P.
Consiglio, M, Dall'Oglio, L. Sbarigia, R. Beghè, 1948.La prima invernale
è di M. Lopriore e C. A. Pinelli, 1963; la prima solitaria è
probabilmente quella di F. Antonioli, 1976. It. 2.20
in figura
Via molto interessante, tra le più classiche e
frequentate del gruppo. Permette di superare con medie difficoltà una
parete percorsa altrimenti da itinerari molto più difficili. Roccia
buona. La via è poco chiodata.
L'attacco è all'estrema ds. della parete, al di
là di un arrotondato spigolo e all'inizio del Canalone Centrale. Salire
un canalino di placche a ds. dello spigolo (60 m, II), ad una grossa
nicchia ben visibile dal basso. Traversare a Sn. per una facile cengia
(I). Dove questa termina (nicchietta, tracce di chiodatura), salire un
diedro molto netto (30 m, III), uscendo a sn. ad un terrazzino. Spostarsi
a sn., salire senza via obligata per placche (40 m, III, III+) puntando ad
un diedrino evidente.
Salire ancora 20 m (III) ad una seconda cengia, che si segue verso sn. (20
m, II) fino all'inizio di una fessurina obliqua a sn. Salire la fessurina
(20 m, III), ad una sosta con 2 ch. Salire in verticale per una
fessura-diedro ( 40 m, III + con un passaggio di IV) fin dove la parete si
corica.
Da qui è possibile continuare sulla verticale per un sistema di diedri
parallelo al vicino spigolo Sud sud est (70 m, III e III + ), oppure
traversare nettamente a sn. (III-, II), uscendo sulla parte superiore e
facile dello spigolo. In entrambi i casi, lo si segue fino all'anticima e
alla vetta.