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Il Congresso di Vienna e la fine dell'indipendenza genovese
L'Età della restaurazione fu il tentativo delle grandi monarchie europee di riportare indietro l'orologio del tempo, a prima di Napoleone e della rivoluzione francese. Eppure, nell'Europa disegnata dal Congresso di Vienna del 1815, ci fu un'eccezione, che riguardò proprio la Repubblica di Genova che venne annessa al Regno di Sardegna. Perché?
Leo Morabito, direttore dell'Istituto mazzinianio-Museo del Risorgimento, puntualizza: «La fine della secolare indipendenza della Repubblica di Genova, a dire il vero, non fu l'unica eccezione: anche a Venezia non venne più restituita l'autonomia perduta, poiché l'Austria non voleva rinunciare a un porto di tale importanza.
Per il destino di Genova, invece, fu determinante l'atteggiamento dell'Inghilterra, che scelse di legarsi al Piemonte in funzione antifrancese. Si decise di rafforzare il regno sabaudo e offrirgli al tempo stesso uno sbocco sul mare».
Dopo l'annessione, il governo sabaudo cercò di attenuare il sentimento diffuso di ostilità verso il Piemonte. ma senza troppo successo. «Non è così strano - spiega Morabito - Per secoli i genovesi avevano visto i piemontesi come avversari, soprattutto per i loro tentativi di conquistare uno sbocco sul mare nel Finalese.
L'erede al trono Savoia, Carlo Felice, fece di tutto per rendersi popolare. Iniziò la costruzione del teatro e di altre opere pubbliche, e decise di stabilire la sua residenza a Genova per buona parte dell'anno. Ma i suoi tentativi fallirono, come dimostra un semplice aneddoto. Quando Carlo Felice arrivava in città per trascorrervi l'estate era solito organizzare una grande festa aperta alle principali famiglie genovesi. Ma molti degli invitati preferivano anticipare le vacanze e partire per le residenze estive per non partecipare».
Questo spiega anche perché la repressione dei
Savoia sia stata così violenta.
In seguito alla rivolta genovese del 1849 che aveva nominato un governo provvisorio cittadino, facente capo a un triumvirato,
i bersaglieri di Alfonso La Marmora, dopo aver
ripreso la città, si macchiarono di esecuzioni sommarie, stupri e saccheggi.
Il
1815 sancisce la fine dell'indipendenza genovese ed 1849 segna per Genova la fine delle sue velleità irredentiste ma lo spirito
repubblicano della città non sarà mai domo. E' indubbio che l'annessione
di Genova al Regno di Sardegna sarà uno dei fattori chiave che spingeranno
gli eroi risorgimentali a credere nel governo sabaudo come unica
possibile guida all'Unità d'Italia.