
Le origini dei vampiri
Ogni leggenda ha una base di realt�, ogni realt� una base di leggenda.
Tralasciando tutto ci� che di cristiano � stato attribuito ai vampiri, paura
delle croci, delle ostie, dell'aglio, ecco tralasciando il demenziale cristiano
prendiamo il vampiro coinvolto nell'eternit� della vita o della morte, prendiamo
questa figura dall'aspetto nobile e ammaliante e liberiamolo dalla bara, dal
rogo dei tempi. Se vi da fastidio il sangue e svenite nella stessa maniera che
svenite quando leggete la cartella delle tasse, allora non leggete perch� sto
per parlarvi del sangue scarlatto che sgorga e invade i corpi. Sicuro, io che
scrivo sono molto pi� pazzo di voi, nessun problema comunque, il vostro sangue
lo lascio scorrere nelle vostre fottute vene. Mi piace farmi schizzare il sangue
sul petto, berlo durante i rapporti intimi, farmi avvolgere dai capelli, farmi
spalmare il sangue sulla faccia. lo ammetto, il rapporto sessuale si accende, si
riscalda e le due volont� si inebriano del rosso liquido. Non dormo in una bara
e non detesto l'aglio, la mia immagine si riflette nello specchio seppure al
contrario tanto da confondere me stesso d'essere a volte l'essere che mi fissa e
mi imita. Balle, di Marco Dimitri fortunatamente cen'� uno solo, tutto il resto
� fottuto cristianesimo vagante.
Assetato
come spero siate assetati voi mi inoltro nella parte culturale. Nosferatu,
significa "non morto" per identificare il morto che cammina sulla terra dagli
abitanti di questo meraviglioso pianeta anch'essi non morti (almeno per
etichetta). Non � cos�, nosferat � la deformazione di necurat (il sudicio). Il
Necurat poteva trasformarsi in animale e questo lo accomuna al vampiro. Questo
in Romania. La punizione data a Dracula, il Conte impalatore, dopo la sua morte,
fu quella d'essere diventato nella letteratura tramite il racconto di Bram
Stoker, il vampiro per eccellenza, uomo pipistrello. Il vampiro appunto � un
pipistrello goloso di sangue. Dal linguaggio originale il vero nome del vampiro
� strigois (dalla Romania), il moroi era una delle specie di vampiro e moroi
questa volta significa "non morto". La trasformazione del vampiro in lupo invece
� attribuita allo pryccolitch perch� quest'ultimo si avvicinava tantissimo alla
figura del lupo mannaro. Curioso � il fatto che il vampiro attribuisce la sua
ninfa vitale al sangue e non all'anima, si nutre di sangue poich� il sangue � la
vita ed � essenzialmente vero considerando che i vari contratti, giuramenti,
patti erano scritti o firmati con il sangue. Gli Dei in molte tradizioni
chiedevano sacrifici di sangue. Gli indiani stringevano fratellanza fra loro
unendo il loro sangue dopo essersi tagliati il palmo della mano. Dei e indiani
non sono vampiri. E' la linfa che scorre in noi cos� come scorre la vita, siamo
noi, e questo � ripreso dalla Magia Rossa che non � la magia dell'amore come
tanti "maghi" pirla affermano ma � collegata al sangue mestruale simbolo del
ciclo naturale di rinascita. Cos� come lo � Lilith, vampiro cosmico.
Il vampiro � parte
della cultura pagana, decisamente anticristiana, come anticristiano � lo stesso
universo poich� esistendo nega Dio. Ovviamente non teme la croce ma la ripudia
come qualsiasi essere intelligente che non passa il tempo genuflettendosi ad un
dio. Le pallottole d'argento possono uccidere il vampiro poich� l'argento � il
metallo legato a Lilith e alla Luna. Teme l'acqua perch� l'acqua come il sangue
� la vita della terra. Correlazioni, simboli con basi antiche. Dal lupo mannaro
ha preso i denti, dal pipistrello il mantello, dal Diavolo la vita eterna
(sempre se stesso) da Lilith la perversione e l'erotismo. Il "succhiotto"
dell'atto sessuale, l'eterno che si nutre di eterno, la vita che per vivere crea
morte. Come una malattia (poi diventata propria degli zombies che sono una
malformazione del vampiro ed una realt� delle Haiti) il vampiro clona se stesso,
la vittima pu� sceglere se rinunciare a se stesso e al proprio corpo (andare da
Dio) oppure restare se stesso in eterno (satanismo inteso come "il dio di te sei
tu stesso"). Sicch� � la vita il vampiro, � la nobilt�, l'erotismo e tutto ci�
che ti porta ad essere te stesso. Considerando che non vi � morte pi� morte che
andare contro se stessi. Esistono culti vampirici di gente che ama il proprio
sangue affermando che questa � la vita: il mordente abbraccio di te stesso.
