di sostenere una prova intermedia (un test a risposte multiple) che vi esonera da metà programma (microeconomia) e il resto potete studiarlo direttamente dagli appunti. Non fate l'errore di concentrarvi su questo esame e non su diritto costituzionale, altrimenti vi troverete a dovere sottrarre tempo a Istituzioni di Diritto Privato I nel secondo semestre. Storia del diritto romano Potete sostituirlo all'esame di Istituzioni di diritto romano se quest'ultimo vi pare troppo mnemonico. E' comunque un esame più lungo e oltre ai ritardi colossali della Prof.ssa Bellocci dovrete affrontare una test preliminare per accedere all'esame orale che, se non siete frequentanti dovrete affrontare prima con gli assistenti e poi con la professoressa. Istituzioni di diritto privato I E' l'esame più difficile del primo anno e uno dei più difficili del corso di studi. Non ci sono molti trucchi per riuscire a passare questo esame tranne quelli di studiarsi bene il manuale e prendere il maggior numero di domande possibili (il prof. Comporti dà sempre la possibilità di andare con lui). Per quanto riguarda i testi, sono due i migliori: il Bessone ed il Trabucchi. Il primo è molto moderno, ma certe volte di difficile comprensione e la parte sulle successioni va studiata sul Trabucchi. Quest'ultimo invece segue un'impostazione più tradizionale e schematica, ma ricordatevi di studiare bene anche la note. Vale comunque la seguente regola: studiate gli articoli più importanti e se qualcosa non vi è chiaro ricordatevi che sul codice c'è sempre tutto e che i professori sono a vostra disposizione. Per quanto riguarda il Quadri nessuno, che si sappia, hai mai chiesto qualcosa. Non vi demoralizzate se sentite che bisogna fare l'esame più di una volta per passarlo, studiate con concentrazione e pensate solo al vostro esame. Cercate di prendere un voto alto poiché questo avrà ripercussioni su privato II e un grande effetto su tutti gli altri esami. Storia del diritto italiano I Assolutamente da frequentare!! Cercate di annotarvi tutto e non è cosa difficile poiché il prof. Nardi spiega benissimo. Così all'esame, scegliendo di andare con lui, vi basterà dare un'occhiata al Calasso. Il Maffei invece va studiato accuratamente (la domanda sulla Littera Fiorentina ricorre spessissimo e fatevi bene tutti gli autori) poiché non sempre il professore riesce a trattare tutto. Un buon voto vi avvantaggia a Storia II. Filosofia del diritto E' un esame semplice, ma non per questo da sottovalutare. Non state a sentire chi vi dice di averlo studiato in dieci giorni perché adesso la commissione è molto esigente. I testi sono abbastanza facili e il corso è molto interessante. Se non lo prendete sottogamba questo esame vi dà la possibilità di ottenere un voto alto. Comunque potete sostituirlo con teoria generale del diritto. Diritto privato comparato C'è poco da dire: è un esame mnemonico. Purtroppo vi tocca ricordare date, codici e vaccate di ogni genere dei vari paesi più sfigati del globo (paesi del Magreb, Sudafrica, Portogallo, ecc.). Comunque non è un esame difficile considerato che chiedono solo quello che c'è nel libro, alle cui pagine (già poche) vanno sottratte quelle dell'introduzione (75 pagg.). Se vi piace il rischio potete anche saltare i tribunali, le professioni legali e gli stati socialisti. Diritto delle comunità europee Se l'esame di diritto privato comparato vi è proprio indigesto potete sostituirlo con questo (anche se noi consigliamo di farli entrambi). Il corso è interessantissimo e utile, inoltre il prof. Grementieri vi dà la possibilità, se frequentate (vi basta riempire una scheda), di sostenere l'esame solo sulle cose dette a lezione scegliendo un argomento a piacere come prima domanda. Come cambierà Giurisprudenza Per chi ha intenzione di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza è necessaria qualche informazione sui cambiamenti che a breve interverranno. Gli studi in legge saranno riformati seguendo il progetto del 3 e 2, il quale consiste in un primo corso di studi di 3 anni, che si conclude con la laurea ed è volto a fornire una preparazione giuridica generale ed istituzionale. Questo titolo sarà spendibile per accedere a concorsi nella Pubblica Amministrazione oppure potrà servire per entrare nel mercato delle imprese private come consulente legale, giuristi d’impresa ecc.. Per chi dovesse scegliere la carriera di Magistrato, Avvocato o Notaio, al "3" seguirà il "2", cioè un corso di specializzazione a numero chiuso della durata di 2 anni, nel quale sarà possibile approfondire lo studio di specifiche aree tematiche, integrando la teoria con la pratica. Questo del "3 e 2" è il progetto al quale tutte le Facoltà dovranno conformarsi, l’adattamento graduale comporta che chi si iscrive in questo periodo si troverà probabilmente a fare i conti con un regime parzialmente transitorio. In particolare le scuole si specializzazione per le professioni forensi dovrebbero entrare in vigore dall’Ottobre 2000, saranno a numero chiuso, ma NON saranno obbligatorie per chi si è iscritto al primo di giurisprudenza prima del 1999. In parole povere, chi era già iscritto farà da cavia per il rodaggio di queste nuove strutture, ma avrà sempre l’alternativa del vecchio praticantato per diventare avvocato o notaio. Per chi si è iscritto a partire dal 1999, le scuole saranno invece obbligatorie quindi, ragazzi, dateci dentro perché l’accesso è consentito ad un numero limitato di studenti (si vocifera di 30 all’anno) ed i laureati in giurisprudenza sono tanti. Anche la didattica, ovvero tutto ciò che riguarda il rapporto studente-docente, conoscerà una serie di cambiamenti dovuti al fatto che c’è un forte impegno a ridurre il numero di fuori-corso, ovvero a far sì che la durata legale del corso di laurea si riavvicini alla durata reale (attualmente il rapporto è di 4 anni di durata legale contro 8,2 anni di durata reale media degli studi). Si pensa di incentivare la frequenza dei corsi attraverso una serie di prove intermedie che consentano allo studente di arrivare al momento dell’esame finale avendo già avuto un contatto con il proprio docente o con chi comunque lo esaminerà. Tutti questi processi sono in corso di evoluzione e vedono i rappresentanti dell’UDU sempre presenti per informare gli studenti (con assemblee, volantinaggi ecc..) sull’andamento dei lavori nei due organi deputati a votare ogni cambiamento nella Facoltà: il Comitato per la Didattica ed il Consiglio di Facoltà. Saremo certamente vigili su ogni modifica, l’invito ai nuovi arrivati è di dare sempre uno sguardo alle bacheche dove si appendono tutte le comunicazioni del sindacato. |
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