Partnership
SETI@home ITALIA NEWSletter scientifica # 04 del 19.06.2000
Ricerca di risultati multipli
di Stan Corroyer - Visiting Scholar della Ecole Polytechnique (France)
Titolo originale:
"Multiple
Detection Search"
Traduzione in italiano di
Licia
Speroni von Stroheim & Bruno
Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di
SETI
ITALIA G. Cocconi
Hai
un computer? Partecipa con noi alla ricerca scientifica!
Fin dal principio del progetto SETI@home, gli utenti di SETI@home
hanno trovato circa
60 milioni di gaussiane usando il nostro programma. Un gran numero di
queste gaussiane
sono il prodotto del rumore di fondo dell'universo. Ciononostante, se
gli extraterrestri
ci stessero mandando un segnale forte, dovremmo essere in grado di
rilevarlo come
proveniente all'incirca dalla stessa posizione celeste in due occasioni
diverse.
Il primo passo nell'analisi delle gaussiane di SETI@home è
di ricercare nel database
le coppie o le triplette di gaussiane indicanti un segnale
extraterrestre di questo tipo.
Poiché ricercare in mezzo ad oltre 60 milioni di gaussiane
impiegherebbe un certo tempo,
la ricerca iniziale si è concentrata solo sulle migliori
10.000, quelle cioè più intense
con il migliore fit (corrispondenza). L'indagine iniziale ha ricercato
le gaussiane
che si trovano nella stessa area, con entrambe le coordinate celesti
(ascensione retta e declinazione) separate da non più di 5
arcosecondi
(metà della larghezza del raggio di vista)e con frequenze
non oltre i 100 kHz una dall'altra.
Da questa ricerca si sono evidenziate tre "triplette" interessanti, e
tutte quante sono state
ulteriormente analizzate riportandole su di un grafico con tempo e
frequenza di tutti gli altri
risultati del database, centrati sulla specifica frequenza in cui le
triplette sono state rilevate.
Le immagini qui sotto derivano dalla prima tripletta che ci ha
interessati.
Dai grafici, sembra evidente che i segnali rilevati derivino da
RFI
(interferenza da radio frequenza).
Ecco perché ci sono così tanti puntini
(praticamente formano una linea) ad una particolare
frequenza per l'intera scala di tempo.
Vedi alla sezione sull'
interferenza
in banda stretta alla pagina della RFI per ulteriori
dettagli.
Sul lato destro della prima figura, è evidente
dell'interferenza a banda larga nelle due sottili
strisce che percorrono tutto il grafico.
Dopo accurata analisi, abbiamo determinato che anche le altre due
"triplette" sembrano formate
da RFI, come mostrato nelle figure qui sotto. Nota il rettangolo verde
nella parte destra del
secondo grafico. Questi risultati arrivano da una sola unità
di lavoro (WU).
Non siamo ancora sicuri del perché risultati fasulli siano
riportati da questa WU e stiamo indagando
ulteriormente. Un'altra area di questo tipo può leggermente
essere notata nella parte alta sinistra
del primo grafico. La larga porzione nera che circonda il segnale a
banda stretta è causata
dal client che raggiunge il limite di tolleranza per l'interferenza da
radiofrequenza, restituendo
per quella Work Unit solo i segnali ad intensità maggiore.
In questo caso i segnali ad intensità
più alta sono limitati dalla RFI a banda stretta visibile
nel grafico.
Questo spiega anche l'area quadrata vuota nel primo grafico della prima
serie, di sopra.
In questo caso, la RFI era intensa abbastanza per superare il limite di
tolleranza nell'area vuota,
ma sufficientemente debole sopra e sotto quell'area per permettere che
altri risultati fossero restituiti.
Ebbene... Non abbiamo trovato ET nelle nostre analisi preliminari...
Continueremo a tenervi informati mentre continuano le nostre analisi!
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ITALIA G. Cocconi
Copyright © 2008 University of California
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