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Biancospino
II biancospino è un arbusto diffuso nei nostri boschi. Appartiene alla famiglia delle Rosacee. Esistono due specie di Biancospino: il Crataegus oxyacantha (oxys = punta e akantha = spina) e il Crataegus monogyna. Morfologicamente le due specie di biancospino sono assai simili e solo con una attenta osservazione si possono distinguere. Ciò non è indispensabile, perché entrambi sono ugualmente efficaci ed entrambi sono impiegati in fitoterapia.
Lo spino rosso dei giardini è solo una forma a fiori rossi di biancospino, che però non è impiegato in erboristeria. Anche alcune altre specie di biancospino, originarie in particolare del Nord-America, impiantate nei nostri giardini, non hanno alcuna importanza medicinale. Le si trova però, a volte, nella droga come sofisticazione.
Del biancospino sono impiegati principalmente i fiori, Flores Crataegi, e le foglie, Folio Crataegi come droga si impiegano spesso insieme. In questo caso, è molto caratteristico ritrovare in mezzo alle foglie i piccoli punti bianchi dei fiori seccati. Perciò la droga del biancospino è facile da riconoscere. Per i preparati preconfezionati sono impiegati soprattutto anche i frutti immaturi. I frutti maturi di biancospino sono rosso-lucenti e molto simili a un piccolo cinorrodo di rosa.
Proprietà curative
Il biancospino è divenuto in breve tempo uno dei più usati rimedi cardiaci, tuttavia per quanto concerne l'efficacia e il fitocomplesso la discussione è ancora del tutto aperta.Tre effetti devono essere distinti nel caso del biancospino:1)miglioramento della circolazione coronarica. Per questa via si ottiene una riduzione della predisposizione alle crisi nell'angina pectoris e la rimozione dei disturbi coronarici soggettivi. La conseguenza è non solo una eliminazione degli stati spastici, e perciò un'attenuazione dei disturbi soggettivi che ne derivano, ma anche un miglioramento dell'irrorazione del miocardio stesso, quindi una rimozione dell'ipossiemia. 2)Disturbi ritmici del cuore. Sono emersi come il più recente campo di applicazione del biancospino; innanzitutto le extrasistoli di genesi diversa, inoltre la tachicardia parossistica e gli altri attacchi di tachicardia, meno invece le tachiaritmie. Con un'iniezione e.v. di estratto acquoso di biancospino in grande quantità si riesce a far rientrare una vera e propria tachicardia parossistica.Nei casi più lievi, soprattutto nelle extrasistoli, basta la somministrazione orale in gocce.
In quali Oasi del Wwf trovi il
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Il Caloggio
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