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I genovesi ed il Barbarossa
Tra una guerra e l'altra con Pisa e la perdita più importante tra le colonie, quella di Gerusalemme, Genova, nella seconda metà dell'anno 1100, fece conoscenza con uno dei personaggi più importanti del Medio Evo: Federico I Hoenstaufen, detto "il Barbarossa".
Barbarossa scese in Italia, dal Brennero, il 2 ottobre 1154 e convocò i rappresentanti dei Comuni italiani al parlamento di Roncaglia. Anche i genovesi mandarono i loro delegati ai quali fu promesso il monopolio del commercio siciliano, in cambio dell'aiuto della flotta per conquistare l'isola.
Molti tra i componenti della "Compagna", pensavano che fosse un buon affare mettersi in società con Emanuele Comneno, ma sapevano che era molto rischioso mettersi contro il Barbarossa. Il metropolita, però, aveva pensato a tutto, anticipando una forte somma di denaro ai genovesi perchè costruissero delle mura per difendersi dall'inevitabile rappresaglia dell'Imperatore.
All'inizio del 1156, cominciarono i lavori di costruzione delle mura, partendo dalla Porta Sottana, l'attuale Porta di Vacca. I genovesi spronati dall'Arcivescovo Siro, terminarono le mura in poco meno di due mesi.
Ma queste trame giunsero all'orecchio
dell'Imperatore che, da buon affarista sapeva che i genovesi gli sarebbero
stati utili anche a scopi commerciali ed, in cambio della loro fedeltà, gli
propose il momopolio del trasporto del sale a Lubecca.
L'affare andò immediatamente in porto. I genovesi si
ritrovarono con una nuova cinta muaria e con le navi mercantili piene di sale da trasportare a Lubecca.
Da li a poco la fragile tregua tra Genova e Pisa si incrinò definitivamente. Volete sapere il perché? Fate clik qui.
