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La Vita Privata

Il secolo XVIII aveva reso più sottile la distinzione tra pubblico e privato.

la Rivoluzione francese  opera, in questa evoluzione, una rottura drammatica e contraddittoria. Nell'immediato si sospetta che gli "interessi privati" o, " particolari" costituiscano l'ombra propizia ai complotti e ai tradimenti. La vita pubblica intende creare un uomo nuovo nell'apparenza, nel linguaggio e nei sentimenti.

A più lunga scadenza la Rivoluzione accentua la definizione delle sfere pubblica e privata, valorizza la famiglia, differenzia i ruoli dei sessi e proclama i diritti dell'individuo come ad esempio l'inviolabilità del domicilio. Gli interessi privati furono così considerati sempre più incompatibili con il servizio pubblico , e il privato come ciò che stava al di fuori del controllo statale.

I rivoluzionari presero molto a cuore la distinzione tra pubblico e privato. nel pieno della Rivoluzione, privato venne a dire fazioso. Infatti solo una vigilanza costane e una costante partecipazione  alla " cosa pubblica", potevano impedire il sorgere di interessi particolari e di fazioni. Le riunioni politi che dovevano essere aperte al pubblico, e ogni salotto, circolo privato era soggetto a immediata denuncia. L'espressione di interessi privati nella sfera pubblica era definita controrivoluzionaria. in questo modo si cancellarono i confini tra pubblico e privato.

L'uomo privato doveva essere corrotto, se l'uomo pubblico non difendeva la rivoluzione. I rivoluzionari, insomma,  affermavano che la buona vita pubblica dipendeva dalla trasparenza dei cuori privati. I singoli individui erano tenuti a compiere una privata rivoluzione interiore rispecchiante la Rivoluzione che avveniva nello Stato. Di qui l'intensa politizzazione della vita privata.

Uno degli esempi più significativi dell'invasione pubblica nella sfera privata è la ricorrente attenzione rivolta all'abbigliamento. Dall' inaugurazione degli Stati Generali, l'abito fu investito di significati politici .John Moore affermava che una grande semplicità nel vestire veniva considerata segni di patriottismo. la moda rivelava il significato pubblico del carattere privato dell'uomo. L'abito fu talmente investito di sensi politici che i deputati temevano una minaccia di sovvertire la definizione dello stesso ordine sessuale. Inoltre il comitato di sicurezza generale voleva evitare una mascolinizzazione delle donne. A tale scopo vennero soppressi tutti i club femminili perchè essi allontanavano le donne dalla loro identità esclusivamente familiare (privata). Le donne rappresentavano il privato e quindi la loro partecipazione attiva alla sfera pubblica era respinta, con rare eccezioni,  da tutti gli uomini. Dopo il 5 luglio '92 tutti gli uomini furono tenuti per legge a portare la coccarda tricolore, dopo il 3 aprile '93 , l'obbligo fu esteso a tutti i francesi, indipendentemente dal sesso.

il pittore-deputato David fornì suggerimenti per migliorare l'abito nazionale. l'idea stessa di un costume civile indica che talunli speravano in una totale scomparsa del confine tra pubblico e privato. Come gli abiti, anche negli oggetti si imprimevano i segni pubblici dell'ardore rivoluzionario. Si pensi ad esempio a tabaccherie, a bacinelle da barba e persino vasi da notte dipinti con scene rivoluzionarie ed allegoriche.

Tuttavia se i simboli politici invasero le aree private del vivere,  anche i segni della vita privata invasero gli spazi pubblici. l'uso del linguaggio "familiare" serviva, nella sfera pubblica, a distruggere la regalità e la nobiltà. lo Stato rivoluzionario volle regolare l'uso della lingua privata imponendo il francese a tutta la popolazione. le nuove scuole furono destinate a propagare il francese e tutti gli atti di governo furono pubblicati in questa lingua.

