Energia e ambiente
Autore: prof.ssa Carmen Capellini
Problemi legati alle fonti di energia
Classificazione dei
combustibili
ATTIVITA
ANTROPICHE e AMBIENTE
PRODOTTI della COMBUSTIONE nei motori con effetti sull’AMBIENTE
INQUINAMENTO A LIVELLO DEL SUOLO
UNITA
DI MISURA DI CONCENTRAZIONE DEI GAS
RIDUZIONE DELLO SMOG
FOTOCHIMICO
Lo sviluppo
economico e sociale è legato alla richiesta sempre crescente di energia.
Attualmente la fonte principale di energia risiede nei combustibili fossili.
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|
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|
|
Convenzionali petrolio
gas naturale, carbone, nucleare
alternative
energia geotermica, solare, vento, biomasse
rinnovabili legno, vento, sole, energia
idroelettrica
non
rinnovabili combustibili fossili, materiali
radioattivi.
L’avvicinarsi
del momento in cui la disponibilità di petrolio e di gas naturale comincerà a
ridursi e l’impatto delle emissioni di gas serra da parte dei combustibili
fossili, con i conseguenti cambiamenti climatici, richiedono scelte immediate
per migliorare l’efficienza energetica e avviare la transizione verso una
economia basata soprattutto sulle fonti rinnovabili.
La storia dell’uomo
è caratterizzata da periodiche crisi di disponibilità della fonte energetica
principale, crisi che ha portato allo sviluppo di nuove fonti. Si è passati
quindi dal dominio della legna al dominio del carbone e poi del petrolio. La
crisi petrolifera degli anni 70 ha favorito l’ introduzione del gas naturale,
fonte energetica fino a quel momento considerata poco interessante a tal punto
da suscitare delusione negli anni 50 la scoperta che i giacimenti della pianura
padana contenevano quasi esclusivamente metano.
I nuovi sistemi
energetici devono soddisfare le esigenze di:
· attenuare gli effetti del
cambiamento climatico
· ridurre le sostanze
inquinanti
· affrontare il problema
dell’esaurimento delle risorse petrolifere
Si devono quindi
adottare misure atte a promuovere :
· l’utilizzo più efficiente
dell’energia
· lo sviluppo di fonti
energetiche esenti da carbonio
COMBUSTIBILI
SOLIDI
La legna costituisce in teoria una fonte di energia
rinnovabile ed ha un potere calorifico da 2500 Kcal/Kg a 4400 Kcal/Kg.
Per distillazione secca della legna si
ottiene il carbone di legna.
I carboni fossili derivano da materiale
legnoso sottoposto ad alte pressioni e temperature mediante un processo
denominato fossilizzazione.
Sono classificati in base all’età e al
grado di fossilizzazione in :
1.
Antracite
di era paleozoica, priva di umidità, peso specifico 1,3-1,7, potere calorifico
tra 7700 e 9200 Kcal/Kg
2.
Litantrace
da cui si ottiene il coke per distillazione a secco, il gas di città ed il
catrame, con umidità dall’1 al 3%, peso specifico 1,2-1,5 e potere calorifico
da 7200 a 8700 Kcal/Kg
3.
Lignite
contiene spesso quantità di zolfo che ne riducono il valore commerciale, di era
cenozoica, con umidità del15-45%, peso specifico 1-1,3 e potere calorifico da
5500 a 7200 Kcal/Kg
4.
Torba di
era cenozoica, con elevato contenuto di acqua, peso specifico circa 1 e potere
calorifico da 3000 a 4500 Kcal/Kg
CARBONI
ARTIFICIALI
1.
coke, ottenuto dalla
distillazione secca del litantrace usato negli alti forni e in fonderia
2.
coke di petrolio usato
per la fabbricazione di elettrodi di grafite e come combustibile
3.
carbone di legna
impiegato per usi domestici
Il carbone costituisce un quarto circa
del combustibile a livello mondiale. Viene usato soprattutto per la produzione
di energia termoelettrica e negli alti forni per la produzione siderurgiche.
|
Prodotto |
Resa |
|
Carbone (Antracite) |
8000
kcal/kg |
|
Carbone (Litantrace) |
7300
kcal/kg |
|
Lignite |
4500
kcal/kg |
|
Torba |
4000
kcal/kg |
|
Carbone di legna |
8000
kcal/kg |
|
Biocombustibile |
6120
kcal/kg |
|
Legna umida (40%) |
2300
kcal/kg |
|
Legna asciutta (15%) |
3490
kcal/kg |
|
Metano |
8.500
kcal/m3 |
|
Gasolio |
10.000
kcal/l |
|
GPL |
9.000
kcal/m3 |
|
Benzina |
10350 kcal/kg |
Effetto serra e cambiamenti climatici sono le conseguenze più gravi del progressivo accumulo nella atmosfera di biossido di carbonio prodotto dalla combustione dei prodotti contenenti carbonio.