Il vampiro delle origini
I punti chiave necessari per individuare l�origine della credenza nei confronti della figura vampirica e del suo sviluppo sono due: la grande importanza del sangue, sia magicamente che fisicamente e la paura della morte. Il sangue fu riconosciuto fondamentale fin dagli albori della vita umana, ovviamente si ignoravano virus, batteri o altri organismi in grado di indebolire o di uccidere, ma la constatazione dell�importanza di questo liquido e la consapevolezza che la sua perdita portasse alla morte erano pi� che presenti, in tutte le popolazioni.
La salute e la
forza hanno le loro radici nel sangue, elisir della vita e primo nutrimento del
bambino nel grembo materno, da tutto ci� fu inevitabile che non si pensasse che
il sangue fosse essenziale per la sopravvivenza e da qui deriv� la convinzione
che la sua assunzione fosse sinonimo di energia e che l�essenza di tutte le
creature risiedesse nelle vene. Il sangue non era ritenuto solo vita
fisiologica, ma anche vita dell�anima ed � da queste credenze che ha ereditato i
suoi significati mistici, oggetto di magia e tab�. Il secondo fattore
necessario alla nascita del vampiro era la morte: la consapevolezza che la morte
vince sempre sugli esseri fu origine della paura del morto o meglio, di chi
ritorna e come ritorna dalla morte, che necessita sangue, ovviamente dal corpo
dei vivi.
D�altronde come poteva non balenare addosso il timore che un essere diverso potesse bramare il prezioso contenuto dei nostri corpi. Abbiamo chiarito cos� l�origine della fede popolare nei contronti del vampirismo. A questo punto l�immaginazione, il terrore e la fantasia uniti allo spettacolo mitologico hanno svolto il ruolo di protagonisti nell�evolozione di questa ambigua, perversa e affascinante figura. Riuscire a definire esattamente lo spazio geografico e di conseguenza la cultura di provenienza del vampirismo � quasi impossibile ma si pensa che le fonti pi� antiche, per ci� che riguarda le rappresentazioni e il folklore del popolo, risiedono in Asia: molti racconti cinesi infatti, narrano di creature coperte di muffa che succhiano il sangue, con la particolarit� di emettere una luce rossastra nel buio. Il Talamur dei melanesiani corrispondeva all�anima del defunto che attingeva dai moribondi la forza vitale in declino.
Per quello che concerne l�India invece, le leggende popolari sono state eliminate dal vegetarianesimo, dall�ascetismo legato al Buddhismo, dal Brahmanesimo e dall�usanza di cremare i cadaveri Nonostante questo per� viene attribuita a Kali (dea della guerra, delle malattia e della morte) la definizione di madre che succhia il sangue, mentre Shiva � definito da tratti cannibalistici da gula. Passiamo ora all�Africa che si presenta con diverse tipologie vampiriche, l�Asabosam degli Ashanti, ad esempio, preferisce suggere la preziosa linfa dai pollici delle persone addormentate ed � caratterizzato dall�avere due uncini al posto dei piedi. Sempre in questo continente prove del macabro interesse per il sangue sono fornite, in tempi pi� recenti, dalle trib� Mao Mao in Kenia (inizio anni cinquanta) che nelle cerimonie di giuramento bevevano il sangue di pecora, a meno che non ci fossero europei da uccidere nelle vicinanze. Le americhe possedevano una visione del vampiro identificata come Lugaru (dal francese pre descrivere il licantoropo) che si presentava come una vecchia signora che, grazie al contatto con forze oscure mutava le sue sembianze in una macchia luminosa per sottrarre il sangue ed utilizzarlo nei suoi rituali (tutto questo ovviamente nella fede popolare satura di paura e timore per ogni cosa sconosciuta).
I brasiliani narrano del Jaracara, essere somigliante a un serpente goloso di sangue e latte; quest�ultima sostanza infatti � considerata assieme al sangue, liquido vitale. Dovunque � attribuita ai vampiri la capacit� di tramutarsi in animali: gatti, serpenti, farfalle, gufi e pipistrelli sono sempre presenti nelle rappresentazioni dell�oscuro. Anche le civilt� classiche dell�Europa avevano le loro versioni: nell�Odissea, per esempio, Omero ricorda che Ulisse offre il sangue di pecore macellate ai fantasmi deboli per mancanza di nutrimento, altri esempi ci sono forniti dai riferimenti nella letteratura greca e romana alle lamie; demoni che attigevano all�energia vitale dei corpi vivi. Concludiamo cos� la nostra ricerca sull�origine pagana dei vampiri passando alla mutazione che hanno subito nel Medioevo da parte della �cultura� cristiana.
