Centre d'Études Linguistiques pour l'Europe

GISPL
(Gruppo di osservazione, studio e intervento per la politica
linguistica)

 

GRUPPO DI OSSERVAZIONE, STUDIO E INTERVENTO
PER LA POLITICA LINGUISTICA


Premesse

Le branche della linguistica attente all'interrelazione fra linguaggio e comportamento umano organizzato si trovano al momento confrontate, fra gli altri, con due ordini di problemi:


Ambiti rilevanti di politica linguistica

o    Divulgazione della linguistica e dello "sguardo" linguistico sulla società
o    Interpretazione e ricezione da parte della società delle influenze di altre tradizioni linguistiche di adstrato (o superstrato): accettazione incondizionata e tendenze neopuristiche
o    Forte domanda di competenza linguistica da parte dell'informatica, della telematica e delle reti informative
o    Iniziative politiche, nazionali e locali, di precisa rilevanza linguistica
o    Interventi sul linguaggio amministrativo e burocratico
o    …


Ambiti di pianificazione linguistica

o    Gestione della situazione linguistica delle minoranze storiche (e conseguente questione della loro "creazione" da parte della linguistica stessa)
o    Questione delle nuove minoranze e delle nuove (micro)identità e uso politico/sociale delle stesse
o    …



Posizione della linguistica

o    La linguistica perde terreno in praticamente tutti gli ambiti delineati:

      o     a curare le rubriche linguistiche dei giornali o a dar conto delle - rare - notizie di cronaca in cui sia coinvolta la linguistica sono scrittori, enigmisti, pubblicisti vari, cognitivisti, italianisti: solo eccezionalmente la parola viene data ad un linguista (ma questo è male antico)
      o    anche a livello di mercato librario la divulgazione linguistica è affidata a non linguisti: il panorama della grande distribuzione vede quasi solo studi paretimologici o paralatinistici (tipo De Marchi, Siamo tutti latinisti) o criptopuristici (cfr. Aldo Rossi, Le parole, vita morte e miracoli): cosa che, oltre a non consentire un'informazione corretta, ingenera anche l'idea di una disciplina di pedanti parrucconi (anche questo è male antico)
      o    tutto il mondo dell'informatica, pur in grande fermento, fa a meno della linguistica: correttori ortografici, traduttori automatici, per programmi e per web, risponditori per segreterie telefoniche, caratteri per computer, risorse linguistiche in generale per la rete
      o    le iniziative di tutela e rivitalizzazione linguistica, che sono destinate ad intensificarsi a seguito della legge 482/99 e del particolare clima culturale europeo, sono lasciate quasi totalmente, per legge, incuria o communis opinio all'iniziativa di amministratori locali, con grave pregiudizio non solo per la riuscita linguistica di tali delicate operazioni, ma anche di creazione di inaccettabili commistioni fra attività/sensibilità linguistica e propaganda politica e a volte persin razziale
      o    è passato quasi del tutto sotto silenzio il tentativo di riforma del linguaggio della pubblica amministrazione, codificato nel Manuale di stile dell'amministrazione Cassese (curato peraltro da Alfredo Fioritto, ricercatore di diritto amministrativo alla Facoltà di Ingegneria dell'Aquila, ma che ha visto la partecipazione di qualche linguista)
      o    il progetto di legge 993 del 21 12 2001 "Istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana", già pericoloso di per se, prevede nel consiglio, oltre a ministri e funzionari di nomina ministeriale, nessun linguista, ad eccezione di due membri nominati dall'Accademia della Crusca e, significativamente, dalla Società Dante Alighieri (??).


Proposizione

Occorre che la linguistica accademica prenda una posizione forte in merito a tali questioni, puntando a proporsi come interlocutore specializzato di tutti coloro che fanno, nei fatti, linguistica, senza che le loro attività siano considerate pertinenti alla linguistica stessa.
Sarebbe auspicabile puntare innanzitutto sull'informazione e la divulgazione delle conoscenze linguistiche, e sul processo parallelo del "creare il bisogno" di competenze specialistiche, in modo che chi si occupa di problemi linguistici sia o un linguista o un operatore che almeno sia cosciente delle rilevanza linguistica delle attività e delle scelte che compie, nello stesso interesse delle riuscita delle iniziative.
In particolare per quanto riguarda la tutela o rivitalizzazione delle lingue territoriali europee e segnatamente della Repubblica Italiana è necessario un impegno diretto di linguisti specializzati, che operino nell'interesse - effettivo e non politicamente dichiarato o sfruttato - dei parlanti plurilingui e che si impegnino a rivedere o, se del caso, pianificare, interventi scientificamente corretti di language planning, denunciandone altresì i numerosi casi di uso distorto.