La combustione dei combustibili fossili provoca
inoltre la immissione in atmosfera di inquinanti.
Il D.P.R. n.203/1988 definisce inquinamento
atmosferico “ ….. ogni modificazione della normale composizione o stato fisico
dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze
in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni
ambientali e di salubrità dell’aria; da costituire pericolo ovvero pregiudizio
diretto o indiretto per la salute dell’uomo; da compromettere le attività ricreative
e gli altri usi legittimi dell’ambiente; alterare le risorse biologiche e gli
ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati ….”
Le fonti che contribuiscono alla alterazione della
composizione della atmosfera sono l’industria, il traffico, il riscaldamento.
Si classificano gli inquinanti in inquinanti primari
e secondari:
·
inquinanti primari sono
immessi in atmosfera direttamente da cause antropiche
·
inquinanti secondari si
formano per reazioni dagli inquinanti primari
L’uomo
ha modificato con la sua attività le caratteristiche del mondo.
Per
ecologia si intende lo studio del
rapporto tra organismi viventi e condizioni dell’ambiente circostante con
particolare attenzione al modo di funzionare e di evolversi nel tempo.
Perciò
è molto importante il rapporto:
La
complessità delle tematiche ambientali richiede la necessità di affrontare i
problemi tenendo conto delle reti di interazione che li producono e che li
legano.
Perciò
è necessario studiare i problemi dell’ambiente con un approccio sistemico, cioè
come insieme di fattori interagenti, per il quale possiamo utilizzare il
seguente modello:
Ambiente
Biosfera


![]()
Geosfera Sociosfera
Biosfera = insieme degli organismi viventi e delle
loro interazioni
Litosfera = comprende i materiali allo stato solido
Geosfera Atmosfera = comprende i materiali allo
stato aeriforme
Idrosfera =
comprende i materiali in fase liquida
Sociosfera = uomo e attività antropiche, salute
Inquinanti
Biossido di ZoLfo
Caratteristiche fisico chimiche: È un gas
incolore, non infiammabile, dall'odore pungente, solubile in acqua. Deriva
dall'ossidazione dello zolfo presente nei combustibili fossili, carbone e
petrolio.
Origine: Piccole
quantità derivano in natura da emissioni vulcaniche e da processi biochi- mici
microbici. Le fonti principali sono antropiche: centrali termoelettriche,
impianti industriali (fonderie e raffinerie di petrolio), impianti di
riscaldamento domestico non alimentati a gas naturale, traffico veicolare, in
particolare diesel.
Effetti sull'uomo e sull'ambiente: A basse concentrazioni è un
gas irritante per la pelle, gli occhi e le mucose dell'apparato respiratorio,
mentre a concentrazioni più elevate può provocare patologie respiratorie come
asma e bronchiti.
In atmosfera l'S02 si ossida ad anidride solforica e, in presenza di
umidità, si trasforma in acido solforico, responsabile del fenomeno delle
piogge acide, con conseguenti danni sugli ecosistemi acquatici e sulla
vegetazione.
Ossidi di azoto
Caratteristiche fisico chimiche: In atmosfera
sono presenti sia il monossido di azoto (NO)
biossido di azoto (N02), quindi si considera come parametro
rappresentativo la somma pesata dei due, definita ossidi di azoto (NOx).
Il biossido di azoto è un gas di colore rosso bruno, dall'odore pungente ed
altamente tossico e corrosivo. È un inquinante secondario che si produce per
ossidazione del monossido di azoto, di limitata tossicità.
Origine: Le emissioni
di ossido di azoto da fonti antropiche derivano da processi di com- bustione
in, presenza d'aria e ad elevata temperatura (centrali termoelettriche,
impianti di riscaldamento, traffico).
Effetti sull'uomo e sull'ambiente: L'inalazione
del biossido di azoto determina una forte irritazione delle vie aeree.
