La risposta a questa domanda � offerta dalla Fig. 6. � da notare che le due cubiche non si incontrano negli anni sessanta, quando la cubica del SETI incrocia l'asse orizzontale nel 1959 (punto di Cocconi�Morrison) mentre la cubica dei pianeti extrasolari � solamente tangente all'asse del tempo nell�anno 1963 (punto di van de Kamp). Cos�, l'unico vero incontro accade molto pi� tardi, dopo il 1985 e circa nel maggio 1998, come si troverebbe risolvendo l'equazione algebrica di terzo grado risultante (che noi non descriveremo qui in dettaglio nell'interesse della brevit�). |
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| Figura 6. Le due cubiche del SETI e dei pianeti extrasolari si incontrano circa nel maggio 1998. Questo vuol dire che, dal maggio 1998, le due discipline sono in realta` un�UNICA cosa. La conclusione di questo paragone fra le due cubiche del SETI e dei pianeti extrasolari � chiara: i due campi scientifici gi� si unirono nel maggio del 1998. Noi abbiamo cos� trovato la risposta alla domanda: SETI e ricerca di pianeti extrasolari, quando si uniranno? E la riposta � �gi� adesso!�. In altre parole SETI e la ricerca di pianeti extrasolari gi� ora sono due facce della stessa medaglia! Questa lavoro � dunque davvero un suggerimento forte ad ogni radioastronomo SETI: CERCARE SUBITO SEGNALI CANDIDATI SETI DA TUTTI I 200 PIANETI EXTRASOLARI NOTI! Queste ricerche SETI non possono limitarsi solamente alla riga dell�idrogeno! FARE OGNI POSSIBILE RICERCA SETI SUI 200 PIANETI EXTRASOLARI CONOSCIUTI: VICINO A UN �SILENZIOSO� GIOVE CALDO CI POTREBBE ESSERE UNA PICCOLA TERRA, come nel nostro sistema solare! Chi lo sa ? 10. Volo interstellare e relativit� ristretta Ora occupiamoci del volo interstellare relativistico (per esempio, vedasi il rif. [8]). Questo � un tema molto difficile perch�, facendo uso all�alta matematica, coinvolge la teoria della relativit� e la teoria quantistica al loro pi� alto livello. La NASA prese molto seriamente questa questione negli anni 1996�2002, quando fond� il programma Breakthrough Propulsion Physics (BPP) (avanzamento della fisica della propulsione), condotto da Marc Millis del NASA Glenn Research Center. Una breve descrizione del programma BPP si trova anche nel sito di Wikipedia . Essenzialmente, per la prima volta nella storia, scienziati ed ingegneri coordinati dalla NASA affrontarono insieme difficili domande come per esempio: �Sono lo Zero Point Field (ZPF) (punto di campo zero) e l�Effetto Casimir capaci di risolvere i problemi di propulsione per il volo interstellare relativistico?�. Nessuna risposta finale fu trovata, ed il programma BPP termin� presto i fondi (specialmente dopo l�11 settembre e la ristrutturazione della NASA). Era comunque un buon inizio. Marc Millis ora sta tentando di preparare la "Tau Zero Foundation" per rianimare l�ideale del BPP nei "tempi duri per la scienza" che noi stiamo vivendo nel 2006! Anche se non c'� accordo generale fra gli scienziati del volo interstellare, sembra plausibile che per coprire distanze interstellari enormi (> 4,29 anni luce) in un tempo �ragionevole�, le sonde debbano essere relativistiche. Infatti, la formula relativistica che produce il tempo proprio Tau (il tempo a bordo della nave spaziale) come una funzione del tempo della coordinata t (l�ordinario tempo newtoniano) �: |
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| e questo rivela come i moti grandemente accelerati riducono il tempo proprio (proper time) anche se il tempo delle coordinate rimane grande. <<< Torna a pagina 7 Continua a pagina 9 >>> |
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