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I primi viaggi in Terra Santa partirono da Genova:
Agli albori del secondo millenio, per i ricchi europei, cristiani cattolici, il massimo delle aspirazioni era raggiungere la Terra Santa, profanata dai fanatici seguaci di Maometto. Nessun porto, allora, era più indicato di quello genovese per organizzare viaggi verso quei lidi. Sappiamo, grazie al Caffaro, l'unico reporter genovese dell'epoca, che esisteva una nave destinata a queste particolari crociere che si chiamava "Pomella", e che si suppone fosse di proprietà degli Embriaci, in quel periodo famiglia più importante e ricca della città.
La nave partiva da Genova nei primi giorni di Aprile e ci metteva alcuni mesi per raggiungere Giaffa, dove sostava, in attesa dei pellegrini, fino al primo Settembre, quando ripartiva per il capoluogo ligure. Il luogo che ospitava questi pellegrini prima della partenza o all'arrivo era la "Commenda" di Prè.

Proprio in quegli anni, la nostra città cominciava a far valere un acceso antagonismo marittimo con Pisa, che nel Medio Evo era molto più grande di Genova. Tutte e due le città possedevano una flotta ed entrambe avevano sopportato l'onta del saccheggio saraceno. Così, pur odiandosi nell'ombra, si allearono per combattere la minaccia islamica e in un'epica battaglia, nei pressi di Luni, annientarono la flotta islamica, costringendo il loro capo Mugahid, a fuggire in Sardegna, dove fu raggiunto dalle navi alleate. Gli uomini appena sbarcati si diedero al saccheggio della città di Cagliari. Molto probabilmente, il bottino più grosso lo fece l'Embriaco, nonno del celebre Guglielmo che incontreremo più avanti, al comando della flotta genovese, che riportò questo tesoro in città per costruire quella che ancora oggi è la Cattedrale: San Lorenzo. Ma questo non accadde subito, forse per colpa di qualche malinteso tra l'Embriaco e il clero, e con quell'oro venne costruita un'altra chiesa, ancor oggi famosa: l'Abbazia di San Siro.