L'esposizione continua a concentrazioni elevate può causare bronchiti, edema
polmonare, enfisema. L'N02 contribuisce alla formazione dello smog fotochimico,
in quanto precursore dell'ozono troposferico, e concorre al fenomeno delle
piogge acide, reagendo con l'acqua e originando acido nitrico
Composti organici volatili non metanici
Caratteristiche fisico chimiche: Sono una
classe di composti organici molto vari: idrocarburi alifatici , aromatici
(benzene, toluene, xileni), ossigenati (aldeidi, chetoni), ecc. Lo stato di
aggregazione (solido, liquido e gassoso) in cui possono presentarsi e la loro
reattività dipendono dalla diversa struttura molecolare.
Come gli NOx sono i precursori dell'ozono troposferico.
Origine: Si originano da evaporazione dei carburanti durante le
operazioni di rifornimento nelle stazioni di servizio, dai serbatoi e dagli
stoccaggi, e dalle emissione di prodotti incombusti dagli autoveicoli e dal
riscaldamento domestico. Fonti secondarie, ma non trascurabili, sono le
emissioni di solventi da attività di grassaggio, lavaggio a secco e ti
nteggiatura.
Effetti sull'uomo e sull'ambiente: Gli effetti sull'uomo e
sull'ambiente sono molto diffe- renziati in funzione del composto. Tra gli
idrocarburi aromatici volatili il benzene è il più pericoloso perché risulta
essere cancerogeno per l'uomo.
Monossido
di carbonio
Caratteristiche fisico chimiche: è un gas
incolore, inodore,infiammabile e molto tossico che si forma dalla combustione
incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili.
Origine: Inquinante
tipico delle aree urbane, proviene dai gas di scarico dei veicoli e aumenta in
relazione a condizioni di traffico intenso e rallentato. E inoltre emesso dagli
impianti di riscaldamento e da processi industriali come la raffinazione del
petrolio, la produzione di acciaio e ghisa.
Effetti sull’uomo e sull’ambiente: L’elevata
pericolosità e tossicità di questo gas è dovuta alla sua affinità con
l’emoglobina, 200-300 volte superiore all’ossigeno. Questa caratteristica gli
consente di legarsi facilmente con l’emoglobina del sangue e di ostacolare
l’ossigenazione dei tessuti, dei muscoli e del cervello, con conseguenti effetti
acuti e alla fine cronici (aumento di cardiopatie e di disturbi circolatori).
PTS –
Polveri totali sospese – PM10 – Polveri con diametro inferiore ai 10 μ
Caratteristiche fisico chimiche: il articolato è costituito da microscopiche
particelle e goccioline di origine vulcanica ed inorganica in sospensione
nell’aria. Hanno composizione varia : metalli, fibre di amianto, sabbie,
ceneri, solfati, nitrati, idrocarburi policiclici pesanti, polveri di carbone e
di cemento.
Origine: le principali fonti antropiche
sono gli impianti termici, i motori diesel, l’attriro dei pneumatici
sull’asfalto.
Effetti sull’uomo e sull’ambiente: la
tossicità del PTS è legata alòla sua composizione chimica, al suo potere
adsorbente e alla sua dimensione. I PM10 sono la frazione più pericolosa perché
in grado di superare tutte le barriere naturali del nostro sistema respiratorio
e di penetrare nei polmoni. L’inalazione di particelle metalliche può
danneggiare il sistema nervoso e quello circolatorio. Sostanze organiche come
gli idrocarburi policromatici o di amianto possono avere azione cancerogena.
Ozono
Caratteristiche fisico chimiche: L'ozono è un gas incolore
dall'odore acre, tipico inquinante secondario, non è emesso da nessuna sorgente
diretta, ad eccezione delle stampanti laser, delle fotocopiatrici e delle
scariche elettriche durante i temporali.
Origine: In natura si origina da più molecole d'ossigeno per
azione della radiazione ultra- violetta ed è concentrato nella stratosfera, una
fascia compresa tra 20 e 40 Km dal suolo, fungendo da filtro dei raggi
ultravioletti dannosi per la biosfera. Negli ultimi decenni que- sto
"scudo protettivo" ha subito un parziale danneggiamento a causa
dell'azione di sostan- ze come i clorofluorocarburi e gli ossidi di azoto.
