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La
Val Canale - Das Kanaltal - Kanalska Dolina - La Val Cjanâl
Il modello messo
a punto per l'inchiesta nelle valli ladine (Survey
Ladins) possa, per la sua struttura interna e per le condizioni
generali in cui la ricerca viene condotta, essere adattato per l'applicazione
ad altre realtà geolinguistiche in Europa. Su queste basi riteniamo
che molte delle caratteristiche sociolinguistiche e del popolamento
della Val Canale si addicano a questo tipo di inchiesta.
Anzitutto per la sua complessità etnolinguistica: sei diversi codici
che si dividono lo spazio geografico e sociale in maniera non uniforme,
dalla lingua nazionale (l'italiano), alle varianti locali di germanico
e slavo con le loro lingue tetto letterarie (Hochdeutsch e sloveno),
passando per il friulano, lingua co-ufficiale della regione Friuli -
Venezia Giulia; si aggiunga a questo una coscienza etnica talora oscillante,
un alto tasso di plurilinguismo interno (e curiosamente il dominio linguistico
sloveno è quello di gran lunga più differenziato in dialetti), l'immigrazione
da altre regioni.
La stessa posizione geografica della Val Canale è di per sé significativa,
posta com'è al punto di incontro e di sovrapposizione delle tre più
grandi famiglie linguistiche indoeuropee d'Europa, la romanza, la slava
e la germanica; ciò ha ovviamente dato origine alla sua situazione linguistica
tripartita, probabilmente unica, per quanto riguarda queste tre famiglie,
nel Continente.
Il momento storico è anche di grande interesse, per tre motivi principali:
la caduta delle amministrazioni socialiste dell'Europa centro-orientale
e il conseguente "rientro" delle lingue e culture slave nell'idea d'Europa
cosÏ come concepita in occidente; la nascita dello stato sloveno e la
sua imminente associazione all'Unione Europea (con riflessi evidenti
sull'identità anche degli slavi del Friuli); la conseguente sempre minore
percezione di barriere (doganali, politiche e culturali) fra gli stati
confinanti, in particolar modo dopo l'entrata dell'Austria nell'Unione
e l'applicazione del trattato di Schengen.
Gli insediamenti della valle sono abbastanza numerosi, linguisticamente
differenziati e distribuiti sul territorio da permettere, e nel contempo
esigere, una approfondita analisi geolinguistica a "maglie strette",
che non si deve limitare alla considerazione dei tre comuni presi nel
loro insieme, ma scendere al livello di frazione o di comunità valliva.
Tali comunità sono in ogni caso in un numero sufficientemente piccolo
da permettere la selezione di un campione che possa consentire indagini
puntuali e statisticamente probanti con un investimento finanziario
relativamente ridotto.
La conduzione di un'inchiesta secondo il modello già testato nelle valli
ladine potrebbe dunque rivelare molti aspetti della situazione sociolinguistica
della regione che non hanno ricevuto finora particolare attenzione da
parte degli studiosi. Abbiamo al momento un'idea, nelle sue linee generali,
della ripartizione dei codici in compresenza sul territorio: ora, la
nostra inchiesta permetterebbe di approfondire e sostanziare queste
informazioni con una ricerca ad ampio raggio e differenziata in senso
territoriale e societario.
Soprattutto però ci consentirebbe di accedere al livello della coscienza
linguistica degli abitanti della Val Canale: che significato hanno per
la popolazione le lingue in uso, se queste si rivestono di valenze ideologiche
o politiche, se sono portatrici di particolari pulsioni identitarie.
La lingua infatti rappresenta un valore di per sé, anche al di là del
suo uso effettivo, e la sua presenza ñ in alcune o in tutte le situazioni
comunicative ñ è senz'altro portatrice di sentimenti di appartenenza
a un particolare gruppo nei confronti degli altri.
Si tratterebbe in concreto di intervistare tra le 1000 e le 1200 persone,
suddivise in 12-15 aree su base geografica e sociale, sesso e quattro
classi d'età, con un questionario di circa 100 domande distribuito in
italiano, tedesco, sloveno e friulano, distribuito da studenti o giovani
ricercatori locali.
Alla luce della nuova politica linguistica in atto nella regione Friuli
Venezia Giulia, è, riteniamo, molto importante studiare approfonditamente
qual è l'immagine che i parlanti hanno dei codici candidati ad essere
oggetto di pianificazione linguistica - ossia ad acquisire le funzioni
di lingue dell'amministrazione e dell'educazione. In tale ottica sarà
poi possibile valutare l'impatto positivo o negativo sulla particolare
società della Val Canale, immediato e nel futuro, del bi- o plurilinguismo
amministrativo.
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