Partnership
SETI@home ITALIA NEWSletter scientifica # 01 del 29.03.2000
Aggiornamento generale
di Ron Hipschman, Dan Werthimer
Titolo originale:
"General
Update"
Traduzione in italiano di
Bruno
Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di
SETI
ITALIA G. Cocconi
Hai
un computer? Partecipa con noi alla ricerca scientifica!
SETI@home raccoglie i suoi dati dal più grande
radiotelescopio del mondo ad Arecibo, Porto Rico.
Raccogliamo i dati dal telescopio di Arecibo fin dal dicembre 1998, ed
analizziamo questi dati
(con il tuo aiuto!) dal maggio 1999.
SETI@home è un programma scientifico particolarmente
fortunato.
Riesce ad utilizzare il 70% del tempo del radiotelescopio di Arecibo.
Il restante 30% è utilizzato per riparazioni, manutenzione
od osservazioni radar
(i potenti trasmettitori radar di Arecibo creano troppa interferenza
per i delicati sensori di SETI@home).
Si tratta di una quantità straordinaria di tempo del
radiotelescopio! Molti astronomi sono fortunati
quando riescono ad avere il radiotelescopio anche solo un giorno
all'anno per le loro ricerche.
Poiché SETI@home non necessita di essere puntato verso una
specifica posizione del cielo,
si limita a "farsi dare un passaggio" mentre gli altri astronomi usano
la gigantesca antenna.
Se SETI@home potesse registrare dati in continuo, raccoglieremmo circa
50GB di dati ogni giorno.
Ci vogliono circa otto mesi per "coprire" il cielo di Arecibo.
Non si tratta del 100% del cielo visibile al radiotelescopio
poiché non controlliamo il puntamento,
ma ci si avvicina. Il nostro obiettivo è di raccogliere ed
analizzare almeno due anni completi di dati.
Questo dovrebbe consentirci di coprire il cielo visibile da Arecibo
almeno tre volte.
Perché dobbiamo coprire il cielo tre volte? Riteniamo la
ridondanza importante. Perché?
Primo, i segnali radio potrebbero non essere "accesi" tutto il tempo.
Oppure i nostri lontani amici potrebbero non trasmettere continuamente,
oppure il loro trasmettitore
potrebbe essere posto su di un pianeta in rotazione e quindi non
visibile costantemente.
Secondo, la sorgente potrebbe "scintillare". Cioè il livello
di segnale potrebbe salire e scendere
a causa del mezzo interstellare che si frappone fra noi ed il
trasmettitore. In questo caso i segnali
radio di una sorgente lontana salirebbero e scenderebbero di
intensità con un periodo di circa un'ora.
Terzo e più importante, dobbiamo registrare i dati tre volte
per verifica. Qualunque segnale intenso
deve per prima cosa essere verificato rilevandolo più di una
volta. Questo aiuta a scremare
ma non ad eliminare completamente la possibilità che un
segnale non sia
interferenza
da radiofrequenza (RFI).
Ovviamente sorgenti straordinarie sono comunque interessanti, anche se
le vediamo una volta sola!
SETI@home ha ora abbastanza potenza di calcolo per analizzare
praticamente tutti i dati che
abbiamo raccolto fino ad ora, e per restare aggiornati con i dati man
mano che arrivano da Arecibo.
Grazie alla generosità della comunità di
SETI@home, il progetto si propone di approfondire
l'analisi dei client aggiungendo
la
rilevazione delle pulsazioni (pulse).
Ci proponiamo di fare ciò nella versione 3 del client. Se ci
saranno abbastanza fondi,
in future versioni di SETI@home, speriamo di aumentare la larghezza di
banda scandita e
di espandere la ricerca in altre parti del cielo usando altri
radiotelescopi in giro per il mondo.
Maggiori informazioni nelle prossime newsletter...
Cosa abbiamo fatto dei vostri dati? Fino ad ora ci siamo concentrati
sulle
gaussiane
intense.
Queste rappresentano le migliori fonti di segnali possibili. E' come
scremare la panna,
ci sarà molto di più da fare con i dati in
futuro. Abbiamo trovato alcuni segnali estremamente
forti. Sfortunatamente, nessuno di questi si è rivelato di
origine extraterrestre.
Dopo una ri-analisi dei segnali (fatta sia da SETI@home Berkeley, che
re-inviandoli ad ulteriori client),
tutti si sono dimostrati
interferenze
da radiofrequenza, oppure segnali di test che abbiamo
appositamente immesso nel sistema per monitorarlo, oppure
unità di lavoro (work unit)
elaborate in modo sbagliato (errori del computer, errori di
trasmissione, oppure, in pochi casi,
falsificazioni intenzionali dei dati).
Non ti scoraggiare. Stiamo cercando un ago molto piccolo in un pagliaio
molto grosso,
e stiamo guardando solo in un angolo molto piccolo del pagliaio.
Qualsiasi progetto deve partire per piccoli passi ed imparare durante
la crescita.
Considerando l'aumento di complessità dei computer e delle
tecniche di elaborazione del segnale,
miglioreremo le nostre tecniche per salti e balzi.
Quindi, "frustate i criceti"!
Ti siamo estremamente grati per la tua partecipazione.
Ci hai aiutati a costruire il più potente supercomputer del
pianeta!
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ITALIA G. Cocconi
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