Negli strati più bassi dell'atmosfera (troposfera), l'ozono è normalmente
presente in basse quantità, ma, soprattutto nel periodo estivo, in presenza di
alte temperature, forte irrag- giamento solare ed elevata concentrazione dei
cosiddetti "precursori" (idrocarburi e NO2)' che attivano
e alimentano le reazioni fotochimiche, si verifica un notevole incremento delle
concentrazioni di ozono. Tale formazione ha la sua origine nell'ambiente
urbano, dove si possono verificare episodi acuti di inquinamento da smog
fotochimico.
Effetti sull'uomo e sull'ambiente: A causa del suo elevato potere
ossidante reagisce con ogni tipo di sostanza biologica ed esercita la sua
azione per contatto diretto, in forma gas- sosa. L'ozono è irritante per le
mucose e per gli occhi e a causa della sua elevata tossicità provoca difficoltà
respiratorie, attacchi d'asma e mal di testa.
Può provocare anche grossi danni alla componente vegetale degli ecosistemi
(invecchia- mento fogliare, ingiallimento e necrosi) e al patrimonio
storico-artistico.
Idrocarburi
Caratteristiche fisico chimiche: Sono composti formati solo da
atomi di idrogeno e carbonio. Il Ioro stato di aggregazione dipende dal numero
di atomi di carbonio presenti nella struttura molecolare. Sono i precursori di
inquinanti secondari come l'ozono ed altri ossidanti.
Origine: In natura derivano da decomposizione di materia
organica, in misura minore da attività geotermica e da combustioni spontanee.
Le fonti antropiche principali sono il traffico, diversi processi industriali e
gli impianti di combustione.
Effetti sull'uomo e sull'ambiente: Gli idrocarburi in atmosfera
interagiscono con gli NO e gli atomi di ossigeno formando composti ossidati e
radicali liberi, che a loro volta, reagen- do con gli NO, provocano la
formazione di ozono troposferico.
·
Monossido di
carbonio CO
·
Idrocarburi
incombusti HC causa di smog
fotochimico
·
Ossidi di azoto NOx causa di
piogge acide e smog fotochimico
·
Anidride solforosa SO2 causa
di piogge acide
·
Particolato
·
Biossido di carbonio CO2
causa dell’effetto serra (global warming)
Occorre distinguere il concetto di emissioni da quello di concentrazioni di inquinanti.
Per emissioni si intendono le quantità di inquinante
introdotto in atmosfera da una certa fonte inquinante e in un determinato
intervallo di tempo e viene di solito espressa in tonnellate/anno.
Per concentrazione si intende la quantità di
sostanza presente in atmosfera per unità di volume.
La
concentrazione dei gas presenti nell’aria può essere espressa secondo varie
unità di misura:
1.
parti in volume di sostanza in un bilione di
parti di aria ppb
2.
parti in volume di sostanza in un milione di
parti di aria ppm
3.
microgrammi di sostanza per metro cubo di
aria mg/m3

Attualmente l’atmosfera delle nostre città è
caratterizzata dalla elevata concentrazione di idrocarburi e di ossidi di
azoto, che in presenza di forte irradiazione danno luogo alla formazione di
smog fotochimico o smog ossidante.
La principale fonte di smog fotochimico è costituita
dagli scarichi emessi dagli autoveicoli. La più comune manifestazione di questo
tipo di smog è una foschia di colore giallo-bruno dovuta alla presenza di
minuscole goccioline di acqua, in sospensione nell’aria, contenenti in
soluzione i prodotti delle reazioni chimiche che si verificano tra gli
inquinanti presenti nell’aria. I prodotti delle reazioni che avvengono nello
smog possono provocare danni alla salute dell’uomo, alle piante e a certi
materiali.
Una caratteristica dell’atmosfera terrestre è quella
di essere un ambiente ossidante a causa dell’elevata concentrazione di
ossigeno, di conseguenza tutte le sostanze gassose che vengono liberate
nell’aria subiscono ossidazione.
Il fenomeno dello smog fotochimico viene talvolta
denominato come “strato dell’ozono nel posto sbagliato”. I principali prodotti
che innescano un episodio di smog fotochimico sono emessi nell’aria come
inquinanti dagli scarichi dei veicoli con motori a combustione interna:
·
ossido di azoto NO
·
molecole incombuste di
idrocarburi
Altri
idrocarburi sono presenti per evaporazione di solventi, combustibili liquidi ed
altri composti organici che vengono complessivamente indicati come composti
organici volatili o COV. Un altro
importante fattore nella produzione dello smog fotochimico è rappresentato
dalla luce solare, che aumenta la concentrazione dei radicali liberi che
partecipano ai processi di formazione dello smog.