Programma di Intenti

1. Il Gruppo di Osservazione, Studio e Intervento per la Politica Linguistica (GISPL) è una libera associazione senza fini di lucro di ricercatori interessati a tutti i fenomeni e a tutte le problematiche di pertinenza della politica linguistica.

2. Il GISPL enuncia i propri campi di azione come segue:

      o     collaborazione scientifica e logistica fra i suoi membri al fine di promuovere e coordinare ricerche teoriche o applicative nel campo della politica linguistica mediante incontri, congressi, seminari, corsi di aggiornamento, pubblicazioni su riviste specialistiche, ricerche mirate e collaborazioni con enti scientifici;
      o    raccolta e documentazione delle attività di pianificazione linguistica in Paesi Europei ed Extraeuropei;
      o    promozione delle istanze linguistiche alla base di ogni politica linguistica mediante opera di informazione, consulenza e collaborazione con enti amministrativi e territoriali oltre che con strutture preposte alla educazione e formazione;
      o    attività di monitoraggio, consulenza e collaborazione a favore di persone, associazioni ed enti che si trovino coinvolti in attività di politica o pianificazione linguistica. Per costoro il GISPL ambisce a porsi come interlocutore privilegiato fornendo competenze e proposte scientificamente controllabili e strettamente ancorate alla ricerca linguistica.

2. L'attività del GISPL è finalizzata alla politica linguistica. Questa è da intendere nel senso più ampio possibile - non limitata pertanto alla sola Pianificazione Linguistica (Language Planning) - bensì invece comprensiva di tutti gli ambiti di incontro, sovrapposizione e contiguità fra pratiche linguistiche e pratiche sociali a forte rilevanza politica. In questo senso, politica linguistica abbraccia svariati ambiti, identificati nella ricerca scientifica tedescofona da denominazioni quali Sprachpolitik, Sprachenpolitik, Sprachplanung o Sprachplanungswissenschaft, così come in quella anglofona nei termini di Language Policy e Language Politics.

3. Il GISPL intende svolgere le attività sopra enunciate con il patrocinio e all'interno della Società di Linguistica Italiana (SLI). Il GISPL ritiene infatti che il libero dibattito e l'assiduo confronto con l'intera comunità dei soci della SLI oltre che con i ricercatori di tutte le discipline linguistiche costituiscano la garanzia della qualità scientifica del proprio operato. Il GISPL tuttavia, al fine di incrementare metodologie scientifiche pluridimensionali attagliate su realtà assai complesse, cerca e favorisce l'apporto scientifico di numerosi altri settori scientifico-disciplinari che da varie prospettive e a vario titolo sono coinvolti nell'osservazione, nella diagnosi e nell'intervento di fenomeni e problemi di ordine politico-linguistico. In questo senso sarà indispensabile l'apporto delle discipline demo-socio-etno-antropologiche così come di quelle storico-geografiche e giuridico-politico-economiche.

4. In piena consapevolezza della complessità di ogni teorizzazione sociolinguistica atta a comprendere e dirimere le intrecciate questioni dei cosiddetti "conflitti linguistici", il GISPL enuncia con apposito manifesto i suoi principi-guida di etica della ricerca scientifica.

5. Il GISPL provvede a dotarsi di un'organizzazione interna e a definire un nucleo di coordinamento così come un calendario delle varie iniziative.

I promotori del Gruppo di osservazione, studio ed intervento per la politica linguistica

Università di Bologna - Fabio Foresti
Università di Milano Bicocca - Emanuele Banfi
Università di Modena - Augusto Carli, Emilia Calaresu, Cristina Guardiano
Università di Torino - Gabriele Iannàccaro
Università del Piemonte Orientale - Silvia Dal Negro

Sede di coordinamento delle attività:
Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura
Università degli Studi di Modena
Largo Sant'Eufemia 19
41100 MODENA
tel. 059-2055944

[email protected], [email protected]
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