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Guelfi e Ghibellini
Come tutte le grandi città europee dell'epoca, anche Genova aveva le sue belle gatte da pelare a causa delle continue lotte tra le celebri fazioni politiche di quel tempo: i Guelfi e i Ghibellini.
I Guelfi erano vicini al Papato, cioè favorevoli al potere della Chiesa nel governo delle città stato, mentre i Ghibellini erano sostenitori della causa imperiale. A Genova le maggiori famiglie erano ghibelline (Doria, Spinola, De Mari, Centurione, ecc.), mentre quelle guelfe, pur in numero minore, non erano meno combattive (Fieschi, Grimaldi, Fregoso, ecc.).
La lotta tra Guelfi e Ghibellini fu particolarmente dannosa per i genovesi. Quando il genovese Sinibaldo Fiesco assunse il papato con il nome di Innocenzo IV, portò con se a Roma i ghibellini dalle alte cariche comunali di Genova. La città divenne guelfa e quindi avversa alla politica imperiale.
L’iperatore FedericoII di Svevia, giunto ormai alla terza scomunica, si alleò allora con Pisa e Savona organizzando la conquista del capoluogo ligure.
FedericoII morì nel 1250 e per Genova fu un sollievo. Ma la città non era più quella di prima, la lotta tra guelfi e ghibellini era divenuta acerrima e questo era un grave danno per la prosperità dei genovesi.
Una delle famiglie guelfe più fortunate fu quella dei Grimaldi
che per sfuggire all'ira dei ghibellini si rifugiò sulla rocca di Monaco.
Da lì nacque uno dei principati più ricchi del mondo, ancor oggi feudo della
famiglia Grimaldi.
Quindi oltre alla morte e alla distruzione c'era anche chi
trovava la buona sorte!