Condizioni per cui si verifichi lo smog fotochimico sono :
·
intenso traffico di
veicoli, tanto che si possano accumulare nell’aria sufficienti quantità di NO,
HC o COV
·
clima caldo e intensa
irradiazione solare perché le reazioni, alcune peraltro fotochimiche, possano
avvenire velocemente
·
la massa di aria deve
rimanere ferma affinché i reagenti non siano diluiti
In alcune grandi città questi fattori sono presenti
per posizione geografica e per densità di popolazione: ne consegue il grave
problema per città come Los Angeles, Città del Messico, Roma, Milano, Tokyo
ecc.
I prodotti finali dello smog sono ozono, acido
nitrico, composti organici ossidati.
Attualmente
l’atmosfera delle nostre città è invece caratterizzata dalla elevata
concentrazione di idrocarburi e di ossidi di azoto, che in presenza di forte
irradiazione danno luogo alla formazione di smog fotochimico o smog ossidante.
La
principale fonte di smog fotochimico è costituita dagli scarichi emessi dagli
autoveicoli. La più comune manifestazione di questo tipo di smog è una foschia
di colore giallo-bruno dovuta alla presenza di minuscole goccioline di acqua,
in sospensione nell’aria, contenenti in soluzione i prodotti delle reazioni chimiche
che si verificano tra gli inquinanti presenti nell’aria. I prodotti delle
reazioni che avvengono nello smog possono provocare danni alla salute
dell’uomo, alle piante e a certi materiali.
Una
caratteristica dell’atmosfera terrestre è quella di essere un ambiente
ossidante a causa dell’elevata concentrazione di ossigeno, di conseguenza tutte
le sostanze gassose che vengono liberate nell’aria subiscono ossidazione.
Il
fenomeno dello smog fotochimico viene talvolta denominato come “strato
dell’ozono nel posto sbagliato”. I principali prodotti che innescano un
episodio di smog fotochimico sono emessi nell’aria come inquinanti dagli
scarichi dei veicoli con motori a combustione interna:
·
ossido di azoto NO
·
molecole incombuste di
idrocarburi
Altri idrocarburi sono presenti per
evaporazione di solventi, combustibili liquidi ed altri composti organici che
vengono complessivamente indicati come composti organici volatili o COV.
Un altro importante fattore nella produzione dello smog fotochimico è
rappresentato dalla luce solare, che aumenta la concentrazione dei radicali
liberi che partecipano ai processi di formazione dello smog.
Condizioni
per cui si verifichi lo smog fotochimico sono :
·
intenso traffico di
veicoli, tanto che si possano accumulare nell’aria sufficienti quantità di NO, HC o COV
·
clima caldo e intensa
irradiazione solare perché le reazioni, alcune peraltro fotochimiche, possano
avvenire velocemente
·
la massa di aria deve
rimanere ferma affinché i reagenti non siano diluiti
In
alcune grandi città questi fattori sono presenti per posizione geografica e per
densità di popolazione: ne consegue il grave problema per città come Los
Angeles, Città del Messico, Roma, Milano, Tokyo ecc.
I prodotti finali dello smog sono ozono, acido
nitrico, composti organici ossidati.
COV +
NO + luce solare ® O3 + HNO3 +
composti organici ossidati
Inquinanti
primari Inquinanti
secondari
NO luce solare O3
HC HNO3
COV prodotti organici ossidati
I
gas inquinanti contenenti ossidi di azoto sono prodotti da qualsiasi
combustione con fiamma di combustibili fossili in presenza di aria. Infatti
alle elevate temperature che si raggiungono parte dell’ossigeno e dell’azoto
presenti nell’aria reagiscono tra loro per formare ossido di azoto NO. La formazione
dell’ossido è tanto maggiore quanto più elevata è la temperatura di fiamma.
L’ossido di azoto è poi ossidato a biossido di azoto e insieme forma la miscela
degli ossidi di azoto che è indicata con la sigla NOx.