Gli effetti della rivoluzione sulla vita privata non furono soltanto simbolici, ossia relative espressioni della cultura politica quali il  modo di vestire, il linguaggio, il rituale politico. Lo Stato rivoluzionario sfidò direttamente : chiesa, Corporazione, Comunità di villaggio e rituale politico.

Il cattolicesimo fu il luogo delle più intense lotte pubbliche della Rivoluzione. I beni ecclesiastici furono confiscati e fu decretata la costituzione civile. Allo stesso tempo lo Stato accrebbe il controllo dei luoghi, tempi e modi del culto. I fedeli cattolici, però, non si adattarono passivamente al controllo statale; si riadattò infatti il culto dei santi popolari, soprattutto nelle regioni controrivoluzionarie si crearono nuovi martiri. Nel '94  la religione si privatizzò.

La devozione doveva avvenire in casa: restavano pochi preti per praticare una religione pubblica a causa di emigrazioni, deportazioni ed esecuzioni.

Nonostante questo il matrimonio fu laicizzato. In questo modo l'autorità pubblica assumeva una parte attiva nella formazione della famiglia. Si pensi, ad esempio, che lo Stato decideva gli impedimenti al matrimonio, la regolamentazione della procedura di adozione.

Lo Stato privilegiò la difesa dell'individuo contro la possibile tirannia della chiesa e della famiglia. A questo proposito furono abolite le lettres de  cachet ,usate dalle famiglie per far rinchiudere i figli perchè ribelli. In generale lo Stato limitava il controllo della famiglia e della Chiesa solo per imporre il proprio. Inoltre nel '92 fu introdotta la legge sui divorzi; questa possibilità influì sensibilmente sulla vita privata dei cittadini, soprattutto nelle città. Il numero delle cause condotte a compimento è sorprendente considerando la novità dell'istituto e l'ostilità della Chiesa.

Resta, in ogni caso, non chiaro la vita del singolo di quegli anni. Quel poco che si conosce, tra la fine del Sette e l'inizio dell'Ottocento è il forte interesse per la vita pubblica. Questo traspare dalle poche lettere e frammenti autobiografici di gente comune giunti fino a noi. C'è un caso estremo di coscienza privata che non si può trascurare in una storia del privato, ed è quello del marchese De Sade. Sade esplorò i limiti estremi della sessualità : senza dubbio una delle dimensioni più importanti dell'io privato, e le sue esplorazioni definiscono ancora per molti versi i confini della coscienza moderna. pur essendo un nobile riuscì a sopravvivere alla rivoluzione, scrivendo testi teatrali. Prima del '89 Sade era un notorio libertino, ma durante la rivoluzione diventò anche più famigerato per i suoi scritti. L' opera sadiana aveva un pubblico molto consistente; nei suoi romanzi la libertà, l'eguaglianza e la stessa fraternità sono esaltate e tuttavia pervertite.

I rivoluzionari  limitavano il ruolo delle donne a madri e sorelle, dipendenti per la propria identità da padri e fratelli;

Sade ne fa delle prostitute professionali, o esseri il cui principale attributo è quello di farsi schiavizzare dagli uomini, di avere come identità esclusiva quella di oggetti sessuali. le donne non avevano identità autonoma ed erano identificate con la loro sessualità ed il loro corpo; gli uomini in base alla loro intelligenza ed energia.

La rivoluzione ,  diede maggiore impulso a questo sviluppo critico dei rapporti tra uomini e donne, specialmente nel concepire la famiglia.La donna diventò figura fragile e bisognosa di essere protetta dall'ambiente esterno.

Se lo stato poteva regolare la vita familiare laicizzando il matrimonio, limitando il culto, allora c'era la possibilità che la vita privata svanisse del tutto. i rivoluzionari dal canto loro sentirono il bisogno di segnare un limite, di ribadire che alle donne spettava il lato privato, agli uomini quello pubblico.


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