ORARIO
ore 5.00 escluso
avvicinamento
Sviluppo
500 m
Difficoltà
da AD
a
TD secondo
l'attacco
Punto di
Partenza
Prati di Tivo
BIBLIOGRAFIA
Guida ai Monti d'Italia -
TCI |
Percorsa per la prima volta nel 1911 da O. Bramati e
V. Sebastiani, tenendosi sul versante est, la Cresta Sud del Corno Piccolo gode tutt'oggi di buona salute, anche se l'ormai classica via
Chiaraviglio, che ne percorre il versante opposto, viene ormai preferita al percorso originale.
Dopo la prima, ci vollero altri ventitre anni e le doti non comuni di Gervasutti
per dar vita, in compagnia di Aldo Bonacossa, ad una salita che avesse la meglio sulle monolitiche guglie della cresta,
percorrendone integralmente il filo.
Notevolmente più impegnativo dei precedenti, che hanno un percorso nettamente marginale, questo tracciato rappresenta ancora una salita ambita, di considerevole sviluppo e dal percorso laborioso.
Da Prati di Tivo si raggiunge la Sella dei Due Corni con il comodo sentiero che sale al
Rifugio
Franchetti, dopo aver attraversato il
Vallone delle Cornacchie (1.15 ore). Alla Sella si
è praticamente alla base della Cresta Sud, che qui presenta compatte pareti e guglie monolitiche, note con il nome di
Fiamme di
Pietra.

Il percorso integrale della via, così come effettuata dai primi salitori, include la salita della
Punta dei Due, lungo il suo affilato e verticale
Spigolo Sud, di
difficoltà nettamente superiori al resto della salita. Il bellissimo percorso effettuato da
Gervasutti, sempre verticale ed esposto, presenta un tratto di sesto inferiore, per lungo tempo rimasto famoso e temuto.
|
Le alternative più abbordabili per salire su questa prima cuspide non mancano e sono sempre su roccia ottima. La
più diretta è quella del
Camino D'Armi, 120 metri con passaggi di
IV; la
più remunerativa, con divertente arrampicata, è offerta dalla
Cresta delle Fiamme di Pietra, che si attraversano dal
Campanile Livia
alla Punta dei Due (150 metri con passaggi di
III+). Una volta sulla
sommità della Punta dei Due, il percorso da seguire è
|
evidente. Sul versante nord, si scende fino a trovare un ancoraggio per doppia (30 metri,
IV
in arrampicata). Si perviene ad un forcellino dal quale si continua per spigoletti e
paretine su grossi blocchi, superando senza particolari
difficoltà il tratto di cresta fin sotto il corpo principale del
Torrione Aquila. Si supera uno strapiombo iniziale
(IV) e si continua su rocce
più facili (un tiro di corda,
III). Ancora una doppia deposita sulla forcella che separa dalla
Torre Cichetti. Si supera un risalto e si perviene ad un forcellino. Su roccia fantastica si prosegue lungo la via salita da F. Maraini
nel 1933, 50 metri con passaggi di
IV, raggiungendo la cima della
Torre Cichetti
e la successiva
Seconda Anticima Sud. Si scende su placche non difficili
(III-) fino ad un
canalino, dove per una rampa si guadagna di nuovo la cresta, sotto la
Prima Anticima Sud. A destra della cresta, per una solida placca
(IV), si perviene sulla penultima elevazione della cresta, dove tra blocchi e sfasciumi si raggiunge la vetta.
|