La trasformazione maggiore si �deve� alla repressione del sesso da parte del
monoteismo sfociata poi nell�attribuire al vampiro la prerogativa di provare
sfrenati istinti sessuali correlati al sangue: in pratica la demonizzazione
delle pratiche sessuali e la loro conseguente repressione psicologica. La fonte
di questi mutamenti non � difficile da trovare, dato che essa risiede nella
bibbia, infatti vi sono frasi che parlano di sangue come simbolo di violenza,
morte ma allo stesso tempo di vita. Non � il �rituale� cristiano stesso che
esorta a bere il sangue di cristo attraverso il simbolismo del vino e mangiarne
il corpo attraverso il pane? Vampirismo e Cannibalismo puro, da cui le origini
pagane sono facilmente riscontrabili. Al di la di questo comunque, la chiesa ha
fomentato il terrore di vampiri e licantropi, nel medioevo e non solo; basta
pensare alla Donna Lupo che, secondo la Dottoressa Lucia Musti Sostituto
Procuratore presso la Procura di Bologna, si aggirava per le strade bolognesi
per opera di Marco Dimitri (MILLE NONVECENTO NOVANTA SEI!!!!!) (dall�accusa: una
ragazza � diventata una donna lupo dopo avere conosciuto Marco Dimitri, la
stessa ha dovuto testimoniare in Tribunale che il fatto non era vero �Corriere
della Sera 18 febbraio 1997, ).
Ragazzi miei l�inquisizione continua e chi come noi fa riferimento ad una cultura pagana nella ritualit� e nell�arte � costretto a difendersi dalla pi� grande delle bugie: quella cristiana dell�esistenza di un dio superiore all�uomo: siamo mica avversari per niente!
L�importanza del sangue nella religione
Non solo l�assunzione del sangue di cristo determina una correlazione fra cattolicesimo e vampirismo, l�iconografia cattolica � gonfia del rosso liquido vitale. Le ferite del costato di cristo, il �miracolo� di san gennaro il cui sangue una volta all�anno passa dallo stato di coagulazione allo stato liquido sotto gli occhi della folla probabilmente ignara dei prodigi prodotti dalla chimica (il sangue addirittura raddoppia e l�ampolla che lo contiene viene agitata), altri �miracoli� tutti collegati al sangue fra cui, quello che pi� � in voga, � il prodigio mariano in cui le statue rappresentanti la madonna iniziano a lacrimare sangue come se non di spirito essa fosse piena ma di vita rappresentata dai globuli rossi, come se il pianto di sofferenza abilmente prodotto per evidenziare il peccato fosse il sangue stesso. Perch�? Perch� quello che per noi � vita il culto cattolico lo identifica come dolore, male, morte eterna nell�eterno rogo.
Dolore e perdita di liquido vitale, il morso del vampiro, il morso di ci� che loro identificano come male ha prodotto il pianto, che poi all�esame del DNA il sangue di maria risulti sangue appartenente a persona di sesso maschile � un altro mistero a cui solo voi, nella vostra saggezza, potrete dare spiegazione. E le stigmate di padre pio? Altra simbologia collegata al sangue, mica gli appare l�aureola, il volto di ges� sulla mano, nuovi capelli per coprire le calvizie, no, a uno dei personaggi malati di isteria pi� sfruttato dalla chiesa (a proposito, avete comprato il calendario padre pio con l�esclusivo rosario padre pio che proponevano gli spot pubblicitari della tv?) cosa appare? Il simbolo che pi� � di venerazione: le ferite dei chiodi della crocifissione di loro signore ges� cristo.
Quante chiese esistono col nome �sacro sangue di ges� cristo�? �sacro cuore� poich� il cuore � l�epicentro pulsante del continuo ciclo sanguineo rappresentante l�eterna rinascita. Visto che siamo in tema di cattolicesimo: la mafia usa patti di sangue, lava le onte col sangue, quando un padre � traditore anche il figlio viene considerato tale poich� nelle sue vene vi � lo stesso sangue. Qundi il rosso liquido � anche indice di distinzione. Ma questi sono vampiri che amano reprimersi, aderenti al culto del dolore e del lamento che disdegnano le �depravazioni� e girano per cimiteri, ospedali, autobus, chiese con gli stessi volti sofferenti per il tempo, per le tasse, per l�inquilina che � stata ricoverata, per la droga, per �che razza di mondo in cui viviamo� e che adottano come bara lo stesso slogan: �eh, che ci vuol fare... bisogna avere pazienza, passer�... � si possono riconoscere poich� mentre parlano usano esprimere le loro frasi con una cantilena: �ehhhh ci vuooooleeee pazieeeenzaaaa signoraaaaa arrivederciiii tante belle coooooseeee�.