N2 + O2 ®
2NO
2NO + O2
® 2NO2
REAZIONI RADICALICHE
La
troposfera è un sistema nel quale l’ossigeno atmosferico ha una funzione
ossidante che si manifesta attraverso reazioni catalizzate da specie
radicaliche generate dalla radiazione solare. Il radicale OH, generato dalla
reazione fotochimica dell’ozono ad opera dei raggi UV aventi lunghezza d’onda
< 310 nm, è responsabile della degradazione ossidativa di quasi tutte le
specie atmosferiche.
UV-B
O3
O2 + O![]()
O + H2O
2OH
Si
definiscono radicali liberi quelle
specie chimiche che derivano dalla rottura omolitica di un legame, in cui
ognuno degli atomi contraenti mantiene uno degli elettroni prima condivisi.
I
radicali liberi sono pertanto specie chimiche dotate di un elettrone spaiato, perciò estremamente reattive. Due specie
radicaliche reagiscono molto facilmente tra loro per formare una specie
molecolare, oppure con una molecola per formare altri radicali oppure ancora
dar luogo alla formazione di due radicali:
NO2 + OH
HNO3
CH4 +
OH
CH3 + H2O
NO2
NO + O
REAZIONI
FOTOCHIMICHE
Una
reazione innescata da un input di energia sotto forma di energia luminosa è
detta reazione fotochimica. Infatti una molecola può assorbire un fotone e riutilizzare l’energia per
reagire fotochimicamente. Ogni fotone
è dotato di una quantità di energia E che è in relazione con la frequenza e con la lunghezza d’onda della luce:
E =
hν
λν = c
Ad
esempio una molecola di ossigeno può assorbire un fotone di λ = 241 nm o minore e può dissociarsi:
si dice che ha subito fotolisi.
OSSIDAZIONE DEGLI IDROCARBURI IN TROPOSFERA
Nella troposfera il radicale OH è prodotto per reazione del vapore acqueo con gli atomi di ossigeno
che provengono dalla decomposizione chimica dell’ozono:
hν
O3
O2 + O
O + H2O
2OH
Il
radicale OH è responsabile dell’inizio della serie di reazioni di ossidazione degli idrocarburi. Gli
idrocarburi più reattivi sono quelli contenenti un doppio legame C=C. Essi
reagiscono nel modo seguente con formazione di composti organici ossigenati:

Fonte: C. Baird, Chimica
Ambientale, Zanichelli
ridisegnato da D.J.Spelding, Air Pollution, Oxford, Oxford University
Press, 1974
Risulta
interessante osservare come la distribuzione
degli inquinanti nell’aria, durante la giornata vari in funzione
dell’ora. La concentrazione di HC e di ossidi di azoto raggiunge valori massimi
nelle prime ore , mentre le aldeidi che ne derivano per ossidazione raggiungono
il massimo di concentrazione alcune ore più tardi, per diminuire entro la metà
del pomeriggio decomposte fotochimicamente.
L’ozono
comincia a formarsi e raggiunge il
massimo di concentrazione solo nelle ore più avanzate, dopo che tutto l’NO si è
ossidato ad NO2 per opera dei perossiradicali liberi.
hn
NO2 ® NO + O
O2
+ O ® O3
DESTINO DEI RADICALI LIBERI
OH + NO2 ® HNO3
principale reazione “pozzo” dei radicali OH
hn
OH +
NO ® HONO ® OH + NO
L’aumento
serale della concentrazione di OH è dovuta alla decomposizione di acido nitroso
HONO prodotto nel pomeriggio.
2 OH ® H2O2
2 HOO ® H2O2 + O2
RCHO + OH ® R- C = O + H2O

Nel
pomeriggio, quando la concentrazione di NO è bassa, avviene invece la
formazione di un nitrato, ad esempio:

Il
perossiacetilnitrato è un agente irritante degli occhi ed è velenoso per le
piante. Nel pomeriggio di una giornata di smog fotochimico l’aria è perciò
caratterizzata dalla presenza di agenti ossidanti come l’ozono, il perossido di
idrogeno, l’acido nitrico e il PAN.
Per
ottenere un miglioramento nella qualità dell’aria occorre intervenire
riducendo:
·
le emissioni di NO
·
le emissioni di COV e
di idrocarburi, in particolare di quelli contenenti doppi legami che sono più
reattivi.
