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titolo: Chianti e dintorni
   

Proverbi toscani
Proverbi usati da personaggi famosi

“Non si può avere il miele senza le mosche”
(Guicciardini) - proverbio usato per giustificare i mali necessari al mantenimento della libertà, più in generale per indicare che ogni vantaggio porta con sé fastidi e inconvenienti che si devono per forza accettare.

“A buon cavallo non manca sella”
(Guicciardini) - proverbio che gioca sull’opposizione tra asino e cavallo: ognuno è buono per fare il lavoro che gli compete. Con questo motto Guicciardini criticava Machiavelli che voleva far fare all’asino (le truppe italiane) quello che fa il cavallo (quando invece non ne erano capaci).

casa immersa nel verde

 

 

 

“Fare come Papa Leone, che quel che non aveva regalava”
(Il Principe, Machiavelli) – farsi grande con il bene altrui. Si ha più profitto a donare i beni pubblici e non i propri.

“Chi fonda sul popolo, fonda sul fango”
(Il Principe, Machiavelli) – la fama, il favore, la popolarità sono forze instabili.

“Il tempo non si può aspettare”
(Discorsi, III, 30, Machiavelli) – contro gli indugi che rovinarono Pier Soderini.

“La malignità non trova dono che la plachi”
(Discorsi, III, 30, Machiavelli) – riferisce con amarezza della costanza dei cattivi sentimenti umani.

“Saperne una più del diavolo”
(Belfagor, Machiavelli) – sono in genere le donne a vincere in furbizia perché astute.

“In Chiesa coi Santi, e in taverna co’ ghiottoni”
(Inferno XXII, 14-15, Dante) – ammonisce gli uomini che sanno stare con uomini diversi a seconda delle situazioni.

“Cosa fatta capo ha”
(Inferno XXVIII, 107, Dante).

“E’ come buttare una fava in bocca al leone”
(Decameron, III, 10, Boccaccio) – usato con doppio senso sessuale, in generale illustra la scelta di un rimedio che è inadeguata al bisogno, come quella di pensare di sfamare un leone con una fava.

“Pare Santa Verdiana che dava da beccare alle serpi”
(Decameron, V, 10, Boccaccio) – si indica una donna tutta falsa pietà e modestia.

“Alle giovani i bocconi, alle vecchie li stranguglioni”
(Decameron, V, 10, Boccaccio) – nella metafora i ‘bocconi buoni’ sono gli amanti giovani, gli ‘stranguglioni’ sono i bocconi cattivi, cioè gli amanti vecchi.

“Chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena”
(Decameron, III, 4, Boccaccio).

“Essere come la bottega di Sghio”
(Commedia in vernacolo fiorentino degli anni ’30, Bongini) – la commedia era ambientata in una ‘corte dei miracoli’in cui ‘al più bello mancava una ganascia’. Usato per commentare un gruppo di persone dal brutto aspetto.

  Tutti i proverbi qui riportati sono tratti da: Alessandro Falassi, “Proverbi toscani commentati”, ed. Mida, 1990
 
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Le immagini sono di Tiziana Valtolina
Ultimo aggiornamento: 26-Apr-2004
   
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