Elizabeth Bathory
�Dall�erotismo di un freddo bacio, istantaneamente tramutato in orgasmo fatale, vittima e carnefice percorrono la legge dando vita al dualismo piacere dolore, amore odio, vita morte. Ecco che la luce giunge, dal buio della foresta; due occhi gialli si inebriano di narcisismo e potere, di furia e freddezza, di oscurit� e atroce bellezza. Trauma e paura nelle grida della vittima. Desiderio ed istinto nel coito del rapace. In un rapporto che nulla ha di banale il sangue sgorga dai corpi orgasmanti, quasi come burattini in preda a forze arcane che pochi conoscono. L�ultimo amplesso dona l�energia, l�ultimo amplesso dona la morte. La coppa si innalza colma di oscuri segreti che mai saranno svelati all�uomo indignato.�
Miei cari vampiretti, sono qui per narrarvi la sanguinaria storia che pi� � stata paragonata alla figura del vampiro, anzi della vampira: vedete, al di la delle leggende, del fantastico e del simbolico cosa resta della figura vampirica se non il forte narcisismo, vissuto nelle tenebre da cui si proclama il sangue come liquido di bellezza? Niente! E� tutto qui, e vi sembra poco? Chiedetelo alla contessa cosa provava nell�immergere completamente il proprio corpo in una vasca colma di sangue di giovani, poi mi saprete dire...
L�erotismo vissuto con la propria immagine, riflessa nello specchio, rappresenta
pienamente il sentimento di Elizabeth Bathory, contessa ungherese vissuta nel
1500 la cui dimora era un castello in una selvaggia zona dell�Ungheria. Magra,
pallida, lunghi capelli neri, di una tenebrosa bellezza, la mente si perdeva nei
suoi occhi profondi e temeva quelle rosse labbra che tanto spiccavano, quasi
volesse rapire ogni succo vitale superando ogni limite con un solo bacio,
talmente intenso da far decadere ogni istinto di sopravvivenza. Sempre ornata da
perle e da argento che altro non potevano essere che chiari riferimenti
all�energia connessa a Lilith, di cui essa ne era il ritratto. I suoi lineamenti
abbinati all�argento e alle perle erano la perfetta iconografia lilithiana
rappresentante la Luna Nera. Luna che, durante determinate fasi, influenzava
fortemente gli stati d�animo di Elizabeth facendola scagliare come una pantera
verso le crude carni delle povere serve che vivevano nel suo castello.
Questa �malattia� ereditata dalla sua famiglia sfociava, nel suo caso, in gesti violenti e inconsci; questo gi� basterebbe per definirla vampiro reale, storico, esistito. Ma non � tutto, poich� ella, tormentata da un profondo narcisismo non poteva accettare la vecchiaia e la sua ossessione per la bellezza la port� a contatti con streghe. Ma questo non le bast�, cos� reclut� giovinette come serve, ma la loro triste sorte era un�altra: esse vennero uccise e svuotate del loro sangue, giacevano morte colme di ferite, appese. La rossa linfa riempiva le vasche della contessa e seguendo il principio secondo il quale, il sangue dona giovinezza e bellezza, Elizabeth si calava nel sangue acquistando potere, fanciullezza e intenso piacere. Non vi � muro per chi ama se stesso alla follia. Sentimenti spaventosamente liberi ma allo stesso tempo dannati nella loro purezza.
Questa era Elizabeth Bathory: vampira storica, contessa spietata e sanguinaria. D�altronde, meglio uccidere per bellezza che per una croce. Dopo lo spargimento della voce del suo massacro ella fin� murata viva nella sua stanza, decisione che venne presa dalla corte reale, il cibo le veniva passato da una fessura, ma nonostante ci�, dopo due anni, nel 1614, mor� tra la sua sporcizia contemplando la sua bellezza oramai profanata.