Per
quanto riguarda la riduzione di emissione di NO, essa può essere ottenuta
attraverso due sistemi:
1.
abbassando la
temperatura della fiamma; sono infatti allo studio motori in cui la combustione
possa avvenire a temperature minori del consueto
2.
controllando
l’emissione degli scarichi degli autoveicoli alimentati a benzina con l’uso dei
convertitori a tre vie (marmitte catalitiche). Infatti utilizzando una superficie
impregnata con un catalizzatore a base di rodio, il convertitore trasforma
prima gli ossidi di azoto in azoto e ossigeno utilizzando HC, CO e H2 come
riducenti ed in seguito, con un catalizzatore a base di platino e/o di
palladio, CO e HC sono ossidati.


Quando il
convertitore funziona correttamente gli scarichi di HC, CO e NOx sono ridotti
fino al 90%, tuttavia prima che il motore sia riscaldato e quando accelera o
decelera si verificano emissioni inquinanti.
Anche
le centrali elettriche producono emissioni di ossidi di azoto; per ridurle
alcuni impianti sono stati modificati con l’introduzione di convertitori
catalitici su vasta scala, in cui la riduzione degli ossidi di azoto avviene da
parte dell’ammoniaca oppure dell’urea che è introdotta direttamente nella
fiamma di combustione.
4 NH3
+ 4 NO + O2 ® 4 N2 +
6 H2O
2
CO(NH2)2 + 4 NO + O2 ® 4 N2 + 2 CO2 + 4
H2O
L’inquinamento
dell’aria che respiriamo si manifesta a livello dei polmoni. Quando nell’aria
che respiriamo sono presenti elevati livelli di ozono e di biossido di zolfo si
possono avere episodi di insufficienza respiratoria. Negli anni cinquanta si
registrarono episodi di smog causato da fuliggine e zolfo che crearono problemi
anche molto gravi alle persone già sofferenti di problemi respiratori, causando
morti per bronchiti.
Lo
smog fotochimico provocato dagli ossidi di azoto è oggi un problema più grave, in quanto l’ozono produce irritazione
dell’apparato respiratorio, respiro corto e dolori toracici non solo alle
persone che già soffrono di tali disturbi ma anche a persone giovani ed in
buona salute. Inoltre alcuni scienziati ritengono che una esposizione cronica
ad elevati livelli di ozono nelle città provochi un invecchiamento precoce del
parenchima polmonare. Infatti l’ozono reagisce facilmente con sostanze
contenenti doppi legami C=C,
che sono presenti nel tessuto polmonare.
|
|
|
Il nome di piogge acide sta ad indicare il fenomeno
di precipitazioni più acide della pioggia “normale”. La CO2 presente
nella atmosfera già di per sé contribuisce a conferire carattere acido alla
pioggia, anche in atmosfera non inquinata. Infatti:
CO2(g) + H2O(g) ® H2CO3(aq)
H2CO3(aq)
®H+ +
HCO3-
Gli ioni H+ provenienti dalla ionizzazione
dell’acido carbonico sono la fonte di questa acidità, ne consegue che la
pioggia “normale” ha un pH @
5.
Viene considerata acida una pioggia con pH > 5:principali responsabili sono H2SO4
ed HNO3, che provengono rispettivamente dagli inquinanti SO2 ed
NOx. Questi ultimi possono essere trasportati anche a lunga distanza
dal luogo dove sono stati prodotti.

SO2 è prodotta in modesta quantità da
fonti naturali come i vulcani e dalla ossidazione di sostanze contenenti zolfo
prodotte dalla decomposizione di materiale vegetale. Grandi quantità di
biossido di zolfo sono prodotte dalle attività antropiche: - dalla combustione del carbone
- dalla lavorazione del petrolio
- dalla industria metallurgica (molti metalli sono
ottenuti per “arrostimento” dai loro minerali cioè per trattamento dei solfuri
con ossigeno)
ad es. 2NiS + 3O2® 2NiO + 2 SO2

Il problema del riscaldamento globale è considerato il più
rilevante a livello planetario. Secondo gli attuali modelli di descrizione
dell’atmosfera si prevede che nei prossimi decenni si verificherà un
riscaldamento globale planetario significativo. La radiazione solare che
raggiunge la Terra è destinata:
· per il 50% a raggiungere la
superficie terrestre ed esserne
assorbita
· per il 20% ad essere assorbita dai
gas presenti nell’atmosfera ( UV dall’ozono, IR da CO2 ed H2O)
· per il 30% ad essere riflessa
Affinché la temperatura della terra rimanga costante le
quantità di energia emessa ed assorbita devono essere uguali. L’energia emessa
ha 4< l< 50 mm,
regione nota come infrarosso termico, e si manifesta come calore. Alcuni gas
componenti dell’aria come biossido di carbonio assorbono alcune radiazione
dell’infrarosso termico e le riemettono in tutte le direzioni: in tal modo,
parte della radiazione IR emessa dalla superficie terrestre e dall’atmosfera
non arriva nello spazio ma ritorna sulla superficie terrestre riscaldandola.
