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L.C.A.
Legamento Crociato Anteriore |
| BIOMECCANICA |
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Il ginocchio � una complessa articolazione
sinoviale che deve assolvere a due funzioni principali: garantire mobilit� ed al contempo
mantenere la stabilit� durante la stazione eretta ed i processi deambulatori. Il
ginocchio � situato tra due lunghi bracci di leva, la tibia ed il femore, che, in
congiunzione con le strutture muscolari, possono produrre momenti di forza molto elevati:
di conseguenza larticolazione del ginocchio � estremamente suscettibile di lesioni
legamentose. |
| Il normale movimento del ginocchio prevede sei
gradi di libert� (tre traslazioni e tre rotazioni) che rendono la cinematica di questa
articolazione molto complessa. Le strutture legamentose che agiscono come stabilizzatori
statici primari si oppongono efficacemente alle forze di stiramento (tensile loads) ma non
sono in grado di resistere alle forze compressive o tangenziali (shear - compressive
loads) durante le quali i legamenti si avvolgono semplicemente su se stessi. Tali
strutture quindi agiscono sinergisticamente con la geometria articolare, con gli
stabilizzatori secondari (strutture capsulari) e con gli stabilizzatori dinamici muscolari
per definire i limiti del movimento articolare. La resistenza ai carichi offerta da un
legamento dipende dal sito anatomico di inserzione, dalla sua lunghezza e dalle sue
propriet� biomolecolari. In particolare il Legamento Crociato Anteriore si oppone alla
traslazione anteriore, alla rotazione interna, allo stress in varo-valgo ed alla
iperestensione della gamba sulla coscia. Nel 1836 i fratelli Weber descrissero il
movimento del ginocchio come una combinazione di rotolamento, scivolamento e rotazione
assiale. Sebbene esistano in letteratura modelli pi� complessi, i principi cinematici del
ginocchio sono stati efficacemente ridotti ad un modello bidimensionale semplificato
denominato giunto a quattro barre. |

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Le quattro barre del giunto sono
rappresentate dalle fibre del LCA, dalle fibre del LCP, e dalle due barre tibiale e
femorale formate dalla congiunzione dei siti di inserzione dei due crociati. Nel movimento
di flessione del ginocchio il punto di intersezione del LCA e del LCP, che rappresenta il
centro istantaneo di rotazione del ginocchio, si sposta da anteriore a posteriore e le
barre rappresentate dai legamenti crociati costringono larticolazione femorotibiale
ad un movimento combinato di rotolamento-scivolamento che garantisce il normale movimento
articolare. |

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Questo modello dimostra
limportanza della interazione tra i crociati e la geometria articolare ed in ultima
analisi ci mostra che i legamenti crociati rappresentino il nucleo della cinematica del
ginocchio e che il LCA risulta fondamentale nel controllare la traslazione anteriore del
plateau tibiale. Il LCA � il legamento del ginocchio che pi� frequentemente v� incontro
a lesioni traumatiche, il 70% delle quali si verificano durante lattivit� sportiva.
La maggior parte degli autori concorda sul fatto che una lesione del LCA conduce ad un
importante deficit funzionale che si evidenzia con una significativa instabilit�, con un
progressivo danno secondario ad altre strutture articolari e con la progressiva insorgenza
di precoci alterazioni degenerative dell ambiente articolare (cartilagine,
menischi). |
Recenti studi sulla anatomia, sulla
biochimica e sulla biomeccanica del LCA hanno sostenuto quanto da tempo evidenziato dalla
clinica circa la sua scarsissima capacit� di riparazione spontanea dopo una lesione, ci�
� dovuto alla sua complessa geometria anatomica, alle sue responsabilit� biomeccaniche
durante il normale movimento del ginocchio, alle difficolt� di rivascolarizzazione dopo
interruzione dellapporto sanguigno al suo interno e probabilmente ad una intrinseca
scadente capacit� rigenerativa delle sue cellule. Il LCA � una struttura
intra-articolare, extra-sinoviale che attraversa - larticolazione del ginocchio
inserendosi al femore ed alla tibia. Consiste in fasci di fibre longitudinali separate in
due "bande" (anteromediale e posterolaterale) che si inseriscono in un unico
sito prossimalmente sulla faccia mediale del condilo femorale laterale e lateralmente sul
piatto tibiale nella sua porzione anteriore. I fasci del LCA decorrono in rotazione
spirale e si inseriscono in maniera complessa a livello di tibia (area topograficamente
pi� ampia e tondeggiante) e femore. Attraversano larticolazione partendo dalla
inserzione femorale prossimale e si dirigono in basso in avanti e medialmente). La
lunghezza media del LCA risulta variabile tra i 31 ed i 38 mm. Tale variazione fisiologica
� dipendente dalla posizione articolare, dallorientamento e dalla quantit� di
carichi applicati, dallet� del materiale biologico ed in ultima analisi � legata
alla natura viscoelastica del LCA. Le propriet� strutturali del LCA sono state studiate
in vitro su cadavere, applicando stress sul complesso femore-LCA-tibia per evitare punti
di usura o debolezza dovuti al fissaggio del solo LCA.
Recentemente Beynnon ed al. Hanno ideato un test condotto in vivo su
soggetti sani impiantando un microtrasduttore di forza (Hall Effect Transducer,
Microstrain Co., Burlington,VT) sul LCA per registrare le variazioni di lunghezza dello
stesso in situazioni diverse, senza danneggiare la biologia del legamento. Questa tecnica
innovativa attualmente st� fornendo dati molto interessanti sul comportamento del
legamento sano sotto stress durante differenti esercizi utilizzati in riabilitazione.
E stato possibile fornire una mappa sulle sollecitazioni provocate da differenti
esercizi. Sebbene la quantit� di stress necessaria a danneggiare un neolegamento non �
attualmente conosciuta, � comunque possibile e pratico, alla luce delle recenti
conoscenze, stilare una classifica tra le diverse attivit� rieducative secondo il massimo
stress da esse generato, che possa aiutare il riabilitatore nel proporre un lavoro il pi�
sicuro possibile. |
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RIEDUCAZIONE DEL GINOCCHIO DOPO LA
RICOSTRUZIONE
DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE
Il programma riabilitativo post-operatorio pu� essere
schematizzato come di seguito ma va sottolineata la impossibilit� di standardizzare in
modo troppo rigido il protocollo utilizzato. Infatti ogni paziente presenta
caratteristiche peculiari che vanno tenute in considerazione. lo schema proposto, basato
su validi presupposti biomeccanici, deve quindi essere una traccia sulla quale
confezionare un trattamento personalizzato. Altrettanto importante sar� il controllo
periodico del paziente per apportare le modifiche necessarie ed ottenere cos� il massimo
risultato terapeutico, per ottimizzate i risultati � indispensabile una positiva
collaboratore tra ortopedico traumatologo e chinesiologo.
Un ultimo aspetto da non trascurare � il sostegno psicologico dei
paziente che solitamente � giovane, sportivo ed entusiasta. E' indispensabile spiegare in
ogni dettaglio quale sar� il lavoro da svolgere, quali sono i tempi previsti mediamente
e, soprattutto, quali sono le complicanze pi� frequenti e i relativi rimedi.
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FASI DEL PERCORSO
RIABILITATIVO:
Fase 1 (primo mese)
Fase 2 (secondo e terzo mese)
Fase 3 (quarto e quinto mese)
Fase 4 (sesto mese ed oltre)
Attenzione: queste fasi non sono da intendersi rigidamente, ma in
maniera flessibile ed adattate in base al parere del medico. |
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