Il vampirismo nella letteratura
Nell�Europa
continentale, l�avvento del vampirismo a livello culturale, artistico e di
conseguenza simbolico, si pu� inserire negli anni che vanno dal 1725 al 1750
circa, ma l�esplosione vera e propria nella societ� europea si ha in epoca
romantica poich� l�et� della ragione, difficilmente accettava l�oscura figura
del non morto come soggetto letterario ma lo vedeva bens� come semplice fenomeno
da analizzare. Solo pi� tardi, come genere gotico, si riscontrer� un interesse
maggiore attraverso l�interpretazione e una visione decisamente romantica. Nel
romanticismo si sa, ricompare il fascino misterioso della vita e della morte,
dei pi� reconditi desideri e soprattutto, uno spiccato interesse per il
soprannaturale. Il vampiro diviene quindi, un fenomeno che poco ci manca per
definirlo moda. Nella letteratura, le prime comparse le dobbiamo alla poesia
tedesca, con nomi come Ossenfelder (Der Vampir, 1748), Burger (Lenore, 1773) e
Goethe (Die Brauth Korinthe, 1797). Continuando poi, in Inghilterra, nell�inizio
dell�ottocento con Southey (The Old Woman of Berkley), Shelley (The Cenci),
Walter Scott (Rokeby) e Byron che diffuse con The Giaour un poema carico di
forti simbolismi e di grande efficacia letteraria. In queste opere poetiche
citate, si pu� verificare che il vampiro ha decisamente mutato il suo
significato medioevale di terrore e minaccia, affrontando temi che vedono pi�
il simbolico e il rappresentativo al fine di spiegare e fare luce su quei
misteri che caratterizzano le pi� profonde passioni umane ed inoltre per
liberare l�uomo dalla grande catena del pregiudizio cristiano. Tutto questo,
grazie al Gotico e al Romantico che, culturalmente parlando, hanno dimostrato un
intenso interesse verso quella che viene definita la conoscenza proibita; la
figura vampirica meglio di tutte si presta a questo scopo, come mezzo per
scavare nella mente umana alla ricerca di segreti, istinti e verit�. Questo
utilizzo del non morto a scopi emozionali, erotici ed artistici non sempre aveva
una chiara definizione; molto spesso era sottointeso, inconscio e non veniva
citata, nell�opera, la parola �vampiro� nonostante le azioni fossero sue
inconfutabili caratteristiche. Tutto questo per nobilizzare il messaggio
romantico e rendere lo scritto un sottile gioco carico d�ambiguit�, il cui il
bacio dell�essere della notte sostituisce il morso del mostro nella visione
medioevale. Dopo questo cambiamento culturale, tranquillamente definibile
miglioramento, il romanzo gotico non tarda ad arrivare, con le sue molteplici
passioni tenebrose ma allo stesso tempo sature d�amore per la vita e sentimenti
ossessivi per l�energia. Tra le opere maggiori, ricordiamo The Vampyre di
Shelley, il Frankenstein di Mary Shelley, The Oval Portrait di Poe e
innumerevoli contributi tra cui quelli di Hoffman, Baudelaire e Tolstoy. In
questi romanzi il significato dell�essere notturno viene rivelato specialmente
attraverso lo scambio di energie, il vampiro � quindi, insito nell�arte, nella
vita, nei rapporti umani e nel desiderio di andare oltre. La fine del
diciannovesimo secolo, vede inoltre, tre romanzi che hanno fatto la storia del
Gotico: Il Ritratto di Dorian Gray di Wilde, Dr. Jekyll and Mr. Hide di
Stevenson e ovviamente il pi� che noto Dracula di Bram Stoker, su cui critica,
societ� e cinema si sono tanto soffermati. D�altronde la bellezza,
l�elaborazione, i contenuti magici e la storia in s� di questo romanzo sono pi�
che riconosciute in tutto il mondo.
Vampire 666
�Non osavo
alzare le palpebre, ma vedevo perfettamente attraverso le ciglia. La ragazza
bionda si inginocchi� e si pieg� su di me, avidamente. Aveva un qualcosa di
deliberatamente voluttuoso che era insieme eccitante e repulsivo, e
nell�inarcare il collo si lecc� le labbra come un animale, tanto che alla luce
della luna potei vedere le labbra umide e scarlatte e la lingua rossa che
lambiva i denti bianchi e appuntiti. La sua testa si abbass� sempre pi� e le
labbra scesero oltre la mia bocca, oltre il mento e parvero fermarsi alla mia
gola. Poi si ferm�, sentivo il frusc�o della lingua sui denti e sulle labbra e
il fiato rovente sul mio collo. Poi la pelle mi si accappon� come quando una
mano si avvicina sempre pi� per farti il solletico. Sentivo il tocco morbido
delle labbra sulla pelle sensibilissima della mia gola, e mi dava i brividi, poi
mi sfiorarono le punte aguzze dei canini.
Chiusi gli occhi in un estasi di languore e aspettai... aspettai con il cuore
che mi batteva.�
Tratto dal Dracula di Stoker
Continua con "Streghe" , "Mefistofele", "La Notte di Valpurga"
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