Questo fenomeno è
noto come “ effetto serra” e contribuisce al riscaldamento della superficie
terrestre. L’aumento nell’atmosfera di sostanze capaci di assorbire la
radiazione termica infrarossa potrebbe causare un aumento della temperatura
della superficie terrestre indicato come “aumento dell’effetto serra”.
Gas responsabili dell’effetto serra:
· biossido di carbonio (CO2)
· vapore acqueo
· metano (CH4)
· protossido di azoto (N2O)
· ozono (O3)
· CFC


L’osservazione dei grafici della variazione della
concentrazione atmosferica di CO2 dal 1960 ad oggi mostra una
crescita costante con andamento dentellato dovuto agli effetti stagionali.
Infatti, in primavera e in estate
grandi quantità di CO2 sono allontanate dall’atmosfera per
effetto della fotosintesi clorofilliana ( fissazione del carbonio ). In autunno e in inverno si
verifica la decomposizione del materiale organico vegetale che riforma la CO2
precedentemente fissata.
Gran parte dell’aumento della concentrazione di CO2
atmosferica osservata è dovuta alle attività antropiche che utilizzano la combustione dei
combustibili fossili.
Tra le principali fonti di emissione ricordiamo:
· Scarichi degli autoveicoli
· Scarichi degli impianti di
riscaldamento
· Attività di produzione e trasporto
merci
· Raffinazione del petrolio
· Deforestazione mediante incendi
EMISSIONI DI CO2 in funzione dell’energia
prodotta
C
+ O2
CO2
CH4
+ 2 O2
CO2 + 2H2O
C7H16
+ 11 O2
7 CO2 +
8H2O
C17H36
+ 26 O2
17 CO2 +
18H2O
|
Combustibile |
Potere
calorifico |
CO2 prodotta |
|
Gasolio 1kg |
10000
Kcal |
3 kg |
|
Metano 0,85 kg |
10000
Kcal |
2,3 kg |
|
Benzina 0,97 kg |
10000
Kcal |
2,8 kg |
|
Carbone x kg |
10000
Kcal |
3,8 kg |
I
particolati sono le minuscole particelle solide o liquide sospese nell’aria,
dove formano un “aerosol”, foschia che riduce la visibilità. Un aerosol è
infatti un miscuglio di particelle solide o liquide di diametro inferiore a 100
mm. Una delle principali fonti di particolato è costituita
dalle emissioni dei motori diesel. Le particelle presenti nell’atmosfera sono
polveri, fuliggine, caligine e nebbia: gran parte della massa totale di tutti i
tipi di particelle presenti in sospensione nell’aria è costituita da carbonio.
I particolati fini sono prodotti dalla coagulazione di particelle ancora più
piccole provenienti da molecole gassose. Ad esempio l’acido solforico è
presente nell’aria come aerosol. La respirazione di questi aerosol acidi provoca effetti nocivi. Inoltre l’acido
solforico e l’acido nitrico presenti nell’aria possono reagire con l’ammoniaca
derivata dai processi di decomposizione del materiale organico e formare solfato
o nitrato di ammonio.
H2SO4(aq) + 2 NH3(g)® (NH4)2SO4(aq)
Questi
sali prima formatisi in soluzione possono poi per evaporazione dell’acqua
cristallizzare e rimanere presenti come particelle solide.
Le
particelle più grosse si depositano facilmente al suolo, mentre le più piccole
cadono molto lentamente: la velocità di deposizione è infatti direttamente
proporzionale al quadrato del diametro secondo la legge di Stoke:
n = g d2 (r1 - r2) /18h
Il
particolato fine è composto da particelle con diametro inferiore a 2,5 mm che
rimangono nell’aria per giorni o settimane. Le particelle con diametro
superiore a 2,5 mm costituiscono il particolato
grossolano e sedimentano velocemente.
Il
particolato totale in sospensione PTS è una misura della concentrazione dei
particolati nell’aria che viene data in
mg/m3.