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Dalle prime fortune genovesi alla conquista di Gerusalemme:

Guglielmo Embriaco, console del "Castrum", é la figura più importante tra i genovesi dell'epoca.
F
u lui a promuovere le prime spedizioni in Terra Santa a sostegno dei Crociati e, grazie alle sue conoscenze in alto loco, primo fra tutti Goffredo da Buglione, permise alla città di Genova di divenire la prima potenza commerciale nel Mediterraneo. Tramite concessioni imperiali e colonie donate per i servigi offerti, Genova iniziava ad essere conosciuta in tutto il mondo.

Infatti, nel 1102, anno di costituzione del "Comune" (con Guglielmo primo Console Communis), la città era un cantiere in fermento: venivano costruite nuove abitazioni, edificate chiese e il porto che solo quattro anni prima languiva nell'incertezza del futuro era costretto ad allargare i moli spostandosi sempre più a ponente.

 

  

Torre degli Embriaci

 

 

Anche l'Embriaco decise di migliorare la propria casa, innalzando la Torre per farla diventare la più alta della città.

Ma Guglielmo aveva molte risorse e non si faceva apprezzare soltanto per la sua bravura politica e marinaresca. Le sue capacità spaziavano anche nell'arte militare e due sue invenzioni fecero la fortuna di molti comandanti crociati. Si presume che sia stato lui a migliorare una delle armi più temibili del Medio Evo: la balestra. Difatti, celebri erano i "balestrieri del Mandraccio" che venivano richiesti sia nelle battaglie a terra che in quelle navali. Di sicuro è sua l'invenzione della "Torre mobile", un'alta costruzione in legno rivestita di cuoio, che veniva avvicinata alle mura delle città assediate, per permettere ai balestrieri nascosti al suo interno di scaricare le frecce delle balestre verso il nemico asseragliato. Quest'arma segreta fu determinante in uno dei momenti più importanti della storia medievale: la conquista di Gerusalemme.

Siccome, si stavano progettando altre spedizioni in Terra Santa, l'Embriaco, dimostrando, anche le sue grandi capacità diplomatiche e persuasive, riuscì a convincere anche i cittadini rivieraschi ad offrirsi volontari per queste avventure. Ci riuscì, grazie al Vescovo Airaldo, aumentando di circa tremila uomini la sua flotta. La maggior parte di questi furono impiegati come vogatori, il lavoro più duro sulla nave, ma molti furono ripagati di questi sacrifici perchè ad essi furono concesse le terre che i musulmani abbandonavano all'avanzare dei Crociati.

 

 

 

 

 

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